Fotogiornalismo: il professionista può ancora fare la differenza?

Fotogiornalismo: il professionista può ancora fare la differenza?

di Alberto De Bernardi, pubblicata il

“Un recente studio condotto dalla NPPA ha confrontato 100 scatti prodotti da fotogiornalisti professionisti con professionisti con altrettanti prodotti da dilettanti, ma utilizzati da organi di informazione - il cosiddetto User Generated Content. Il risultato? Il pubblico sembra poter discriminare facilmente, e non apprezza i contenuti amatoriali. ”

Dall'avvento del digitale, i fotografi professionisti subiscono una concorrenza importante da parte dei semplici appassionati. Complici le ottime capacità tecniche di alcuni di questi, e la maggior quantità di tempo che chi fotografa per divertimento può dedicare ai suoi progetti, le immagini prodotte da alcuni dilettanti superano, a volte, quelle dei fotografi professionisti.

Ovviamente i professionisti sono, generalmente, di tutt'altro avviso, e (giustamente) si preoccupano di dimostrare la superiorità dei loro scatti. L'ultimo contributo in questo senso arriva dalla National Press Photographer Association (NPPA), che ha condotto un interessante studio confrontando 100 scatti prodotti da fotogiornalisti professionisti con altrettante immagini prodotte da dilettanti, ma utilizzate e diffuse da organi di informazione - il cosiddetto User Generated Content.

Lo scopo dello studio era stabilire se il pubblico potesse percepire chiaramente delle differenze tra i due gruppi di immagini. Allo scopo, le foto sono state mostrate a una cinquantina di persone, monitorando i loro sguardi per determinare dove cadeva la loro attenzione, quanto tempo si soffermavano su ogni immagine ecc. Ai volontari è anche stato chiesto di valutare le immagini in una scala da 1 a 5 e di esprimere la loro propensione a condividere l'immagine stessa.

Il risultato è che, sì, il pubblico sembra percepire chiaramente la differenza tra fotografi professionisti e dilettanti.

Nel 90% dei casi, l'osservatore è stato in grado di discriminare correttamente tra fotografo dilettante e professionista. Le foto dei professionisti sono risultate 2 volte più desiderabili per una possibile condivisione e hanno ottenuto le 25 valutazioni più alte. Inoltre, diversi soggetti hanno riferito di aver notato la tendenza dei magazine al crescente utilizzo di User Generated Content, e di non apprezzare affatto tale tendenza. Siete d'accordo?


Commenti (9)

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Commento # 1 di: genesi86 pubblicato il 29 Gennaio 2015, 16:43
Nello studio le foto dei non-pro erano oscene, più o meno a livello di quelle che girano su instagram e facebook, normale che la gente si accorgesse della differenza. Diciamo che il confronto era tra PRO e dilettanti, sarebbe interessante invece un confronto tra FOTOGRAFI PRO (fotografi che vivono di fotografia) e FOTOGRAFI NON-PRO (fotografi che non vivono di fotografia ma che comunque praticano questa forma d'arte).

Sono certo che il risultato sarebbe un bel testa a testa.
Commento # 2 di: Balthasar85 pubblicato il 29 Gennaio 2015, 18:45
Originariamente inviato da: genesi86
[..]
Diciamo che il confronto era tra PRO e dilettanti, sarebbe interessante invece un confronto tra FOTOGRAFI PRO (fotografi che vivono di fotografia) e FOTOGRAFI NON-PRO (fotografi che non vivono di fotografia ma che comunque praticano questa forma d'arte).
[..]

Quindi la discriminante per te dovrebbe esser solo tra "retribuiti o non retribuiti"?
Te la vuoi giocare facile con una profezia autoavverante paragonando Van Gogh a Gian Lorenzo Bernini? Direi che è più corretta la distinzione che è stata fatta tra "dilettanti e professionisti".


CIAWA
Commento # 3 di: genesi86 pubblicato il 29 Gennaio 2015, 18:58
Originariamente inviato da: Balthasar85
Quindi la discriminante per te è solo tra "retribuiti o non retribuiti"?
Te la vuoi giocare facile con una profezia autoavverante paragonando Van Gogh a Gian Lorenzo Bernini? Direi che è più corretta la distinzione che è stata fatta tra "dilettanti e professionisti".


