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Pagina 1 - Introduzione
Era la fine di gennaio che Sony lanciava il modello alfa-200, dopo soli
quindici giorni arrivò inaspettato l’annuncio di due nuovi modelli entry level:
alfa-300 e alfa-350. Sony alfa-350 è una piccolo mostro di compattezza: peso contenuto, dimensioni ridotte, veloce live view, schermo lcd orientabile, sistema di riduzione delle vibrazioni ed ottimizzazione della gamma dinamica sono solo alcune delle caratteristiche che fanno di questa 3:2 la scelta di chi cerca il giusto compromesso in una reflex comoda da portare sempre con se. Anche chi sta pensando ad un rinnovo del proprio corredo analogico Minolta troverà ottime soddisfazioni in un corpo capace di accogliere le lenti dotate di attacco a baionetta tipo –A, con il valore aggiuntivo della stabilizzazione presente in macchina. Pagina 2 - Corpo e comandi
Appena presa in mano la alfa-350 stupisce immediatamente per la leggerezza, solamente 582 g. in un corpo delle dimensioni di 130,8x98,5x74,7 mm (L:A:P). Questo contribuisce a dare un senso di fragilità che però viene ben presto sostituito dalla comodità di poterla tenere senza eccessivo ingombro in una borsa od addirittura in un marsupio. Lo schermo LCD da 2,7” sporge oltre il corpo macchina e questo invita ad osservarlo con più attenzione: se ne capisce immediatamente la ragione, può essere estratto ed orientato facendo perno sul lato maggiore, sia verso il basso che verso l’alto. Questa caratteristica rende ragione al live view che può essere sfruttato effettivamente come metodologia di ripresa e non come caratteristica dalle dubbie utilità; di fatti le possibilità di utilizzare la fotocamera in posizioni disagevoli in cui il mirino non è raggiungibile dall’occhio possono essere tenute sotto controllo con maggiore precisione.
Sopra il corpo prendono posto la ghiera delle modalità di ripresa sulla sinistra, mentre sulla destra i comandi che attivano il live view, le modalità di scatto singolo, multiplo o autoscatto ed il pulsante di regolazione della sensibilità ISO.
I pulsanti che permettono di accedere al menù, visualizzare e cancellare le foto ed il pulsante che modifica le modalità di visualizzazione dello schermo lcd, trovano tutti posto sul dorso lungo il lato sinistro (1). In alto sul lato opposto, in sequenza da sinistra verso destra: il pulsante di compensazione esposimetrica, quello di blocco dell’esposizione ed infine lo zoom digitale attivo solamente sulla funzione live view che permette di effettuare un controllo più preciso della messa a fuoco attraverso due valori di ingrandimento 1,4x e 2x (2). In basso la funzione Super Steady Shot per ridurre le vibrazioni, il dial di selezione ed il pulsante per l’accesso rapido alle impostazioni di scatto contraddistinto dall’etichetta Fn (3).
Sul fondo troviamo l’alloggiamento della batteria InfoLithium in grado di
comunicare alla fotocamera la percentuale di carica residua e sostenere circa
700 scatti. Pagina 3 - Sotto la pelle
Le caratteristiche salienti che contraddistinguono questa reflex digitale
sono principalmente quattro: Il sensore ha in effetti una risoluzione di 14,9 Mpixel nominali e di 14,2 effettivi, forse un po’ esagerati per un formato APS-C anche se gestiti dall’ottimo processore Bionz. D’altra parte chi ha bisogno di ottenere il massimo dalle operazioni di crop non rimarrà deluso a patto di lavorare a basse sensibilità: di seguito un immagine a piena risoluzione scattata in jpeg ed un suo ritaglio 1:1. Il sensore è coperto dal filtro Bayer RGB che incorpora un trattamento antistatico per evitare l’accumulo di polvere: questa accortezza è una delle due scelte progettuali volte a mantenere pulito il CCD. La capacità di scuotere con delle microvibrazioni l’intero sistema filtro-ccd completa la modalità di cleaning.
Il processore Bionz che equipaggia la alpha-350 è la derivazione del modello
lanciato da Sony sulla ammiraglia alpha-700 anche se, voci di corridoio dicono
che la qualità sia inferiore: è in grado di gestire i 14,2 Mpixel del ccd
attraverso un flusso dati 14 bit generando immagini delle dimensioni di
4592x3056 pixel. Vero fiore all’occhiello di questa piccola reflex è il sistema Quick AF Live View, attualmente il più veloce Live View presente sul mercato. Per combinare la praticità del mirino digitale con la velocità dell’autofocus reflex, i progettisti di Sony hanno ridisegnato la meccanica aggiungendo uno specchio basculante a livello del pentaprisma: durante il live view, l’immagine non viene letta direttamente dal sensore CCD ma da un rilevatore OTF a livello del pentaprisma. Così facendo il modulo AF è in grado di lavorare senza problemi poiché non vi è sollevamento dello specchio principale. La luce passa dall’obiettivo allo specchio principale che la riflette verso lo specchio basculante, variando la posizione di quest’ultimo si può deviare il fascio luminoso verso il mirino oppure verso il sensore OTF del live view che provvederà a presentare a schermo l’immagine corrispondente. Al momento dello scatto lo specchio principale si solleva lasciando impressionare il sensore CCD.
