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Sony Alpha 350: ecco la reflex digitale  'bridge'
Sony Alpha 350: ecco la reflex digitale 'bridge'
Matteo Cervo - 15 Luglio 2008
“La Sony Alpha 350 è una reflex che strizza l'occhio a chi arriva dal mondo delle compatte. tra le caratteristiche in grado di fare da ponte tra i due mondi troviamo di sicuro la veloce messa a fuoco in modalità Live View, fino a ora tallone d'Achille delle reflex dotate di questa tecnologia. Dotata di sensore CCD APS-C da 14,2 megapixel si fa notare anche per la sua leggerezza”
Pagina 1 - Introduzione

Era la fine di gennaio che Sony lanciava il modello alfa-200, dopo soli quindici giorni arrivò inaspettato l’annuncio di due nuovi modelli entry level: alfa-300 e alfa-350.
Abbiamo provato per voi l’ultima arrivata APS-C che vanta un sensore da 14,2 Mpixel effettivi gestiti dal processore Bionz di ultima generazione. Quest’ultimo è derivato direttamente dalla sorella maggiore alfa-700 che ha stupito tutti per gestione e contenimento del rumore.

Sony alfa-350 è una piccolo mostro di compattezza: peso contenuto, dimensioni ridotte, veloce live view, schermo lcd orientabile, sistema di riduzione delle vibrazioni ed ottimizzazione della gamma dinamica sono solo alcune delle caratteristiche che fanno di questa 3:2 la scelta di chi cerca il giusto compromesso in una reflex comoda da portare sempre con se.

Anche chi sta pensando ad un rinnovo del proprio corredo analogico Minolta troverà ottime soddisfazioni in un corpo capace di accogliere le lenti dotate di attacco a baionetta tipo –A, con il valore aggiuntivo della stabilizzazione presente in macchina.

Pagina 2 - Corpo e comandi

Appena presa in mano la alfa-350 stupisce immediatamente per la leggerezza, solamente 582 g. in un corpo delle dimensioni di 130,8x98,5x74,7 mm (L:A:P). Questo contribuisce a dare un senso di fragilità che però viene ben presto sostituito dalla comodità di poterla tenere senza eccessivo ingombro in una borsa od addirittura in un marsupio.

Lo schermo LCD da 2,7” sporge oltre il corpo macchina e questo invita ad osservarlo con più attenzione: se ne capisce immediatamente la ragione, può essere estratto ed orientato facendo perno sul lato maggiore, sia verso il basso che verso l’alto. Questa caratteristica rende ragione al live view che può essere sfruttato effettivamente come metodologia di ripresa e non come caratteristica dalle dubbie utilità; di fatti le possibilità di utilizzare la fotocamera in posizioni disagevoli in cui il mirino non è raggiungibile dall’occhio possono essere tenute sotto controllo con maggiore precisione.

Sopra il corpo prendono posto la ghiera delle modalità di ripresa sulla sinistra, mentre sulla destra i comandi che attivano il live view, le modalità di scatto singolo, multiplo o autoscatto ed il pulsante di regolazione della sensibilità ISO.

I pulsanti che permettono di accedere al menù, visualizzare e cancellare le foto ed il pulsante che modifica le modalità di visualizzazione dello schermo lcd, trovano tutti posto sul dorso lungo il lato sinistro (1). In alto sul lato opposto, in sequenza da sinistra verso destra: il pulsante di compensazione esposimetrica, quello di blocco dell’esposizione ed infine lo zoom digitale attivo solamente sulla funzione live view che permette di effettuare un controllo più preciso della messa a fuoco attraverso due valori di ingrandimento 1,4x e 2x (2). In basso la funzione Super Steady Shot per ridurre le vibrazioni, il dial di selezione ed il pulsante per l’accesso rapido alle impostazioni di scatto contraddistinto dall’etichetta Fn (3).

Sul fondo troviamo l’alloggiamento della batteria InfoLithium in grado di comunicare alla fotocamera la percentuale di carica residua e sostenere circa 700 scatti.
Il lato sinistro del corpo in ABS è dedicato ad accogliere le prese di accesso remoto ed alimentazione DC. La presa USB si trova nello stesso alloggiamento della scheda CF che si apre sul lato destro del corpo. La mancanza della presa PC non stupisce in un modello entry-level mentre l’uscita video è predisposta per il formato PAL/NTSC.

Pagina 3 - Sotto la pelle

Le caratteristiche salienti che contraddistinguono questa reflex digitale sono principalmente quattro:
1. il sensore CCD APS-C (23,5x15,7 mm) da 14,2 Mpixel;
2. Il processore Bionz;
3. l’innovativo sistema Quick Af live view, che ne fa il più veloce attualmente sul mercato;
4. Il sistema di riduzione delle vibrazioni Super Steady Shot che permette di guadagnare fino a 3,5 stop;

Il sensore ha in effetti una risoluzione di 14,9 Mpixel nominali e di 14,2 effettivi, forse un po’ esagerati per un formato APS-C anche se gestiti dall’ottimo processore Bionz. D’altra parte chi ha bisogno di ottenere il massimo dalle operazioni di crop non rimarrà deluso a patto di lavorare a basse sensibilità: di seguito un immagine a piena risoluzione scattata in jpeg ed un suo ritaglio 1:1.