CIAWA


La profezia autoavverante è che le foto dei PRO, ossia coloro che vivono con l'arte della fotografia, sono reputate migliori di chi non pratica questa forma d'arte... questo è l'Ovvio.

Sarebbe stato molto più utile un confronto con coloro che praticano la fotografia pur campando con altro, per capire se il digitale ha realmente portato una maggiore "democratizzazione", permettendo a tutti, o almeno a coloro che si cimentano seriamente in questa disciplina, di portare a casa risultati che una volta erano ad appannaggio di pochi - numericamente parlando - professionisti.
Commento # 4 di: Zenida pubblicato il 29 Gennaio 2015, 19:14
Io credo che l'approccio sia più corretto così, ovvero :
Articoli con foto di professionisti
Articoli con foto amatoriali

Perché voglio dire se le testate scelgono quelle foto vuol dire che almeno un minimo di selezione è stata fatta, quindi il confronto dovrebbe già essere alla "pari". Inoltre è questa la rappresentazione della realtà, non è una sfida tra pro e dilettanti in generale.

Quello che trovo sbagliato invece è il campione di intervistati, non so con che approccio l'abbiamo scelto, ma temo che 50 persone non siano statisticamente rilevanti, specie se hanno optato per un approccio non probabilistico per convenienza
Commento # 5 di: zyrquel pubblicato il 29 Gennaio 2015, 22:10
Originariamente inviato da: Zenida
ma temo che 50 persone

...52 per la precisione

ma 'ste 200 dove si possono vedere??
Commento # 6 di: floc pubblicato il 29 Gennaio 2015, 22:39
hanno vinto i pro perche' la gente comune di solito non sa nemmeno farti una foto senza tagliarti i piedi. C'e' gente non pagata che produce scatti tecnicamente molto migliori di quelli che si vedono sui giornali, basta un giro sui forum per rendersene conto. Altro discorso e' forse il lato "compositivo" che si acquista con l'esperienza.
Commento # 7 di: MiKeLezZ pubblicato il 30 Gennaio 2015, 00:29
Originariamente inviato da: genesi86
Nello studio le foto dei non-pro erano oscene, più o meno a livello di quelle che girano su instagram e facebook, normale che la gente si accorgesse della differenza. Diciamo che il confronto era tra PRO e dilettanti, sarebbe interessante invece un confronto tra FOTOGRAFI PRO (fotografi che vivono di fotografia) e FOTOGRAFI NON-PRO (fotografi che non vivono di fotografia ma che comunque praticano questa forma d'arte).

Sono certo che il risultato sarebbe un bel testa a testa.
Ma che discorso è... ovvio che sia così.

La differenza fra amatoriale e professionista sta semplicemente nel fatto che il secondo lo faccia come lavoro. Ci si aspetta quindi maggior efficienza, una rete di contatti maggiore, strumenti più costosi e una maggior cura del prodotto... ma se un amatore ha le capacità, i soldi e la voglia, può tranquillamente fare foto uguali o migliori!
Commento # 8 di: manicomic pubblicato il 30 Gennaio 2015, 01:42
Concordo con MikeleZZ
In generale non è obbligatorio che un fotografo professionista faccia sempre foto migliori di un fotoamatore.
Il fotografo professionista è colui che vive delle proprie foto.
L'amatore è colui che fotografa per diletto.
Non è la qualità delle foto che distingue le 2 categorie.
Per assurdo dovrebbero essere migliori le foto del fotoamatore in quanto spesso i fotoamatori dietro un loro progetto di foto ci possono fare anche 10.000 prove e perderci giorni di lavoro, il professionista deve rispettare le direttive del committente e far rimanere il lavoro entro costi accettabili.
Poi deve anche pagare le tasse e subire la concorrenza del fotoamatore che fa servizi professionali in modo abusivo, ma questa è un altra storia.
Commento # 9 di: Mory pubblicato il 30 Gennaio 2015, 09:47
Certo che se prendono foto pro contro foto bimbominchia....
L'amatore molte volte è meglio del professionista, chiaramente è tutta una questione di tempo e voglia di fare e questo in quasi tutti i mestieri. Se uno ha la passione per una cosa si informa, prova, si impegna per far uscire il lavoro al meglio, mentre il professionista non ha mai tempo per aggiornarsi e deve fare il lavoro in tempi e costi accettabili con risultati di conseguenza inferiori
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