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Pagina 1 - Introduzione Non possiamo chiamarle reflex. L'aspetto è quello, senza dubbio, ma all'interno manca il pentaprisma/pentaspecchio, nonché lo specchio ribaltabile. Non sono nemmeno delle compatte che imitano le reflex tradizionali: sebbene non manchino esempi ibridi anche di altre marche, la possibilità di intercambiare le ottiche e la scelta progettuale in genere fa pensare subito a qualcosa che con le reflex ha davvero molto in comune.
Forse sbagliamo tutti, io per primo, a cercare una classificazione rigida per trovare un settore in cui collocare questa nuova famiglia di macchine fotografiche digitali, perdendo di vista il fine ultimo di una disciplina nobile, più che centenaria e apprezzata ovunque, dal linguaggio universale. Se proprio vogliamo farlo possiamo chiamarle SLT, Single-Lens Translucent, differenti alle SLR, Single-Lens Reflex. Potrebbe essere la nascita di un nuovo settore, così come un tentativo vano di rivoluzionare una categoria di prodotto in cui tecnologie del presente convivono con abitudini e certezze del passato. E' davvero presto per dirlo e sarà il tempo e il pubblico a decidere. Noi, d'altro canto, possiamo riportare le prime impressioni raccolte nel corso dell'IFA 2010, incuriositi come non mai di fronte ad una nuova tecnologia. Veramente nuova, a dirla tutta, non lo è. Si tratta più che altro della prima implementazione di tale tecnologia in un corpo "da reflex", fatto che dividerà gli animi di buona parte degli appassionati prima ancora di vederla e provarla. Passiamo quindi a una veloce descrizione delle due nuove fotocamere α33 e α55, consapevoli del fatto che Sony ha introdotto novità e caratteristiche molto interessanti, rompendo alcuni schemi tradizionali non senza un certo coraggio. La Translucent Mirror Technology sostituisce lo specchio ribaltabile con uno fisso e semitrasparente, in grado di separare in due il percorso ottico della luce. Uno raggiungerà in modo continuo il sensore, mentre l'altro si dirigerà verso il sistema autofocus a rilevamento di fase con 15 punti di rilevazione, di cui 3 a croce. Non c'è quindi un mirino ottico vero e proprio, ma uno che gli assomiglia molto, ma elettronico. Una rinuncia che Sony bilancia con dei benefici da reflex di alta gamma: raffica di foto fino a 10FPS e autofocus continuo in qualsiasi circostanza, anche con i video. Pagina 2 - Sony α33 e α55, caratteristiche e differenze
Sony α55 sfrutta un sensore CMOS di nuova generazione battezzato APS-C Exmor APS HD CMOS, capace di 16,2Mpixel effettivi. Sony chiama con lo stesso nome, forse per accomunare la filosofia costruttiva, anche quello utilizzato sulla α33, dove i Mpixel "scendono" a 14,2. Si tratta di un sensore già utilizzato su altri modelli, ad esempio sulle Sony EVIL NEX-3 e NEX-5, nonché sulle fotocamere reflex Nikon di recente generazione e pari risoluzione massima, sebbene tutta la logica di gestione differisca da modello a modello. Come anticipato nella prima pagina, il sistema autofocus è sempre attivo, sia durante la ripresa di foto a raffica, sia durante la registrazione di filmati Full HD 1080i. Si potrà quindi beneficiare della più precisa messa a fuoco a rilevazione di fase. Il puntamento è affidato al mirino elettronico definito Tru-Finder, o in alternativa direttamente dal display posteriore da 3".
Sony α55 promette raffiche a 10fps con tracking autofocus, un valore davvero elevato per la fascia di prezzo a cui verrà venduta, indicativamente intorno ai 900 Euro con IVA e obiettivo 18-55 in dotazione. Una buona notizia per chi è alla ricerca della prima macchina di un certo livello da usare in ambito sportivo e fotonaturalistico, senza spendere un capitale. Sony α33 arriva a 7 frame al secondo con tracking autofocus attivo, con un valore che risulta anche in questo caso di gran lunga superiore alla media delle reflex di pari prezzo (circa 750 Euro, sempre con obiettivo "standard" 18-55). Le due fotocamere, come tutte le Sony Alpha, integrano la stabilizzazione d'immagine tramite spostamento del sensore, affiancata dalla funzionalità Auto HDR e 3D Sweep Panorama, come sulle recenti Sony NEX.
