Droni: grande successo per quelli gonfiabili

Droni: grande successo per quelli gonfiabili

di Roberto Colombo, pubblicata il

“Accanto a velivoli ad ala fissa e a quelli multirotori esistono anche i droni gonfiabili: che possa essere nel dirigibile il futuro delle consegne coi apparecchi a guida autonoma?”

Le discussioni sui droni, soprattutto in merito alla sicurezza, sono all'ordine del giorno: risale a pochi giorni fa -ad esempio - il divieto di sorvolo dell'area del Levi's Stadium di Santa Clara, dove si è tenuto il Super Bowl, per un raggio di 50km. In Italia le regolamentazioni hanno aggiunto parecchia complessità per chi vuole cimentarsi, sia da amatore, sia da professionista, con questo tipo di apparecchi volanti. Tra velivoli multirotore o ad ala fissa c'è una terza via che sta raccogliendo parecchio successo nel settore e che sarà al centro di una conferenza settimana prossima a Roma Drone Conference.

In Italia è lunga la tradizione legata ai velivoli più leggeri dell'aria

La diffusione dei ‘droni gonfiabili’ è uno degli ultimi fenomeni del settore dei droni”, ha spiegato Luciano Castro, presidente di Roma Drone Conference. “Le limitazioni imposte dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile nell’utilizzo di droni multirotori o ad ala fissa in aree urbane o zone affollate hanno infatti rilanciato l’uso di questi palloni, che possono volare in piena sicurezza e a basso costo. E’ una sorta di ritorno al passato, che potrebbe vedere nei prossimi anni il cielo nuovamente solcato da piccoli e grandi dirigibili. E l’Italia, che nel secolo scorso ha scritto tra le pagine più importanti della storia del volo con i velivoli più leggeri dell’aria, potrà essere nuovamente in prima linea in ambito mondiale”.

Le sottocategorie di questo tipo di apparecchi sono molte, si va dal semplice pallone frenato al dirigibile radiocomandato sino al metaplano e sono molte anche le realtà che già li utilizzano o li studiano: università, laboratori e imprese. Garantiscono costi ridotti e una notevole sicurezza, seppur con delle limitazioni di velocità e manovra. Al momento quelli delle riprese aeree e del monitoraggio dall'alto sono i due settori che più utilizzano questo tipo di velivoli, ma pensando a come si stanno evolvendo le cose non è detto che possano diventare anche l'ossatura di un nuovo tipo di trasporto di merci o persone.


Commenti (3)

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Commento # 1 di: Marok pubblicato il 11 Febbraio 2016, 14:40
Vedrei bene delle forme ibride per l'apprendimento e per chi vuole solo giochicchiarci: una forma normale, con magari la carlinga più grossa del normale, ma con paratie interne riempite di elio così si potrebbe non sollo aumentare la vita delle batterie, ma anche consentire cadute più leggere mentre si stanno imparando le basi o nuove manovre.
Commento # 2 di: Podz pubblicato il 11 Febbraio 2016, 16:24
Risolverebbero il problema della sicurezza, e rivestendoli di celle fotovoltaiche avrebbero anche molta più autonomia.

I problemi sarebbero dimensioni, velocità e sensibilità al vento.
Commento # 3 di: gianluca.f pubblicato il 12 Febbraio 2016, 08:35
si come no, l'aria sta sui 1,2 kg/mc l'elio 0,18 kg/mc quindi abbiamo circa
1kg di spinta di Archimede per ogni mc gonfiato.
Davvero pratici da portare in giro e gonfiare al momento.
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