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Pagina 1 - Introduzione
Dopo la presentazione dei mock-up al Photokina e dopo le indiscrezioni che sempre più insistentemente hanno popolato la rete Olympus ha finalmente svelato la sua prima fotocamera basata sullo standard Micro Quattro Terzi, cui pioniera è stata Panasonic con le sue G1 e GH1. Fin dai primi passi mossi dalla fotocamera è parso chiaro come l'interpretazione data da Olympus al progetto fosse stata molto diversa da quella dell'altro produttore nipponico. Non una reflex in miniatura, né una semplice compatta, è questo il motto della nuova Olympus: "Not a compact. Not an SLR. It's a PEN". Quella della Olympus E-P1 PEN è forse la presentazione più in grande stile della storia Olympus, con un embargo strettissimo che è riuscito a tamponare le falle, che solitamente caratterizzano i prodotti più attesi, fino alle ore immediatamente a ridosso della scadenza. Olympus è riuscita a creare un intenso hype, sfociato in una valanga di flash al momento in cui la teca che ne conteneva il primo esemplare è stata scoperta. I mock-up presentati alle diverse fiere di settore hanno avuto una doppia funzione: cominciare a far abituare i consumatori all'idea della compatta/non-reflex a lenti intercambiabili e occupare le pagine dei giornali con immagini abbastanza diverse da quello che sarebbe stato il design finale e l'evidente richiamo al passato del marchio nipponico. Pagina 2 - La serie PEN
Nel corso del secolo scorso la fotografia ha seguito un percorso che gradualmente l'ha portata ad aprirsi a un pubblico sempre più ampio e sempre meno specializzato. Nella storia Olympus una delle pietre miliari è sicuramente l'anno 1959, nel corso del quale fu lanciato sul mercato la prima Olympus Pen, nata dalla matita di Yoshihisa Maitani. Il concetto di base era semplice: creare una fotocamera facile da usare e da portare con sé come una penna. Il processo creativo ebbe inizio con l’idea di realizzare una fotocamera che potesse essere comprata con 6.000 yen, ovvero l’equivalente di un salario mensile.
La scelta fu quella del mezzo formato, una scelta progettuale che consentiva di utilizzare le pellicole 35mm standard, pur conservando dimensioni compatte di corpi e ottiche. In quegli anni infatti le dimensioni delle fotocamere 35mm non le rendevano così trasportabili da essere un oggetto adatto al pubblico di massa. Le mezzo formato esponevano metà di un fotogramma alla volta e consentivano la costruzione di ottiche più compatte, oltre a permettere il doppio degli scatti per ogni singolo rullino. In particolare peso e dimensioni furono la chiave del successo di questo tipo di fotocamere, oscurato negli anni '70 quando le formato pieno cominciarono a beneficiare anch'esse di ottiche e corpi compatti e portatili.
Altra chiave del successo delle Olympus Pen fu la semplicità di utilizzo: la Olympus Pen EE può essere definita una delle prime fotocamere point&shoot, richiedendo, grazie al fuoco fisso e all'esposizione automatica, la sola pressione del tasto di scatto per l'esposizione del fotogramma, senza calcoli sulla coppia tempo-diaframma e sulla distanza di messa a fuoco. Interessante notare che, se fino al 1961 il 98% delle macchine fotografiche era acquistata da uomini, l’introduzione della Olympus Pen EE vide crescere la percentuale delle acquirenti femminili al 33%. Pagina 3 - La nuova Olympus PEN E-P1
Nel design, nella base concettuale e nello stile del lancio della nuova Olympus Pen E-P1 Micro Quattro Terzi il produttore nipponico si è ispirato alla storia della serie Pen e degli anni che hanno visto protagonisti questi modelli. La versione che esteticamente si rifà maggiormente allo stile vintage è quella con corpo con finitura metallica e nera, mentre la versione bianca e finitura ocra è più in linea con i canoni moderni, in particolare quelli dedicati la pubblico femminile.
All'interno del corpo in metallo, del peso di 335 grammi, è racchiuso un sensore in formato Quattro Terzi High Speed Live-MOS da 12.3 megapixel, lo stesso che equipaggia la reflex evoluta Olympus E-30. Il sensore è montato su un supporto mobile che tramite giroscopi e una serie di attuatori fornisce la stabilizzazione dell'immagine (che Olympus dichiara spingersi fino a 4 stop) e lo scuotimento alla basa del sistema di eliminazione della polvere SSWF. La stabilizzazione in questo modo risulta valida per tutte le ottiche, anche quelle del vecchio sistema OM, che possono essere montate tramite adattatore: in questo caso, non potendo il sistema riconoscere tramite contatti l'obiettivo montato e la focale di utilizzo, è necessario specificare la focale nell'apposito menu, facilmente raggiungibile dalla schermata principale. Il cuore della fotocamera è il nuovo processore d'immagine TruePic V, incaricato di gestire la riduzione del rumore, per una sensibilità che si può spingere fino a 6400 ISO, l'applicazione di Art Filter a foto e video, la gestione dei flussi audio/video e di tutte le funzioni della fotocamera, tra cui i-Auto, che seleziona in modo automatico la scna, tra le 19 preimpostate, più adatta alle condizioni di ripresa. La lettura esposimetrica è affidata a una griglia 18x18, per un totale di 324 segmenti e può essere impostata su tutta l'immagine, con media pesata la centro o spot centrale. La messa a fuoco può contare invece su 11 aree autofocus; per la messa a fuoco manuale è possibile impostare la macchina in modo che alla rotazione della ghiera ingrandisca di 7 o 10 volte l'area selezionata, per una messa a fuoco fine e precisa.
