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Pagina 1 - Introduzione
Pentax ha investito molto nell'ultimo periodo rinnovando il proprio corredo reflex sia nei corpi macchina che nelle lenti della serie DA e DFA. La Pentax K20 si pone proprio come punta di diamante delle ultime innovazioni sventolando un sensore CMOS da 14,6 Mp capace di elaborare informazioni a 14 bit. Mirino a pentaprisma e corpo protetto da spruzzi d'acqua e polvere. Una reflex che si pone tra i pesi medi nel panorama DSLR e che presenta tanti aspetti da scoprire e qualche buco che non ci si aspetta.
Pagina 2 - Corpo e comandi La Pentax K20 rispetta le dimensioni della sua fascia in un corpo di 141,5x101x70 mm e dal peso di 715 g senza batteria. L'impugnatura è comoda e nonostante i tasti a disposizione del pollice della mano destra siano tanti, la possibilità di personalizzarne le funzioni consente di usarne un numero limitato e maggiormente gestibile in fase di scatto. Sia l'impugnatura sagomata che l'incavo per il pollice sono ricoperti in gomma antiscivolo mentre il resto del corpo è costituito da plastica nera antiurto.
Sul dorso i tasti funzione sono disposti tutto attorno allo schermo lcd da 2,7" TFT: a sinistra sulla fascia l'accesso al menù, cestino, informazione e revisione degli scatti; poco sopra a lato del mirino il tasto di attivazione del bracketing. A destra dello schermo sporge il joypad di selezione delle diverse funzioni, i tasti di compensazione esposimetrica, blocco del fuoco e dell'esposizione, il selettore del sistema Shake Reduction e la ghiera posteriore, alla quale possono essere assegnate via menù le regolazione di tempi diaframmi o compensazione. Concentrica al joypad è posizionata la ghiera che consente di modificare la selezione dei punti di messa a fuoco tra centrale,automatico o manuale.
Il mirino è di per sè ampio anche se non estremamente nitido, fattore che delude un po' per via delle aspettative create dal pentaprisma. La compensazione diottrica si trova superiormente e consiste in un selettore a scorrimento orizzontale. La spalla della fotocamera riporta sul lato destro uno schermo retroilluminato sul quale vengono visualizzati i valori esposimetrici, stato della batteria, modalità di scatto e numero di scatti rimanenti (oppure sensibilità ISO)
A sinistra è la ghiera di selezione dei programmi a fare da padrona con 10 posizioni, appena sotto è impostabile la modalità di lettura esposimetrica tra spot, media pesata al centro oppure valutativa. Vicino al pulsante di scatto si trova un ulteriore tasto verde che consente di impostare in qualsiasi momento i valori di esposizione ottimali, anche se ci si trova a lavorare in manuale. La stessa ghiera di accensione e spegnimento è provvista di una terza posizione tramite la quale è possibile ottenere un anteprima dello scatto.
La slitta flash trova posto sopra il pentaprisma in posizione arretrata rispetto al flash integrato ed è protetta da un inserto removibile in gomma. La lettura flash viene fatta attraverso l'algoritmo P-TTL applicato sia al piccolo integrato di numero guida 13 a 100 ISO che al flash dedicato esterno da posizionare sulla slitta a contatto caldo. Pagina 3 - Corpo e comandi 2 Sul lato destro del corpo macchina si trova l'inserto che contiene le prese PC VIDEO ed alimentazione remota a 8,3V. Subito di lato la presa femmina per cavetto synchro flash.
Il lato destro accoglie invece la sede della scheda di memoria, la sua apertura avviene tramite baionetta posta sul dorso. Le schede supportate sono SD/SDHC.
Lo stesso sistema di sicurezza a baionetta è adottato anche per il vano batteria a lato del quale trovano posto i contatti di supporto dell'impugnatura verticale, protetti da una guarnizione di gomma removibile.
La baionetta metallica accoglie obiettivi sia dedicati al pieno formato che al formato ridotto, lo specchio è profondo dietro lo zoccolo dei contatti. A lato della baionetta, in basso, un selettore a tre posizioni controlla le modalità di messa a fuoco (Singolo,continuo o manuale) e appena sopra è posizionato il tasto Raw che consente di salvare lo scatto successivo in formato nativo. Pagina 4 - Sotto la pelle
Il cuore della fotocamera è racchiuso in uno scheletro metallico e rivestito da un guscio plastico antiurto rinforzato attraverso l'iniezione di fibre, questo aspetto legato alle 72 guarnizioni che riparano la macchina dalle infiltrazioni di polvere e acqua aumentano il valore aggiunto dell'apparecchio. Sotto la pelle della Pentax K20 lavora il processore Prime che consente di elaborare informazioni a 14 bit ed è in grado di gestire i 14,6 Mp effettivi di risoluzione.
