![]() |
|||||||||
| Stampa | |||||||||
|
|||||||||
Pagina 1 - EVIL e Compact System Camera: scende in campo Sony
Nell'ultimo anno le fotocamere ibride, note anche con l'appellativo di EVIL (Electronic Viewfinder Interchangeable Lenses), hanno riscosso un ampio successo, tanto da diventare best seller in alcuni mercati, primo fra tutti il Giappone. Sony allo scorso PMA aveva messo in mostra i suoi primi mock-up di ibride e tutti si attendevano la novità al prossimo Photokina: in realtà la poliedrica azienda nipponica è arrivata sul mercato ben prima, proponendo la sua particolare interpretazione del tema. Il target di pubblico delle nuove fotocamere Sony si orienta particolarmente verso i DSC-upgrader, ossia verso quella ampia fetta di utenti utilizzatori di fotocamere compatte interessata a macchine con prestazioni e funzionalità avanzate, ma non attirata dalla complessità e dagli ingombri delle reflex. Si tratta di utenti che invidiano al mondo reflex la resa dello sfocato e gli scatti in condizioni di scarsa luminosità, ma che considerano imprescindibile la portabilità della macchina fotografica. Un'utenza che percepisce la bellezza dello sfocato ottenibile con le reflex, ma che magari non conosce e non è interessata ad approfondire concetti come la profondità di campo, e che vuole ottenere gli stessi effetti in modo più semplice. Come ci ha confermato anche Jorge Rojas, Group Product Manager di Sony Italia , le nuove NEX si indirizzano proprio verso questo tipo di pubblico. Ecco la sua opinione e la sintesi delle possibilità di queste nuove fotocamere nell'intervista che abbiamo realizzato nel press briefing che è seguito alla conferenza di lancio dei nuovi prodotti, alla presenza dei vertici dell'azienda giapponese. VIDEO: Sony NEX-5 e NEX-3: New E-mount eXperience (per vedere il video, guardare la versione completa dell'articolo) Pagina 2 - NEX: New E-mount eXperience
Il nome scelto da Sony per la categoria dovrebbe essere CSC Compact System Camera e la compattezza è il tema fondamentale delle nuove NEX-5 e NEX-3, il cui nome deriva dal'acronimo New E-mount eXperience. Pur utilizzando un sensore in formato APS-C le due neonate fotocamere sono più compatte delle corrispondenti sorelle del consorzio Micro Quattro Terzi, scontando però nelle lenti la più ampia superficie dell'elemento sensibile: l'ottica pancake 16mm F2.8, che equipaggia il kit di entrata di entrambe le fotocamere, è infatti di dimensioni comparabili allo zoom 14-42mm di casa Olympus quando chiuso grazie allo schema collassabile.
Per mantenere la massima compatteza del corpo Sony ha dovuto rinunciare a uno dei capisaldi della sua produzione reflex, la stabilizzazione tramite spostamento del sensore, presente nella gamma Alpha fin dalla prima uscita A100. Il meccanismo di stabilizzazione è andato invece ad ingrossare le ottiche ed è presente sul 18-55mm del kit più costoso, è assente nel pancake 16mm e sarà presente in versione "active", la stessa introdotta sulle videocamere, nel tuttofare 18-200mm.
