Reflex digitali: funziona l'eliminazione della polvere?

Reflex digitali: funziona l'eliminazione della polvere?

di Roberto Colombo, pubblicata il

“Un test mette a confronto i sistemi di eliminazione della polvere di quattro reflex digitali e ottiene risultati a dir poco sorprendenti”

Funzionano davvero i sistemi di eliminazione della polvere dai sensori delle reflex? É questa la domanda a cui hanno provato a rispondere quelli di Pixinfo. Sono state messe a confronto quattro fotocamere D-SLR dotate di sistema di riduzione della polvere per capirne l'efficacia.

Il problema della polvere sui sensori è unico di questo tipo di fotocamere, per la possibilità di intercambiare le ottiche. Proprio in questa fase, se si opera in ambienti polverosi, è possibile che si depositino particelle di pulviscolo sulla superficie del sensore. La polvere può poi essere generata all'interno della fotocamera stessa a causa delle parti in movimento. A differenza delle reflex analogiche in cui il supporto da impressionare viene rinnovato ad ogni scatto, in quelle digitali la polvere va a depositarsi su una superficie ferma. Queste particelle possono apparire come ombre o punti in fotografie scattate a diaframma molto chiuso, da valori a partire da F16.

Diversi gli stratagemmi inventati dalle case produttrici per ridurre il problema. Olympus ha introdotto per prima uno di questi sistemi, basato sullo scuotimento a frequenze supersoniche di un sottile strato posto dinnanzi al sensore. Sony e Pentax contano invece sullo scuotimento di tutto il sensore, mentre Canon si affida allo scuotimento del filtro posto dinnanzi al sensore e alla mappatura dei difetti creati dal pulviscolo, eliminati via software in post-produzione. Sigma invece risolve il problema alla radice ponendo un filtro davanti allo specchio, dando vita a un sistema ad ottiche intercambiabili 'chiuso'.

Le macchine fotografiche sono state esposte aperte ad aria ricca di polvere e poi è stato azionato il comando di eliminazione del pulviscolo per 25 volte. I risultati sono a dir poco sconfortanti, in alcuni casi l'azionamento del sistema non ha avuto alcuna utilità. Per contare il numero di particelle rimaste sul sensore sono state scattate foto di uno sfondo bianco prima di sporcare il sensore, dopo averlo sporcato, dopo aver azionato il sistema di pulizia 2 e 25 volte. Poi sono stati utilizzati altri due metodi di pulizia, tramite aria soffiata con una pompetta e per via chimica con alcol etilico.

Protagoniste del confronto la Canon EOS-400D, la Olympus E-300 (prima fotocamera ad adottare un sistema di pulizia), la Pentax K10D e la Sony Alpha DSLR-A100. Le ultime due, accumunate dal sistema di scuotimento dell'intero sensore, mostrano addirittura un peggioramento all'azionamento della vibrazione. La EOS-400D ha mostrato nel test una efficienza del 5% nell'eliminazione della polvere, mentre la Olympus è salita al 50%. Da notare inoltre come in quest'ultimo caso la polvere dia meno fastidio nelle foto, forse per le dimensioni ridotte del sensore o per l'allontanamento della superficie di deposito dal sensore, grazie all'adozione dello strato vibrante.

Anche la pulizia con aria da risultati interessanti, è molto più efficace della vibrazione, con Olympus e Canon che forse a causa della carica elettrostatica del sensore e dello strato vibrante trattengono più particelle di polvere rispetto a Pentax e Sony. In futuro vorremmo applicare noi stessi test simili per valutare l'efficacia dei sistemi di riduzione della polvere, anche se l'idea di impolverare apposta il sensore di una reflex sulle prime fa un po' rabbrividire.


Commenti (55)

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Commento # 1 di: Paganetor pubblicato il 29 Marzo 2007, 10:49
l'argomento non è nuovo: con un minimo di attenzione si evita l'ingresso della torba nel corpo macchina

una buona parte della sporcizia, poi, si ferma sullo specchietto (e quindi le foto vengono comunque "pulite".