Il sensore è coperto dal filtro Bayer RGB che incorpora un trattamento antistatico per evitare l’accumulo di polvere: questa accortezza è una delle due scelte progettuali volte a mantenere pulito il CCD. La capacità di scuotere con delle microvibrazioni l’intero sistema filtro-ccd completa la modalità di cleaning.

Il processore Bionz che equipaggia la alpha-350 è la derivazione del modello lanciato da Sony sulla ammiraglia alpha-700 anche se, voci di corridoio dicono che la qualità sia inferiore: è in grado di gestire i 14,2 Mpixel del ccd attraverso un flusso dati 14 bit generando immagini delle dimensioni di 4592x3056 pixel.
Salvando le immagini in formato jpeg è possibile sfruttare pienamente le potenzialità del processore scattando in modalità continua fino ad esaurire la scheda di memoria. Scegliendo di salvare in formato raw il buffer si esaurisce dopo 4 immagini mentre salvando in Raw+Jpeg il limite scende a 3 immagini. La velocità di raffica si attesta a 2,5 fotogrammi al secondo in modalità mirino e 2 fotogrammi al secondo in modalità live view anche se rallenta leggermente per le raffiche multiple.

Vero fiore all’occhiello di questa piccola reflex è il sistema Quick AF Live View, attualmente il più veloce Live View presente sul mercato. Per combinare la praticità del mirino digitale con la velocità dell’autofocus reflex, i progettisti di Sony hanno ridisegnato la meccanica aggiungendo uno specchio basculante a livello del pentaprisma: durante il live view, l’immagine non viene letta direttamente dal sensore CCD ma da un rilevatore OTF a livello del pentaprisma. Così facendo il modulo AF è in grado di lavorare senza problemi poiché non vi è sollevamento dello specchio principale. La luce passa dall’obiettivo allo specchio principale che la riflette verso lo specchio basculante, variando la posizione di quest’ultimo si può deviare il fascio luminoso verso il mirino oppure verso il sensore OTF del live view che provvederà a presentare a schermo l’immagine corrispondente. Al momento dello scatto lo specchio principale si solleva lasciando impressionare il sensore CCD.


Lo specchio basculante deflette verso il mirino


Lo specchio basculante si solleva e deflette alla cellula OTF del live view

Il sistema Super Steady Shot consiste nel montare il sensore CCD su di uno scheletro capace di assorbire attivamente le vibrazioni per mezzo di microattuatori meccanici; il grande vantaggio di questa configurazione risiede nel fatto di avere a disposizione lo stabilizzatore direttamente in macchina, in questo modo, qualsiasi ottica venga montata, compreso il vecchio Zeiss F/1,2 risulterà stabilizzata. Per di più il Super Steady Shot di Sony lascia decisamente soddisfatti permettendo di guadagnare addirittura 3,5 stop, a tutto vantaggio della qualità d’immagine.

Pagina 4 - Prova sul campo

Una volta familiarizzato con il menù, l’utilizzo della Sony alpha-350 è davvero piacevole, sarà per le ridotte dimensioni ed il peso contenuto che ne fanno una reflex da città, scattare è semplice e l’esposimetro a nido d’ape da 40 segmenti si adatta con facilità alle diverse situazioni di luce. Nonostante l’autofocus sia dotato di un modulo a croce da 9 punti ed integri la funzione di messa a fuoco con lo sguardo, non eccelle per velocità anche se, a suo favore, le occasioni di front-back focusing sono veramente rare.

Le sensazioni che si provano nell’utilizzo di questa entry-level sono contrastanti: da una parte si scoprono determinate caratteristiche che andrebbero curate con più attenzione, dall’altra ci si stupisce di dotazioni funzionali e facilmente accessibili. Per mettere sul piatto della bilancia pro e contro sono sicuramente da lodare: il sistema di gestione del flash, che permette anche solo con l’illuminatore integrato una gestione totale da parte dell’utente per quanto riguarda compensazione, sincronizzazione sulla prima o sulla seconda tendina, opzione di fill-in preimpostata od attivabile manualmente; possibilità di regolare con semplicità il bilanciamento del bianco effettuando degli aggiustamenti di fino attraverso un interfaccia semplice ed intuitiva; possibilità di sovrimporre l’istogramma e l’avvertimento alte luci sulle foto in presentazione sullo schermo LCD, per chi pensa che non sia di utilità su di una macchina destinata ad una famiglia in vacanza, vi lasciamo riflettere sul fatto di quanto risulti utile potersi rendere conto di avere o meno bruciato una foto.