Il sensore APS-C che equipaggia le due nuove NEX è praticamente lo stesso CMOS Exmor da 14,2 megapixel integrato nella reflex Sony Alpha 550, che abbiamo recensito qualche tempo fa. Come sulla reflex di fascia media anche sulle nuove CSC il sensore è assistito dal processore d'immagine Bionz, che mette a disposizione tutta la potenza necessaria a gestire i dati in arrivo dall'elemento sensibile, abilitando funzionalità avanzate come l'ampliamento della gamma dinamica DRO (Dynamic Range Optimizer), la creazione automatica di scatti HDR (High Dynamic Range) e, novità introdotta su queste ibride, la possibilità di registrare video in alta definizione. Quest'ultimo settore è quello in cui le due fotocamere si differenziamo maggiormente, con la top di gamma NEX-5 in grado di registrare a 1080i in formato AVCHD e la più economica NEX-3 "ferma" al formato MPEG a 720p. Pagina 3 - Impressioni d'uso: Sony NEX-5
Le due fotocamere NEX sono pensate per essere semplici e intuitive, soprattutto per chi si avvicina a esse arrivando dal mondo delle compatte. Si spiega con questa ragione, ad esempio, la mancanza della ghiera dei modi, demandata a un comando virtuale, particolare di cui i fotografi abituati alle reflex sentiranno certamente la mancanza. In alcuni frangenti la ghiera è richiamabile con la semplice pressione del pulsante centrale della ghiera cliccabile posta sul retro, ma non lo è sempre, costringendo al passaggio dal menu e generando a volte confusione per la non unicità della procedura di accesso.
La ghiera permette di regolare in modo veloce i parametri di scatto e, cliccando nelle quattro direzioni di accedere alla regolazione di flash, punti autofocus e compensazione dell'esposizione, modi di scatto. Altri due pulsanti posti nelle vicinanze permettono la scelta delle opzioni visualizzate di volta in volta ai due corrispondenti angoli dello schermo. Quest'ultimo, come già visto in reflex e compatte di casa Sony, è orientabile in alto e in basso, ma non ha l'ulteriore grado di libertà che altre marche offrono. Il display è l'unico dispositivo di puntamento e la sua buona definizione e la buona luminosità lo rendono adatto allo scopo in quasi tutte le situazioni d'uso. Solo l'obiettivo pancake da 16mm è equipaggiabile con un mirino ottico aggiuntivo, accessorio da acquistare a parte. Un volta familiarizzato con la ghiera dei modi virtuale è facile accedere ai diversi modi d'uso, dai controlli manuali, alla priorità di tempi e diaframmi, fino alle scene preimpostate, alla modalità Sweep Panorama e a quella i-Auto, che solleva il fotografo da tutti i compiti salvo quello di inquadrare e premere il pulsante di scatto. Per la destinazione d'uso di queste fotocamere i-Auto e Scene sono le modalità che il pubblico medio dovrebbe utilizzare di più e Sony si è focalizzata in particolare su di esse e sulla loro interfaccia. In queste modalità, ad esempio, a schermo appare la possibilità di variare la profondità di campo agendo sulla ghiera nella direzione di sfondo più o meno sfocato, un modo più intuitivo di permettere ai meno esperti il controllo del diaframma. Gli utenti più esperti in cerca delle regolazioni di parametri più o meno avanzati restano invece delusi dalla mancanza di pulsanti diretti e dalla necessità di accedere alle diverse voci del menu, per altro caratterizzate da denominazioni non del tutto intuitive. A questo proposito regolazione ISO e lettura esposimetrica richiede troppi passaggi, così come attivare o meno le funzioni DRO e HDR, nascoste all'interno di una delle voci del menu. Sarebbe stato più utile prevedere la possibilità di regolare questi parametri con un quick-menu direttamente dal display, come spesso accade sia sulle compatte sia sulle reflex.
Dal punto di vista dell'ergonomia, pur essendo caratterizzate da un corpo davvero compatto, le due fotocamere offrono un'impugnatura sufficientemente ergonomica, soprattutto nel caso della NEX-5 caratterizzata da una sporgenza maggiorata e da una finitura antiscivolo efficace. L'impugnatura è bilanciata sul peso delle ottiche del nuovo sistema E-mount, mentre diventa certamente troppo piccola nel caso di montaggio delle ben più pesanti ottiche dedicate al sistema reflex. Non inseriamo in questa preview un'analisi della sensibilità ISO approfondita. Quelli provati durante il pomeriggio di test sono infatti campioni pre-produzione, non ancora dotati del firmware definitivo, che equipaggerà gli esemplari dedicati alla vendita. Anche il 16mm pancake utilizzato per le foto è ancora allo stadio preliminare, come si può notare da alcuni particolari, quale ad esempio una più marcata caduta di luce in uno degli angoli. L'accoppiata tra firmware positivo e ottiche non definitive ha prodotto foto che superano la sufficienza al centro anche a 12800 ISO, ma che cadono nella gamma dei risultati non commentabili agli angoli. Pagina 4 - Panorama Sweep
Sony aveva generato parecchio stupore in sala alla presentazione della modalità Sweep Panorama della sua HX1 al PMA 2009. Era la prima volta che una macchina fotografica componeva, in modo praticamente perfetto, una lunga panoramica semplicemente con una carrellata, senza cavalletto e senza dover fare scatti multipli. La funzionalità ha avuto un ampio successo e ha visto poi i concorrenti affannarsi per proporre funzionalità simili anche sulle proprie fotocamere.
