Nuovo stabilimento di produzione ottiche nelle Filippine per Fujifilm

Nuovo stabilimento di produzione ottiche nelle Filippine per Fujifilm

di Roberto Colombo, pubblicata il

“Fujifilm diversifica i suoi impianti produttivi con l'apertura di un nuovo stabilimento di produzione ottiche nelle Filippine”

In questo ultimo anno abbiamo visto diverse aziende diversificare i propri impianti produttivi delocalizzando la produzione in più Paesi: questa strategia non va solo nella direzione del contenimento dei costi con la ricerca di Paesi dove produrre in modo più economico, ma punta soprattutto ad evitare problemi di fermo totale della produzione di alcune linee di prodotto in caso di eventi negativi.

Il caso di Nikon, doppiamente colpita nel 2011 a causa dello tsunami in Giappone e dalle alluvioni in Thailandia, è quello più eclatante degli ultimi tempi. Dopo tale esperienza la casa giallonera ha deciso di aprire un nuovo stabilimento per la produzione delle sue reflex in Laos. È il sud est asiatico la parte del mondo più gettonata per l'espansione della capacità produttiva: Fujifilm ha scelto le Filippine per un nuovo impianto produttivo di ottiche.

La casa giapponese in campo fotografico sta sperimentando con la sua serie X un successo forse inaspettato e anche il più recente prodotto presentato, la mirrorless Fujifilm X-M1 ha visto un tale interesse nel pubblico da far mettere le mani avanti a un colosso come Amazon, che ha detto che a causa delle forniture inferiori alla domanda non riuscirà a soddisfare al primo giro tutte le richieste della nuova fotocamera Fujifilm.

La nuova sede FUJIFILM Optics Philippines Inc, da poco pienamente operativa, produrrà ottiche per fotocamere digitali, videocamere da videosorveglianza e proiettori. I piani per Fujifilm per il 2015 sono quelli di arrivare a 600 persone impiegate e a 18 milioni di ottiche prodotte.


Commenti (4)

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Commento # 1 di: Opteranium pubblicato il 17 Luglio 2013, 11:05
buono, speriamo che diminuiscano i prezzi (e aumentino i pezzi)
Commento # 2 di: eeetc pubblicato il 17 Luglio 2013, 12:34
Forse sarebbe il caso di non continuare a costruire fabbriche di alta tecnologia in zone tropicali, notoriamente calde, umide e soggette a uragani e alluvioni.
Il risparmio che fanno sul personale se ne va alla prima calamità naturale.
Commento # 3 di: genesi86 pubblicato il 17 Luglio 2013, 13:17
e dove dovrebbero farle? in italia o in giappone che sono sismiche? in Russia così stanno al fresco? peccato che l'estate scorsa sia bruciata mezza russia a causa del gran caldo. Sulla costa no perchè potrebbe arrivare uno tsunami. In Europa? il 12 giugno scorso intere regioni del centro Europa erano sott'acqua a causa delle alluvioni... insomma, se la natura decide di spazzarti via lo fa e non esistono posti che siano totalmente sicuri, per questo abbiamo le assicurazioni, per questo hanno deciso di distribuire geograficamente gli impianti produttivi. Almeno nelle filippine hanno tasse più basse e manodopera a buon mercato.
Commento # 4 di: eeetc pubblicato il 17 Luglio 2013, 14:48
@ genesi86
Ma se le distribuiscono tutte nella stessa area geografica il rischio aumenta in modo significativo.
Una buona strategia sarebbe di spargerle per il mondo, anche perché per ogni cataclisma la polizza assicurativa aumenta inesorabilmente
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