La K20 non è un campione di velocità, infatti lo scatto continuo in modalità Hi consente di raggiungere il valore di 2,8 scatti al secondo. D'altra parte il buffer riesce a mantenere stabile questa velocità per 38 immagini Jpeg consecutive, oppure per 16 Raw. Chi ha la necessità di non perdere l'attimo cruciale, può fare riferimento alla modalità burst che consente di acquisire fino a 115 scatti a raffica alla velocità di 21 scatti al secondo. In questa modalità ogni immagine è ridotta alla risoluzione di 1,6 Mp.
L'elettronica di gestione ed il software in dotazione alla fotocamera lasciano largo spazio di personalizzazione e regolazione dei parametri, primo fra tutti la gestione del colore: a partire dal bilanciamento del bianco, passando per la calibrazione del monitor lcd, fino alla modifica in macchina della foto appena scattata. E' sempre il processore Prime che gioca un ruolo fondamentale nel contenimento del rumore, l'elaborazione interna a 14 bit consente infatti di recuperare maggior dettaglio senza incorrere in artefatti. Il menù è molto lineare, quattro schede riassumono tutte le possibili impostazioni; ogni scheda presenta a schermo le voci relative all'ambito scelto (cattura, riproduzione, preferenze, impostazioni personalizzate) e le informazioni riassuntive scorrono orizzontalmente.
A sinistra la schermata riassuntiva raggiungibile con la pressione del tasto INFO, a destra la schermata di accesso rapido attivabile tramite pressione del tasto Fn. In qualsiasi momento è possibile richiamare le impostazioni in uso tramite il tasto INFO mentre attraverso il pulsante Fn si accede alla modifica dei parametri di maggiore utilizzo quali sensibilità ISO, modalità di scatto, bilanciamento del bianco, preset ed impostazioni flash. Pagina 5 - Prova sul campo All'atto pratico la Pentax K20 è una reflex che ricorda molto nel comportamento le più anziane compagne a pellicola: la lettura esposimetrica è secca, precisa con un offset dominante nell'esporre per le alte luci. Se da una parte questo aspetto farà sicuramente felici i possessori di vecchie analogiche, dall'altra pregiudica l'estesa gamma dinamica della K20 che viene vanificata dalla rapida chiusura delle ombre. La funzione D-Range viene in soccorso della fotocamera chiudendo le alte luci che recuperano informazione colore e lasciando qualche frazione di stop alle ombre che diventano più leggibili.
La funzione D-Range attivata riduce il fringing verde che affligge i contrasti decisi, nell'immagine appena sopra è possibile apprezzare i riquadri ingranditi al 200%: a sinistra con DR attivato ed a destra con DR disattivato. Osservando il cielo si nota una maggiore dominante colore a sinistra. L'analisi alle Gretag Map mette in evidenza il rumore generato dall'elettronica e gli artefatti indotti dall'operazione di demosaicing:
100 ISO
200 ISO
400 ISO
800 ISO
1600 ISO
3200 ISO
6400 ISO Il contenimento del rumore è buono fino ad 800 ISO, a 1600 ISO inizia a diventare percepibile ma senza disturbare. Le alte sensibilità di 3200 e 6400 ISO sono affette da macchie acromatiche: se a 3200 ISO possono essere confuse con della grana, a 6400 ISO risultano molto fastidiose.In ogni caso l'immagine è abbastanza morbida e manca forse di qualche punto di nitidezza in più. Attiviamo la funzione di riduzione del rumore ad alti ISO, l'intensità dell'elaborazione è impostabile su tre livelli: Molto leggera, Leggera Forte; Di seguito sono riportati gli ingrandimenti al 200% di foto scattate a 1600 ISO con i diversi valori di soppressione attivati.
L'algoritmo lavora bene introducendo un leggero blurring, in particolar modo disattivando il guadagno di gamma dinamica i risultati sono molto positivi. L'altro lato della medaglia è rappresentato dalla sensibilità di 6400 ISO, quest'ultima risulta molto critica e l'introduzione della riduzione del rumore peggiora le cose soprattutto con poca luce. Pagina 6 - Prova sul campo 2 I preset colore impostabili sono sei e coprono gran parte delle impostazioni maggiormente utilizzate, l'interfaccia a schermo rappresentante lo spazio colore è molto utile per comprendere quali modifiche si stiano apportando ad ogni singolo preset.