Sony ha integrato la tecnologia sulle compatte di alta gamma della sua serie Cyber-shot e visto il target di pubblico la funzione non poteva mancare anche sulle nuove NEX. Se sulle compatte in pratica la macchina riprendeva una specie di lungo filmato, poi utilizzato per comporre il panorama, in questo caso, trattandosi di macchine dotate di otturatore, la NEX scatta una raffica (è capace di 7 frame al secondo) e poi compone il panorama. Con un po' di pratica è possibile realizzare ottimi panorami, ma non solo, anche scatti di soggetti ravvicinati con angolo di campo longitudinale pari a quasi 270°. Il software lavora molto bene e solo i soggetti più difficili e la poca perizia del fotografo lo riescono a mettere in crisi. Negli esempi che trovate come esempi, ripresi con l'obiettivo pancake 16mm, una focale non certo adattissima alle fotocomposizioni di panorami, a causa della quasi inevitabile distorsione a barilotto, il software è riuscito a comporre anche soggetti molto particolari, come una scalinata, un soffitto a cassettoni e il campanile della cattedrale di Trigor. L'unica cosa da tenere bene presente è che fuoco e esposizione vengono bloccati alla prima pressione a metà del pulsante di scatto, in caso di soggetti a differenti distanze o illuminati in modo diverso è necessario agire di conseguenza. Pagina 5 - Gamma dinamica: DRO e HDR
L'aumento della gamma dinamica è uno degli argomenti che da qualche tempo è al centro dell'interesse di fotografi e produttori di macchine fotografiche. Sony da tempo equipaggia le sue macchine reflex e compatte di alta gamma, con il sistema Dynamic Range Optimizer, evolutosi nel tempo e arrivato alla versione attuale, inclusa nella dotazione di serie delle NEX-3 e NEX-5, attivabile su diversi livelli oppure lasciato agli automatismi della macchina.
Per l'utente meno smaliziato e soprattutto non interessato ai minimi dettagli e alla post produzione su PC il sistema può essere lasciato in perenne modalità automatica, offrendo un certo recupero di ombre e luci, aiutando soprattutto nelle condizioni di elevato contrasto. Funziona in modo eccellente già sui campioni pre-sample che abbiamo avuto modo di testare nella trasferta a Spalato il sistema auto HDR, evoluzione di quello visto sulla reflex Alpha 550. Vista la rapida raffica a 7fps di cui sono capaci le piccole NEX in questo caso il numero degli scatti in bracketing è stato innalzato da 2 a 3, con un netto miglioramento della resa generale delle foto. Il sistema decide in automatico l'esposizione a forcella e fonde insieme gli scatti, ottimizzando in ogni parte dell'immagine l'esposizione, ma salvando anche lo scatto singolo correttamente esposto, in caso di ripensamento o cattivo funzionamento, anche a causa del movimento della mano del fotografo. La resa è davvero ottima, la velocità di scatto quasi inavvertibile rispetto allo scatto singolo e l'elaborazione dell'HDR molto più veloce di quanto visto sulla Alpha 550: in sostanza la funzione è utilizzabile praticamente sempre e senza cavalletto per le foto di soggetti statici, ma ha dimostrato di lavorare molto bene anche quando i soggetti si muovono leggermente durante i tre scatti, riuscendo a non lasciare particolari scie. La tecnologia è molto utile in condizioni di elevato contrasto e riesce a fare miracoli nel recupero delle ombre, anche quando si scatta a mano libera. Qui sotto vi proponiamo un confronto tra lo scatto singolo esposto in base ai dati dell'esposimetro e quello ottenuto con la funzione Auto HDR: alcuni dei risultati parlano da soli. Pagina 6 - Video: sensore APS-C e ottiche fotografiche