La sporcizia che arriva al sensore (per disattenzione o per attrazione dovuta alla carica elettrostatica) spesso non influenza le foto (si parla di particelle di polvere, non di caccolone! )

può essere poi rimossa con appositi strumenti in vendita a prezzi abbordabili e, in definitiva, può essere portata in assistenza nei casi più gravi.

io per ora mi sono limitato alla pulizia degli obbiettivi (ditate rulez ) perchè la mia "vecchia" 300D non dispone del sistema di pulizia a ultrasuoni, ma se dovessi trovarmi un caccolone sul sensore proverei prima a mano (con grande attenzione, certo, ma ricordiamoci che i sensori sono coperti da filtri e che non sono fatti di burro ) e poi con l'assistenza specializzata.

un po' come i virus per i PC, la pulizia del sensore arriva prima da lla corretta manipolazione della macchina e del cambio degli obiettivi

a quando un bel filtro neutro asportabile e "lavabile"?

chi ha un minimo di manualità troverà molto utile questa soluzione!
Commento # 2 di: Felix pubblicato il 29 Marzo 2007, 10:50
Barbari!

Qualcuno faccia un esposto alla protezione reflex digitali.
Gia' che ci siamo perche' non le usiamo anche per i test sui cosmetici?

Commento # 3 di: kinnikuman pubblicato il 29 Marzo 2007, 10:50
come volevasi dimostrare....
Commento # 4 di: Stigmata pubblicato il 29 Marzo 2007, 10:50
Anche la pulizia con aria da risultati interessanti, è molto più efficace della vibrazione, con Olympus e Canon che forse a causa della carica elettrostatica del sensore e dello strato vibrante trattengono più particelle di polvere rispetto a Pentax e Sony. In futuro vorremmo applicare noi stessi test simili per valutare l'efficacia dei sistemi di riduzione della polvere, anche se l'idea di impolverare apposta il sensore di una reflex sulle prime fa un po' rabbrividire.


In effetti

Immaginavo che la classica pulizia con aria fosse più efficace, sono un po' stupito dal 50% registrato da Olympus.
Commento # 5 di: eleoluca pubblicato il 29 Marzo 2007, 10:51
Eh eh.... allora ho fatto bene io a risparmiare e prendermi la Eos 350 invece della 400, in cui praticamente la (quasi) unica novità è il sistema antipolvere...
Commento # 6 di: BitmaniaK pubblicato il 29 Marzo 2007, 10:56
Pero' il sistema antipolvere della canon si basa sul fatto che ad ogni impiego (accensione e spegnimento) la poca polvere che si è depositata viene "staccata staticamente" e "agitata".
Quindi se si fa uso frequente della reflex, in pratica non si deposita nuova polvere...
E' chiaro che se se ne deposita tanta tutta insieme (tipo che si usa una volta all'anno) le piccole vibrazioni non funzionano...
Commento # 7 di: pigna71 pubblicato il 29 Marzo 2007, 10:59
Io la mia D80 la pulisco con una costosissima peretta (2.50€ in farmacia) e ho ottimi risultati.

Altro che ultrasioni.. ultrasoffio e via!

:-)
Commento # 8 di: Paganetor pubblicato il 29 Marzo 2007, 11:04
Originariamente inviato da: pigna71
Io la mia D80 la pulisco con una costosissima peretta (2.50€ in farmacia) e ho ottimi risultati.

Altro che ultrasioni.. ultrasoffio e via!

:-)


anche io ho comprato una peretta da clistere in farmacia

mitico il farmacista: "La vuole vuota o piena"?

poi mi viene la dissenteria al sensore... già certe foto che faccio son delle cagate, ma non esageriamo!
Commento # 9 di: Ramolaccio pubblicato il 29 Marzo 2007, 11:06
Antipolvere

Certe volte purtroppo quando operi all'aperto in zone dove è mesi che non piove (non Sahara, piemonte inverno 2007) puoi usare tutta l'attenzione che vuoi ma alla fine un po' di polvere ti entra.
Purtroppo chi ha una reflex deve convivere con questo problema finchè non troveranno soluzioni efficaci. A me comunque (e a quasi tutti) non infastidisce + di tanto.

@eleoluca: veramente la 400 è un bel passo avanti rispetto alla 350, ossia una maggior capacità di "raffica" di fotografie e finalmente un autofocus semiprofessionale, preso pari pari dalla 30D.
Io quando sono passato dalla 300D (che ha + o meno la stesso autofocus della 350) alla 30D sono rimasto impressionato dall'autofocus.
Commento # 10 di: Puddus pubblicato il 29 Marzo 2007, 11:30
Suvvia, basta comprare un corpo macchina per ogni ottica, allora la polvere non entra più
Troppi soldi?
Vabbè allora vai di swiffer...
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