I comandi sono disposti in modo semplice e razionale: in alto ghiera dei modi, slitta flash, pulsante di accensione/spegnimento, tasto di scatto e comando per la compensazione dell'esposizione; sul retro display da 3" da 230.000 punti, joypad a 5 vie con ghiera girevole, ghiera di regolazione e sei tasti funzione. Sul lato destro troviamo inoltre uno sportello che protegge le connessioni miniUSB e HDMI, mentre è posto sul fondo quello che dà accesso alla batteria e alla scheda di memoria SD/SDHC. La fotocamera può scattare in diverse modalità, salvando i dati in formato JPEG o in RAW (formato proprietario .ORF) ed è in grado di registrare filmati in formato AVI Motion JPEG in formato 16:9 con risoluzione 1280x720 pixel a 30 frame al secondo e 4:3 con risoluzione 640x480, sempre a 30 fps. È disponibile anche la funzione che permette di riprendere fotografie durante la registrazione dei filmati.
La nuova Olympus Pen fa sfoggio degli Art Filter già visti su alcune ultime reflex Olympus: si tratta di filtri fotografici studiati per ottenere particolari effetti, applicabili al momento dello scatto nel caso del formato JPEG, in post-produzione scattando in RAW e anche nella registrazione di filmati. Zuiko ha progettato due nuovi obiettivi per il nuovo sistema Micro Quattro Terzi, entrambi rispondenti ai requisiti compattezza richiesti dalla declinazione che Olympus ha scelto per la sua nuova Pen. Quello che dovrebbe equipaggiare il kit d'ingresso è l'M.Zuiko Digital ED 14-42mm 1:3.5-5.6, che ha la caratteristica principale di essere retrattile (come gli obiettivi delle compatte) e occupare a riposo poco spazio in più rispetto a una lente pancake. Il secondo è proprio un pancake a focale fissa pari a 17mm (34mm equivalenti nel formato 35mm) M.Zuiko Digital 17mm 1:2.8. Pagina 4 - Primo contatto con la macchina L'evento di presentazione a Berlino ci ha permesso di provare la fotocamera e i suoi principali accessori per alcune ore. Oltre ai due obiettivi che ne costituiranno i kit principali abbiamo provato il mirino galileiano che può essere accoppiato all'ottica pancake, il flash esterno FL-14 e le ottiche del sistema Quattro Terzi, che tramite l'accessorio adattatore mantengono tutte le capacità autofocus e di comunicazione con la fotocamera.
La Olympus Pen non è forse così piccola come ci si aspetterebbe, ma è in ogni caso comparabile nelle dimensioni alle Leica M, di cui vuole praticamente diventare l'alternativa economica. Comandi e menu sono abbastanza intuitivi, anche se alcuni errori di traduzione (gli stessi che caratterizzano il menu delle reflex di casa Olympus) a volte possono risultare fuorvianti. Senza libretto di istruzioni alla mano siamo riusciti a utilizzare la gran parte delle potenzialità offerte dalla fotocamera, a volte però con qualche consulto con il resto della stampa presente. Vi proponiamo una galleria di immagini di Berlino e delle location appositamente predisposte riprese con la Olympus Pen; gli scatti sono stati sia affidati agli automatismi della macchina, sia personalizzati nelle impostazioni, oltre a beneficiare in diverse occasioni degli spunti di creatività offerti dagli Art Filter. Il firmware delle fotocamere in prova era ancora a una versione beta, gli scatti quindi sono da analizzare a scopo puramente indicativo, senza poter esprimere giudizi definitivi su quella che potrà essere l'effettiva qualità delle imamgini finali: GALLERY: Olympus PEN E-P1: ecco i primi scatti (per vedere la gallery, guardare la versione completa dell'articolo) Pagina 5 - Conclusioni e prospettive
Olympus Pen sarà proposta sul mercato a partire dalle prossime settimane con prezzi di entrata pari a 649 euro per il solo corpo e 749 euro per il kit con obiettivo M.Zuiko Digital ED 14-42mm 1:3.5-5.6. Il prezzo può sembra alto ma non si discosta molto da quello con cui fu lanciata sul mercato la prima Micro Quattro Terzi, la Panasonic G1. Lo sviluppo di un nuovo formato ha dei costi ed è comprensibile che le prime uscite non possano puntare subito sulla economicità dei prezzi. Olympus Pen è inoltre una fotocamera abbastanza esclusiva, che intende far presa sulla fascia dei fotoamatori amanti della tradizione, spesso dotati di un buon budget di spesa a disposizione. C'è inoltre da considerare il fatto che la gamma entry-level delle reflex Olympus Quattro Terzi è già ricca di proposte ed è probabile che Olympus abbia deciso di posizionare la sua nuova nata a un prezzo superiore per non interferire con questo mercato.
Dalle poche ore che abbiamo passato insieme Olympus Pen ha dimostrato di essere un progetto e un concetto valido, candidandosi a perfetta fotocamera portatile, per reportage urbani, vacanze, fotografie "rubate" in quanto unisce alla compattezza del sistema una trasportabilità elevata con tutta la qualità di ottiche intercambiabili e di un sensore di dimensioni maggiori di quello delle solite compatte. Ci pare possa essere la marcia in più di questa fotocamera la presenza già a catalogo dell'adattatore per le lenti del sistema reflex Olympus OM, che offre due indubbi e istantanei vantaggi: da un parte crea un fort richiamo a tutti i cultori del marchio nipponico, che magari non hanno fatto ancora il salto al digitale o non si sono comunque sbilanciati su fotocamere non entry-level, dall'altra supera di slancio il possibile problema della scarsità di obiettivi a disposizione per il nuovo sistema, garantendo tramite gli adattatori la compatibilità con le lenti OM (con fuoco manuale), piena (autofocus e comunicazione con la macchina) con le lenti Quattro Terzi. |
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