Obiettivo Macro Tamron SP AF60 mm F/2 Di II LD (IF)
Tamron lancia un nuovo obiettivo macro specifico per il formato APS-C con rapporto di ingrandimento 1:1
Dopo una parentesi silenziosa, Tamron torna a far parlare di se con la presentazione americana del nuovo obiettivo Tamron SP AF 60 mm F/2 Di II LD (IF) MACRO. Negli ultimi anni, Tamron ha iniziato una completa revisione dei propri vetri, proponendo soluzioni alternative come l'originale sistema zoom di alcuni obiettivi. Ora lancia sul mercato un prodotto che aspettiamo di toccare con mano al Photoshow di Milano.

Tamron SP AF 60 mm F/2 Di II LD (IF) Macro è un obiettivo macro specifico che permette un rapporto di ingrandimento 1:1. Vuole essere il corrispettivo del noto Tamron 90 mm F/2,8 Di Macro, differenziandosi però per essere una lente dedicata al formato ridotto APS-C. Questo medio tele consente di mantenere il rapporto di ingrandimento 1:1 da una distanza massima di 100 mm. Permettendo così di avvicinare soggetti schivi e diffidenti come alcuni insetti.
La costruzione ottica prevede l'adozione di due lenti a bassa dispersione LD per prevenire le aberrazioni, in associazione ad una nuova tecnologia di coating delle lenti denominata BBAR Broad-Band Anti Reflection Coating, che consente una trasmissione ottimale delle frequenze luminose lungo tutto lo spettro.
| Lunghezza focale | 60 mm |
| Apertura massima | F/2.0 |
| Angolo di vista | 26° 35' (APS-C) |
| Costruzione ottica | 14 elementi in 10 gruppi |
| Distanza minima di messa a fuoco | 23 cm |
| Lamelle | 7 |
| Diametro filtri | 55 mm |
| Rapporto di ingrandimento | 1:1 |
| Dimensioni | 73 x 80 mm (diametro per lunghezza) |
| Peso | 400 g |
| Baionetta disponibile per attacco | Canon EF-s, Nikon (motore interno), Sony |
Sistema di messa a fuoco interno ed un peso contenuto in 400 g completano la panoramica di un'ottica che aspettiamo di vedere in Italia e della quale speriamo di conoscere presto il prezzo.
Commenti (20)
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anche se un po' inutile, tanto nelle macro è difficile che si vada a scattare con focali così aperte..troppa poca pdc..
Inoltre se stai un pò più distante è meglio, così hai più luce e non fai scappare il soggetto.
La cosa che rende un obiettivo un macro è l'ingrandimento 1:1 almeno. Non la distanza di maf.
Comunque ti assicuro che già così stai a circa 10 cm dal soggetto.
Inoltre se stai un pò più distante è meglio, così hai più luce e non fai scappare il soggetto.
La cosa che rende un obiettivo un macro è l'ingrandimento 1:1 almeno. Non la distanza di maf.
Comunque ti assicuro che già così stai a circa 10 cm dal soggetto.
Scusate, per fare chiarezza :
il rapporto 1:1 si raggiunge a una certa distanza che dipende dalla lunghezza focale e in piccola parte dalla costruzione della lente; io ho un canon efs 60mm macro e la distanza per il rapporto 1:1 è di circa 8 cm se non sbaglio. Posso ulteriormente avvicinarmi (fino a circa 5 cm) e ottengo un soggetto poco più grande (ricordo che 1:1 significa che la mosca che stai fotografando ricopre sul sensore esattamente le dimensioni della mosca stessa).
Se avessi un 120 mm (o un extender 2x) potrei mantenere un fattore di 1:1 mantenendomi a circa 20 cm.
ciao
Per questo si parla di 23 cm, che poi saranno una decina dall'estremità dell'obiettivo.
Per questo si parla di 23 cm, che poi saranno una decina dall'estremità dell'obiettivo.
Se non sbaglio (ma correggimi se non è così
Nel mio post precedente parlavo invece di distanza fisica tra lente e soggetto.
Per questo si parla di 23 cm, che poi saranno una decina dall'estremità dell'obiettivo.
Per le reflex la distanza è dal piano pellicola, quando c'era la pellicola.
Oggi è dal sensore.
Esatta la definizione di macro 1:1 di Genesio.
Una precisazione. Gli estender o moltiplicatori, non fanno aumentare la distanza minima di scatto, però raddoppiano la focale. Ovviamente bisogna moltiplicare anche il diaframma minimo di 2x, nel caso di moltiplicatore 2x.
Nel caso dell'obiettivo in oggetto, avremmo un 120mm F4.0, però sempre come distanza minima di scatto di 23 cm.
