Nuovo sensore CCD Sony con doppio strato di microlenti

Nuovo sensore CCD Sony con doppio strato di microlenti

di Roberto Colombo, pubblicata il

“Sony ha sviluppato un nuovo sensore da 14,2 megapixel che stabilisce un primato nella dimensione dei pixel. Con un doppio strato di microlenti promette alta sensibilità, elevata raffica e bassi consumi”

La ricerca nel campo dei sensori è continua e segue i trend delle richieste del pubblico: se da una parte la corsa ai megapixel è rallentata, ma non ancora fermata, dall'altra gli argomenti caldi attualmente sono l'alta sensibilità e il contenimento del rumore. Unendo incremento di risoluzione e di sensibilità Sony ha presentato la sua ultima creazione, un sensore CCD in formato 1/2,3" che stabilisce un nuovo primato di dimensione dei pixel, scesa al valore di 1,43 μm, contro i 1,55 μm delle precedenti versioni.

Come spiega il PDF tecnico pubblicato da Sony e riportato da DCViews, il nuovo sensore ICX681SQW offre 14,2 megapixel effettivi, ma nonostante abbia 2 milioni di pixel in più rispetto alle versioni precedenti promette una maggiore qualità dell'immagine, minori consumi e una sensibilità maggiore. Nonostante i pixel siano più piccoli, riescono a catturare la propria dose di luce grazie all'utilizzo di un secondo strato di microlenti, più efficienti nel convogliare la radiazione luminosa verso la parte sensibile dei pixel.

La nuova struttura, maggiormente condensata, fa uso di tecnologie thin-film e grazie alla riduzione dello spessore degli elettrodi e dei registri verticali ha raggiunto una riduzione del voltaggio operativo (da -7,5 V a -6,5 V) con un netto risparmio da punto di vista energetico. Sony assicura miglioramenti in termini di sensibilità e livello di saturazione del segnale e, in ultima analisi, della qualità delle immagini. Tra le proprietà del nuovo sensore troviamo la capacità di registrare immagini ad alta sensibilità a 1/4 della risoluzione, aggregando pixel adiacenti, con una raffica massima a 3,55 megapixel ad alta sensibilità pari a 5,389 frame al secondo.

Sony è fornitore di sensori per diverse marche di macchine fotografiche, reflex e compatte, e al momento non si hanno dettagli sull'arrivo sul mercato della nuova soluzione, ma considerati i tassi di aggiornamento di questo dinamico mercato è lecito attendersi un'attesa non lunga.


Commenti (29)

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Commento # 1 di: demon77 pubblicato il 26 Maggio 2010, 14:46
mmm.. non so..
due strati di lenti vuol anche dire maggiori dispersioni e distorsioni di luce..

comunque un test approfondito sarebbe interessante!
Commento # 2 di: Stefano Villa pubblicato il 26 Maggio 2010, 14:54
14.2 mpx su un sensore così piccolo rimangono troppi...
Commento # 3 di: Notturnia pubblicato il 26 Maggio 2010, 15:04
mi incuriosisce ma resto dell'idea che la strada intrapresa da Canon sia potenzialmente migliore..
in merito a quanti pixel ci possono stare su un sensore mi pare un discorso ridicolo.. è come dire che un processore di oggi ha troppi transistor per mmq ..

l'importante non è il numero ma cosa ci si ottiene.. a prescindere..

quindi ben venga un maggior dettaglio di immagine .. continuino a lavorare e facciano entrare più luce in questi sensori e maggior gamma dinamica..
Commento # 4 di: the_joe pubblicato il 26 Maggio 2010, 15:18
Originariamente inviato da: Notturnia
mi incuriosisce ma resto dell'idea che la strada intrapresa da Canon sia potenzialmente migliore..


Se ti riferisci ai CMOS BSI è stata prima SONY a farli uscire, quindi sono strade parallele.

in merito a quanti pixel ci possono stare su un sensore mi pare un discorso ridicolo.. è come dire che un processore di oggi ha troppi transistor per mmq ..

l'importante non è il numero ma cosa ci si ottiene.. a prescindere..

quindi ben venga un maggior dettaglio di immagine .. continuino a lavorare e facciano entrare più luce in questi sensori e maggior gamma dinamica..