Dall’altra parte determinate finiture potevano essere migliorate: il mirino è piccolo e poco luminoso, la regolazione diottrica manca di tacche graduate, per lo meno di quella centrale; il tasto di compensazione esposizione è scomodo da raggiungere ed obbliga ad allentare la presa sull’impugnatura. Ne potrebbe risultare una descrizione dissonante ma queste discrepanze generano una mancanza di continuità tra il lato software ed il lato hardware, inteso come fisicità, struttura, finiture meccaniche della fotocamera. Non per questo ledendo le potenzialità di un apparecchio che riteniamo di sostanza.

Pagina 5 - Sensibilità ISO

L’analisi alle Gretag Macbeth mostra un ottimo contenimento del rumore fino a 400 ISO, al di sopra dei quali le imperfezioni cominciano a farsi sentire vistosamente, l’utilizzo del sistema di riduzione del rumore non elimina la grana ma riesce a distribuirla in maniera più uniforme rendendola meno degradante per l’immagine. I quadri sono stati ingranditi al 200%:


100 ISO Noise reduction OFF


100 ISO Noise reduction ON


200 ISO Noise reduction OFF


200 ISO Noise reduction ON


400 ISO Noise reduction OFF


400 ISO Noise reduction ON


800 ISO Noise reduction OFF


800 ISO Noise reduction ON


1600 ISO Noise reduction OFF


1600 ISO Noise reduction ON


3200 ISO Noise reduction OFF


3200 ISO Noise reduction ON

Ci aspettavamo di più dal processore Bionz dal punto di vista del rumore ma d’altra parte, va considerato che 14,2 Mpixel su di un substrato APS-C non giocano certo a favore del contenimento termico dell’elettronica. Possiamo affermare che 800 ISO sia la sensibilità massima utilizzabile senza incorrere in cromatismi fantasma dovuti al rumore. A 1600 ISO sono visibili ma ben distribuiti, a 3200 ISO colpiscono subito l’occhio anche senza effettuare ingrandimenti.

Il sistema D-Range Optimazer viene in aiuto del fotografo in tutte quelle situazioni caratterizzate da forte contrasto, riducendo quest’ultimo in modo zonale e differenziato tra toni chiari e toni scuri. La percezione è quella di un aumentata gamma dinamica anche se non sarebbe proprio il paragone corretto. Il range di esposizione coperto dalla fotocamera è compreso tra 0 e +18 EV.
Il sistema D-Range può essere escluso oppure inserito con due livelli di efficacia: DR-normale e DR+ :


DR-OFF


DR-Normale


DR+

Come potete osservare dalle immagini, il guadagno è notevole senza incorrere in una compressione degradante delle ombre.
Anche dal punto di vista degli artefatti jpeg l’algoritmo di demosaicing della alpha-350 esegue un lavoro di qualità presentando un fringing pressoché assente (si nota una flebile componente blu)


Per l'immagine DRange ON cliccare qui

L’effetto Moirè si percepisce a partire da ingrandimenti del 400% in modo discontinuo sulla superficie dell’immagine senza infastidire eccessivamente.

La funzione di riduzione del rumore sulle lunghe esposizioni lascia sbalorditi per il guadagno di nitidezza che ne consegue: la seguente foto è stata scattata con un tempo di 3,2 secondi ad F/3,5 100 ISO.



Riduzione disturbo disattivata sopra ed attivata sotto, notate l’aumento di definizione

In aggiunta notiamo con piacere che non è apparsa alcuna componente calda che solitamente affligge le esposizioni della durata dell’ordine dei secondi.

Pagina 6 - Conclusioni

Sony alpha-350 è veramente una piccola sorpresa da scoprire passo passo, nonostante lasci perplessi il guscio molto leggero, al suo interno troviamo un cuore capace di fornire soddisfazioni e livelli di dettaglio con uno standard medio-alto.

La gestione software dell’immagine di questa reflex è il suo punto forte che legata alla maneggevolezza ed all’esclusivo sistema Quick AF Live View su un diplay da 2,7” ne fanno una fotocamera per tutta la famiglia: sia per chi vuole scattare con la praticità ed immediatezza di una compatta, sia per chi vuole liberare la sua voglia creativa con le potenzialità di un corpo reflex. Riduzione del rumore e delle vibrazioni completano il quadro di apparecchio che sfiora per alcuni versi caratteristiche della fascia superiore.

Dal lato opposto ci piacerebbe vedere maggiormente curati alcuni dettagli costruttivi come un mirino più luminoso, un selettore più preciso della compensazione diottrica ed una maggiore cura dell’ergonomia.

Il prezzo consigliato da Sony per il Kit con obiettivo 18-70 DC 3,5-5,6 è di 799 euro, forse spaventa un po’ se confrontato con altri modelli della stessa fascia, se pensiamo però alla possibilità di sfruttare vecchi vetri di grande qualità probabilmente è una spesa che non lascerà delusi.