Prima delle conclusioni analizziamo brevemente una delle altre caratteristiche delle due nuove fotocamere: la capacità di registrare video in alta definizione. Come già citato, si tratta della caratteristica che maggiormente differenzia le due fotocamere, con la NEX-5 in grado di registrare a 1080i e la NEX-3 a 720p, in formato rispettivamente AVCHD e MPEG. Qualcuno ha accolto con sfavore la scelta del formato 1080i senza lasciare la possibilità di scelta all'utente rispetto al 1080p, ma probabilmente si tratta di una scelta di natura tecnica e soprattutto che troverà gran parte dell'utenza non in grado di apprezzare la differenza. L'ampio sensore APS-C e le ottiche fotografico aprono un mondo nuovo a chi è abituato a girare filmati con videocamere economiche. La gestione della profondità di campo, del fuoco e la qualità stessa delle immagini lasciano favorevolmente impressionati. La messa a fuoco in particolare ha convinto, risultando veloce e precisa con l'obiettivo pancake 16mm che per altro, vista la corta focale, minimizza anche la comparsa del focus breathing, quell'effetto di cambio della lunghezza focale durante la messa a fuoco, che con sensori così grandi e profondità di campo ristrette in caso di tentennamenti nella messa a fuoco può risultare molto fastidioso. Pagina 7 - Considerazioni finali
In conclusione il nostro giudizio sulle nuove nate di casa Sony e su questo primo passo nel mondo delle fotocamere EVIL o CSC. Inserite nella cornice "commerciale" disegnata da Sony e considerando la fascia di pubblico a cui il colosso nipponico le vuole indirizzare, NEX-5 e NEX-3 sono fotocamere molto riuscite, ottime per ottenere in pieni automatismi foto e video di alta qualità. Anche grazie alle funzionalità come DRO, Auto HDR, Sweep Panorama, le potenzialità nelle mani dei fotografi, anche dei meno esperti, sono molte elevate. Il controllo intuitivo della profondità di campo potrebbe far sorridere chi conosce bene la tecnica fotografica, ma è pienamente in target e ci sembra una scelta azzeccata da parte di Sony. Possono le due NEX candidarsi a fare parte del corredo di un professionista in cerca di un secondo corpo leggero da utilizzare ad esempio per reportage? Considerato il parco ottiche, ma soprattutto la mancanza di controlli avanzati facilmente raggiungibili in prima istanza ci pare di no, sebbene la qualità generale delle due fotocamere sia molto alta. Le due piccoline potrebbero essere una valida tentazione per i fotografi che già utilizzano il sistema Alpha, ma bisogna tenere in considerazione che una funzione così importante come l'autofocus è disponibile tramite l'adattatore alla baionetta A solo nel caso in cui le ottiche abbiamo motore autofocus integrato, visto che il piccolo corpo delle NEX ne è privo. Il successo delle Sony NEX dipenderà da quanto il marketing del colosso giapponese riuscirà a fare presa su quella ampia fascia di utenti poco esperti, ma desiderosi di maggiore qualità fotografica, che considerano troppo complicata e pesante una reflex, ma ne invidiano gli effetti fotografici, come lo sfocato, magari senza neppure avere idea di quali siano le caratteristiche che lo generano. |
|||||||||
| Pagina stampata da https://www.fotografidigitali.it/ Vietata la copia e la distribuzione (anche parziale) senza la previa autorizzazione di Hardware Upgrade S.r.l Per maggiori informazioni : http://www.hwupgrade.it/sito/legale/ Copyright 1997 - 2026 Hardware Upgrade S.r.l |
|||||||||