Si e no, perchè ad oggi il modo per aumentare la luce e la gamma dinamica è quello di aumentare la superficie sensibile del fotodiodo, e comunque le ottiche lavorano meglio su frequenze spaziali più ampie e quindi su dimensioni di pixel più grosse.....

Di certo, siamo solo agli inizi dell'era della fotografia digitale per cui di innovazioni ne verranno e anche molte.

Commento # 5 di: giofal pubblicato il 26 Maggio 2010, 15:27
Parlano di primato delle dimensioni dei "pixel" come fosse un vanto.

E' un primato in negativo invece.

Tanti megapixel su un sensore tanto piccolo non servono a nulla, non migliorano la qualità delle foto, non aumentano la fantomatica dimensione della foto stampabile.

E' puro e semplice marketing, ovvero aria fritta.
Commento # 6 di: marchigiano pubblicato il 26 Maggio 2010, 15:30
Originariamente inviato da: Notturnia
in merito a quanti pixel ci possono stare su un sensore mi pare un discorso ridicolo.. è come dire che un processore di oggi ha troppi transistor per mmq ..


proprio per niente, la luce è un onda di una ben esatta lunghezza, se te fai il fotosito più piccolo di questa lunghezza non vedi niente o almeno vedi solo la luce con frequenza superiore (cioè onda più corta)

l'occhio umano riesce a vedere fino a 730nm circa, questo fotosito come vedete è da 1430 inclusa quella robina a fianco, quindi l'area netta sensibile si avvicina pericolosamente ai 730nm. oltre si taglia il colore, si parte dal rosso per arrivare al viola attorno ai 380nm
Commento # 7 di: Wonder pubblicato il 26 Maggio 2010, 15:49
più lenti ci sono meno luce passa
Commento # 8 di: the_joe pubblicato il 26 Maggio 2010, 15:53
Originariamente inviato da: Wonder
più lenti ci sono meno luce passa


Detta così no vuol dire niente, le microlenti servono a convogliare la luce sul fotodiodo, e se ne metti anche 100 ma configurate in modo da convogliare più luce di una singola, queste 100 ne convoglieranno di più e basta, dipende dallo schema ottico oltre che dal numero di lenti.
Commento # 9 di: Slamdunk pubblicato il 26 Maggio 2010, 16:11
Originariamente inviato da: Wonder
più lenti ci sono meno luce passa


Ma parlare sapendo le cose è troppo difficile?

Il numero totale di fotoni che arrivano a destinazione è determinato soltanto dalla lunghezza di attenuazione del materiale: che ci sia una lente da 1 cm o 10 da 1mm è uguale.

E poi questa costante per questi materiali è talmente bassa che puoi fare tutte le variazioni progettuali che vuoi delle lenti che tanto il numero e la lunghezza d'onda dei fotoni al fotodiodo non cambia. Piuttosto quali fotoni arrivano, e da dove, è importante, e anche la qualità del fotodiodo nel determinare con esattezza la lunghezza d'onda del fotone.
Commento # 10 di: yossarian pubblicato il 26 Maggio 2010, 16:12
l'idea delle doppie lenti non è affatto nuova né originale; la prima a percorrere questa strada è stata panasonic.

Originariamente inviato da: Notturnia
mi incuriosisce ma resto dell'idea che la strada intrapresa da Canon sia potenzialmente migliore..


se ti riferisci ai BSI, la prima è stata omnivisione, poi è arrivata sony e, infine, canon.

Originariamente inviato da: Notturnia
in merito a quanti pixel ci possono stare su un sensore mi pare un discorso ridicolo.. è come dire che un processore di oggi ha troppi transistor per mmq ..


infatti, man mano che si procede con la miniaturizzazione, aumentano le difficoltà anche nel mettere tanti transistor, soprattutto così vicini, dentro i processori.

Originariamente inviato da: Notturnia

l'importante non è il numero ma cosa ci si ottiene.. a prescindere..


il problema è proprio quello, cosa ci si riesce ad ottenere

Originariamente inviato da: Notturnia
quindi ben venga un maggior dettaglio di immagine .. continuino a lavorare e facciano entrare più luce in questi sensori e maggior gamma dinamica..


sempre ammesso che ad un aumento di Mpixel corrisponda realmente un aumento di risoluzione, cosa non sempre vera a causa di diffrazione e rumore, in primo luogo.
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