Brillante
Naturale
Paesaggio
Ritratto
Vivace
Monocromo La gestione del controluce non è ottimale, anche in lettura esposimetrica stop, il soggetto rimane pesantemente sottoesposto, ancora una volta la fotocamera privilegia le alte luci. In questo caso torna utile il flash integrato che consente di schiarire e riempire le ombre in modo molto naturale. La gestione stessa della compensazione flash è facilitata ed accessibile tramite la pressione del tasto Fn che rimanda al relativo menù.
Nell'immagine appena sopra, ecco come si comporta la Pentax K20 in modalità program ed in diretto controluce: a sinistra senza flash, a destra assistita dal flash integrato.
Le situazioni di luce diffusa e leggero controluce vengono privilegiate dall'impostazione flash sulla seconda tendina, la lettura P-TTL risulta in questo caso molto precisa. Pagina 7 - Prova sul campo 3 Tra le funzionalità che equipaggiano la K20, l'anteprima risulta molto utile: tirando la ghiera di accensione spegnimento verso l'esterno, si effettua uno scatto di anteprima con le impostazioni vigenti; tale scatto è modificabile in macchina e se ritenuto corretto può essere salvato immediatamente, altrimenti non vi sarà un inutile spreco di memoria e continui accessi alla revisione per poter verificare la correttezza delle impostazioni. Lo stesso selettore di anteprima può essere reimpostato tramite funzioni personalizzate per verificare la profondità di campo od attivare il live view.
In modalità live view, la messa a fuoco avviene tramite il modulo OTF, questo implica che lo specchio debba abbassarsi e sollevarsi ogni volta che si preme il tasto AF posto sopra il joypad. L'utilizzo del live view rende sicuramente più agevole la modalità di ripresa a raffica: la fotocamera è in grado di acquisire fino a 115 immagini consecutive a risoluzione ridotta ( 1,6 Mp) alla velocità di 21 fps, ovviamente durante questa operazione lo specchio è sollevato e non è possibile vedere cosa si sta inquadrando attraverso il mirino. Il live view al contrario può rimanere attivo ed aiuta a non perdere il soggetto magari durante una ripresa in movimento. Test di una compatta sportiva
Il montaggio delle immagini è stato eseguito con il software Movie Maker, presente su tutti i computer con sistema operativo Windows, impostando la durata di ogni singola foto sul valore minimo di 0,125 secondi. (Se Movie maker consentisse di ridurre la durata di ogni slide al valore di campionamento offerto dalla fotocamera, il movimento risulterebbe molto più fluido). Pagina 8 - Conclusioni La Pentax K20 è una reflex che restituisce al tatto una sensazione di solidità, tra le molte funzioni abbiamo apprezzato la possibilità di personalizzare la gestione dei pulsanti di maggiore utilizzo senza perdersi in menù complicati. I file immagine sono molto puliti e la risoluzione di 14,6 Mp consente, quando necessario, di effettuare crop senza troppi pensieri. Corpo sigillato e mirino ampio anche se non eccessivamente luminoso vanno a favore di un sistema che purtoppo ha presentato alcune mancanze di regolazione esposimetrica: la tendenza della K20 ad esporre per le alte luci, consente di non bruciare i bianchi ma clippa velocemente le ombre e spesso bisogna lavorare con l'opzione D-Range attivata con il conseguente aumento di rumore. Il rumore è contenuto fino a 1600 ISO ed a 3200 ISO è accettabile, in presenza di poca luce la qualità di ripresa a 6400 ISO crolla e gli algoritmi di contenimento del rumore non reggono il passo. Al contrario, se si evitano sottoesposizioni troppo accentuate il file prodotto è morbido e pulito. Altri punti a vantaggio di questa Pentax sono rappresentati dallo stabilizzatore di immagine che lavora sul sensore, il pixel mapping che consente di verificare la presenza di polvere proprio sull'elemento sensibile e la pulizia dello stesso.
Autofocus con matrice ad 11 punti e velocità di messa a fuoco lavorano egregiamente anche se l'obiettivo 18-55 DA SMC fornitoci in dotazione ci è sembrato troppo rumoroso. In conclusione la Pentax K20 è una reflex che riserva grandi soddisfazioni, chi arriva dal mondo della pellicola e vuole confrontarsi per la prima volta con il digitale di Pentax farà di certo un acquisto di cui non sarà pentito. Ci aspettiamo grandi cose per il futuro da questa casa che ha rinnovato per il 2009 gran parte del proprio parco ottiche e che si è presentata prepotentemente nel mercato DSLR con gli ultimi modelli, dalle grandi potenzialità ma forse ancora leggermente acerbi |
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