Il sistema Super Steady Shot consiste nel montare il sensore CCD su di uno scheletro capace di assorbire attivamente le vibrazioni per mezzo di microattuatori meccanici; il grande vantaggio di questa configurazione risiede nel fatto di avere a disposizione lo stabilizzatore direttamente in macchina, in questo modo, qualsiasi ottica venga montata, compreso il vecchio Zeiss F/1,2 risulterà stabilizzata. Per di più il Super Steady Shot di Sony lascia decisamente soddisfatti permettendo di guadagnare addirittura 3,5 stop, a tutto vantaggio della qualità d’immagine. Pagina 4 - Prova sul campo Una volta familiarizzato con il menù, l’utilizzo della Sony alpha-350 è davvero piacevole, sarà per le ridotte dimensioni ed il peso contenuto che ne fanno una reflex da città, scattare è semplice e l’esposimetro a nido d’ape da 40 segmenti si adatta con facilità alle diverse situazioni di luce. Nonostante l’autofocus sia dotato di un modulo a croce da 9 punti ed integri la funzione di messa a fuoco con lo sguardo, non eccelle per velocità anche se, a suo favore, le occasioni di front-back focusing sono veramente rare. Le sensazioni che si provano nell’utilizzo di questa entry-level sono contrastanti: da una parte si scoprono determinate caratteristiche che andrebbero curate con più attenzione, dall’altra ci si stupisce di dotazioni funzionali e facilmente accessibili. Per mettere sul piatto della bilancia pro e contro sono sicuramente da lodare: il sistema di gestione del flash, che permette anche solo con l’illuminatore integrato una gestione totale da parte dell’utente per quanto riguarda compensazione, sincronizzazione sulla prima o sulla seconda tendina, opzione di fill-in preimpostata od attivabile manualmente; possibilità di regolare con semplicità il bilanciamento del bianco effettuando degli aggiustamenti di fino attraverso un interfaccia semplice ed intuitiva; possibilità di sovrimporre l’istogramma e l’avvertimento alte luci sulle foto in presentazione sullo schermo LCD, per chi pensa che non sia di utilità su di una macchina destinata ad una famiglia in vacanza, vi lasciamo riflettere sul fatto di quanto risulti utile potersi rendere conto di avere o meno bruciato una foto. Dall’altra parte determinate finiture potevano essere migliorate: il mirino è piccolo e poco luminoso, la regolazione diottrica manca di tacche graduate, per lo meno di quella centrale; il tasto di compensazione esposizione è scomodo da raggiungere ed obbliga ad allentare la presa sull’impugnatura. Ne potrebbe risultare una descrizione dissonante ma queste discrepanze generano una mancanza di continuità tra il lato software ed il lato hardware, inteso come fisicità, struttura, finiture meccaniche della fotocamera. Non per questo ledendo le potenzialità di un apparecchio che riteniamo di sostanza. Pagina 5 - Sensibilità ISO L’analisi alle Gretag Macbeth mostra un ottimo contenimento del rumore fino a 400 ISO, al di sopra dei quali le imperfezioni cominciano a farsi sentire vistosamente, l’utilizzo del sistema di riduzione del rumore non elimina la grana ma riesce a distribuirla in maniera più uniforme rendendola meno degradante per l’immagine. I quadri sono stati ingranditi al 200%: Ci aspettavamo di più dal processore Bionz dal punto di vista del rumore ma d’altra parte, va considerato che 14,2 Mpixel su di un substrato APS-C non giocano certo a favore del contenimento termico dell’elettronica. Possiamo affermare che 800 ISO sia la sensibilità massima utilizzabile senza incorrere in cromatismi fantasma dovuti al rumore. A 1600 ISO sono visibili ma ben distribuiti, a 3200 ISO colpiscono subito l’occhio anche senza effettuare ingrandimenti. Il sistema D-Range Optimazer viene in aiuto del fotografo in tutte quelle
situazioni caratterizzate da forte contrasto, riducendo quest’ultimo in modo
zonale e differenziato tra toni chiari e toni scuri. La percezione è quella di
un aumentata gamma dinamica anche se non sarebbe proprio il paragone corretto.
Il range di esposizione coperto dalla fotocamera è compreso tra 0 e +18 EV. Come potete osservare dalle immagini, il guadagno è notevole senza incorrere
in una compressione degradante delle ombre.
L’effetto Moirè si percepisce a partire da ingrandimenti del 400% in modo discontinuo sulla superficie dell’immagine senza infastidire eccessivamente. La funzione di riduzione del rumore sulle lunghe esposizioni lascia sbalorditi per il guadagno di nitidezza che ne consegue: la seguente foto è stata scattata con un tempo di 3,2 secondi ad F/3,5 100 ISO.
In aggiunta notiamo con piacere che non è apparsa alcuna componente calda che solitamente affligge le esposizioni della durata dell’ordine dei secondi. Pagina 6 - Conclusioni
Sony alpha-350 è veramente una piccola sorpresa da scoprire passo passo, nonostante lasci perplessi il guscio molto leggero, al suo interno troviamo un cuore capace di fornire soddisfazioni e livelli di dettaglio con uno standard medio-alto. La gestione software dell’immagine di questa reflex è il suo punto forte che legata alla maneggevolezza ed all’esclusivo sistema Quick AF Live View su un diplay da 2,7” ne fanno una fotocamera per tutta la famiglia: sia per chi vuole scattare con la praticità ed immediatezza di una compatta, sia per chi vuole liberare la sua voglia creativa con le potenzialità di un corpo reflex. Riduzione del rumore e delle vibrazioni completano il quadro di apparecchio che sfiora per alcuni versi caratteristiche della fascia superiore. Dal lato opposto ci piacerebbe vedere maggiormente curati alcuni dettagli costruttivi come un mirino più luminoso, un selettore più preciso della compensazione diottrica ed una maggiore cura dell’ergonomia. Il prezzo consigliato da Sony per il Kit con obiettivo 18-70 DC 3,5-5,6 è di
799 euro, forse spaventa un po’ se confrontato con altri modelli della stessa
fascia, se pensiamo però alla possibilità di sfruttare vecchi vetri di grande
qualità probabilmente è una spesa che non lascerà delusi. |
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