La sensibilità ISO delle due macchine si estende da 100 a 12800 ISO, con la possibilità di spingersi fino a 25600 ISO in modalità Multi Frame NR Mode. Come spiegato dagli executive Sony presenti al briefing, questa modalità combina 6 scatti per contenere l'insorgenza del rumore. Sony α55 dispone inoltre del sistema GPS per il geotagging delle foto, assente sul modello α33. Entrambe le fotocamere hanno flash integrato a scomparsa e accettano schede di memoria SD/SDHC/SDXC e Memory Stick PRO Duo. Pagina 3 - Impressioni d'uso e alcuni scatti Premessa: quelli che riportiamo sono scatti preliminari, ottenuti per giunta un con modello di Sony α55 pre-produzione, che potrebbe differire rispetto alla versione commerciale attesa per la fine di settembre. L'impressione è quella di avere in mano un prodotto solido, ma lontano dai top di gamma sia di casa Sony che di altre marche prestigiose. In ogni caso è chiaro: la scelta di Sony è chiaramente quello di offrire un'ottima tecnologia e caratteristiche di rango in un corpo macchina compatto. Non è escluso poi che si potranno vedere evoluzioni in salsa Transluscent Mirror Technology in futuro, con doppia ghiera tempi/diaframmi (stranamente assente sul modello α55) ed eventuali tropicalizzazioni. D'altro canto si può ben capire la cautela Sony: si tratta di una nuova tecnologia, il cui esito commerciale rimane tutto da verificare. Le impressioni generali, tratte nel corso della breve prova sul campo, sono buone. A margine di una certa complessità nei menù di scelta, non abbiamo avvertito grandi differenze con i modelli reflex digitali tradizionali all'atto della ripresa, complice la ricca dose di informazioni disponibili sia nel mirino sia nel display dorsale orientabile.
Cliccando sulle miniature è possibile visualizzare le immagini in formato JPEG alla risoluzione di 4912 x 3264 pixel così come catturate dalla macchina. Nel brevissimo tempo a disposizione (consultando i dati EXIF si potrà notare come sono passati solo 8 minuti dal primo all'ultimo scatto...) abbiamo cercato di spaziare fra diversi valori di ISO, compreso 12800. Si tratta di uno scatto improvvisato, che mette in mostra come forse sia un valore un po' troppo tirato per poter essere usato normalmente, relegandolo a impostazione di emergenza. Ben diverso il comportamento a 800 e 1600 ISO, dove il calo qualitativo dovuto alla presenza di rumore appare decisamente accettabile. Vi è da dire che non è ancora possibile importare i file grezzi a mezzo ACR (Adobe Camera Raw), trattandosi di fatto di un sample pre-produzione. Impossibile quindi, ad oggi, capire quale margine di intervento abbia l'algoritmo di contenimento del rumore. Al di sopra della media degli apparecchi di pari prezzo, e in maniera sensibile, ci è apparsa la gamma dinamica, sebbene anche in questo caso di stratta di sensazioni dedotte da pochi scatti che necessitano di ulteriori approfondimenti. Quando sarà possibile avere una versione finale di una o entrambe le macchine, non mancheremo di essere più precisi su tutti gli argomenti che stanno più a cuore agli appassionati di fotografia. Per chi si fosse posto il problema, lo specchio fisso dispone di un tasto di sgancio (vedere le foto nella gallery nella pagina seguente), qualora si renda indispensabile pulire manualmente il sensore. Dovendo trarre un sommario giudizio posso personalmente dire che la macchina mi ha convinto, pur partendo da uno scetticismo indotto dal dover analizzare per mestiere le novità tecnologiche, in molti casi spinte e sorrette da un marketing che enfatizza le reali potenzialità. La raffica molto veloce è veramente disponibile, così come la possibilità di scattare a ISO non altissimi ma alti sicuramente, oltre ad aver gradito un approccio "da reflex". Certo, l'approccio di Sony è cauto: se da una parte strizza l'occhio all'utente con una certa esperienza, dall'altro non dimentica il pubblico meno esperto, come testimoniato dalla presenza di programmi preimpostati, suggerimenti per lo scatto e dalle dimensioni contenute, un riguardo che viene messo da parte nei modelli di fascia alta. Siamo di fronte a una rivoluzione? Presto per dirlo. Sicuramente si tratta di un nuovo modo per andare oltre agli schemi tradizionali, cercando di combinare tecnologia all'avanguardia ed ergonomia reflex, compatibilità con gli obiettivi tipici di tutte le Sony Alpha con la rinuncia al mirino ottico. Quello che Sony offre in cambio per queste rinunce è però qualcosa di importante, almeno in certi ambiti. Raffica di scatto ad alta cadenza e autofocus continuo permettono di scattare in situazioni quasi impossibili per modelli reflex di fascia bassa e medio-bassa. Ancora una volta è una questione di esigenze personali. Personalmente, tornando ai dubbi dell'introduzione, collocherei queste macchine nel settore delle "normali" reflex, senza preoccuparmi troppo della presenza o meno di un pentaprisma o di uno specchio, ribaltabile o fisso che sia. Pagina 4 - Gallery e video Di seguito una fotogallery degli apparecchi, mostrati da vicino per la stampa nel corso di un briefing che ha preceduto l'apertura ufficiale dell'IFA di Berlino. A seguire, un breve video riassuntivo sulle caratteristiche delle nuove macchine. Buona visione. GALLERY: Primo sguardo alle fotocamere Sony Alpha 33 e 55 (per vedere la gallery, guardare la versione completa dell'articolo) Video> VIDEO: Sony Alpha 55 quasi una reflex (per vedere il video, guardare la versione completa dell'articolo) |
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