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Panasonic Lumix LX5: compatta luminosa
Panasonic Lumix LX5: compatta luminosa
Roberto Colombo - 22 Aprile 2011
“Durante un incontro nella sede italiana di Panasonic abbiamo avuto un primo contatto con la compatta premium Lumix LX5: supporto RAW, ottica luminosa e corretta, sensore più grosso della media rappresentano un mix interessante”
Pagina 1 - Compatte Premium all'attacco

La scorsa settimana vi abbiamo riportato il dibattito sul segmento mirrorless nato da un incontro nella sede milanese di Panasonic Italia: nonostante le buone premesse il mercato delle EVIL o CSC non decolla, soprattutto in Italia, dove è fermo al palo del 5% del mercato delle fotocamere a ottiche intercambiabili. Molti utenti nel momento in cui si trovano di fronte all'acquisto di una mirrorless si trovano a valutare anche l'acquisto di una reflex entry level o di una compatta premium, poste spesso a prezzi simili se non anche più competitivi. La concorrenza ultimamente è parecchio agguerrita e il segmento delle compatte top di gamma sta sperimentando un periodo fiorente di proposte.

Panasonic stessa è attiva nel segmento da tempo, potendo contare su un partner d'eccellenza come Leica, le cui conoscenze (e la potenza del marchio) vengono sfruttate dal colosso giapponese per dare una marcia in più alle sue compatte. Ultima della serie in ordine di tempo è Lumix LX5 compatta di rango che ha pregio di non insistere inutilmente sui numeri utilizzati solitamente dal marketing: estensione focale e megapixel del sensore. Basata su sensore CCD in formato 1/1,63" accreditato di 10,1 megapixel di risoluzione offre un'ottica che punta sulla qualità con un'escursione 3,8x a coprire le focali equivalenti tra 24mm e 90mm.

L'obiettivo LEICA DC VARIO-SUMMICRON, costruito da 10 elementi in 9 gruppi, con 3 lenti asferiche per un totale di 5 superfici asferiche, è il pezzo forte della Panasonic Lumix LX5 con un'apertura di diaframma alla focale minima pari a f/2.0. A 90mm equivalenti l'apertura massima è invece pari a f/3.3. Disponibile a partire da circa €400,00 si tratta di un modello dedicato a chi vuole qualità anche in una macchina compatta, sapendo chel'unico compromesso a cui è disposto a scendere sono i numeri stampati sul corpo in merito a megapixel e estensione dello zoom. In occasione dell'incontro in Panasonic abbiamo avuto modo di maneggiare una Lumix LX5 per una ventina di minuti, vi proponiamo brevemente le nostre impressioni e una galleria fotografica.

Pagina 2 - Panasonic Lumix LX5 - Buon primo impatto

Solitamente i termini 'controllo della profondità di campo' e 'fotocamera compatta' non vanno molto d'accordo: le ridotte dimensioni dei sensori solitamente utilizzati (il formato più in uso è il 1/2,3") abbinate a ottiche non particolarmente luminose rendono le compatte macchine con una profondità di campo abbastanza estesa anche alle massime aperture.


Le dimensioni reali dei due sensori (rettangoli interni) e le stesse proporzioni ingrandite per meglio mostrare la differenza dimensionale

Grazie all'ottica f/2.0 e al sensore meno microscopico del solito (formato 1/1,63") Lumix LX5 lascia abbastanza stupiti sul fronte del controllo della profondità di campo. A tutta apertura si possono ottenere sfocati molto interessanti: inoltre l'obiettivo mantiene al centro una buona nitidezza anche a diaframma tutto aperto, permettendo di giocare in modo creativo con il dettaglio e lo sfocato.

 

L'ottica offre una focale di attacco grandangolare, pari a 24mm equivalenti, offrendo un ampio angolo di campo: la distorsione a barilotto alla focale minima è evidente e da tenere in considerazione in caso di presenza di linee rette ai bordi dell'inquadratura, ma è tale da non risultare troppo fastidiosa. Più contenuta ed evidente solo all'occhio attento la distorsione a cuscino alle focali più lunghe.

 
L'immagine JPEG uscita dalla macchina a confronto di quella sviluppata dal RAW con Adobe Camera Raw

La possibilità di salvare i file RAW è certamente una delle marce in più di questa compatta e permette di ottenere scatti di ottima qualità. La possibilità di recuperare dettagli schiarendo le ombre è buona, anche se chiede di contrappasso di accettare l'insorgenza di una buona dose di rumore, anche a sensibilità ISO contenute. Molto limitato è invece (quasi nullo in molti casi) è il livello di intervento sulle alte luci: la minima pelatura le rende totalmente irrecuperabili.


ISO 800

Naturalmente trattandosi di un sensore CCD di ridotte dimensioni è inutile pretendere prestazioni di rilievo alle alte sensibilità: già a 800 ISO in condizioni difficili, come ad esempio scarsa illuminazione, luci molto calde o con bilanciamento complesso, riproduzione di mezzi toni e toni scuri, il rumore è evidente e la battaglia per contenerlo mantenendo comunque un buon dettaglio porta all'insorgenza di molti artefatti, decisamente evidenti nei particolari al 100%.


ISO 6400

La sensibilità arriva a risoluzione piena fino a 3200 ISO, un valore davvero limite, mentre per spingersi oltre i tecnici Panasonic, come spesso accade in questo settore, hanno deciso di utilizzare una risoluzione ridotta a circa 3 megapixel: tenendo conto che la macchina permette di arrivare a 12800 ISO i risultati sono più che accettabili, se presi con la consapevolezza del mezzo con cui sono stati scattati. Meglio avere una marcia in più 'ridotta' nelle condizioni difficile che trovarsi poi in post produzione una serie di foto mosse. In particolare le sensibilità più alte ci sembrano pienamente utilizzabili per gli usi di piccolo formato, come la riduzione delle foto a wallpaper oppure la stampa fino a 13x18cm.

 
Il bianco e nero proposto dalla macchina e la nostra interpretazione in post produzione a partire dal RAW con ACR e Photoshop

La macchina offre i classici modi creativi di simulazione pellicola. Rispetto a quanto abbiamo visto sulle mirrorless i risultati sono abbastanza deludenti e, se consideriamo che il supporto RAW offre la massima libertà in post produzione, l'utilità è davvero ridotta. Nella prossima pagina trovate la galleria fotografica con tutti gli scatti del primo contatto, con diversi scatti proposti anche in particolari al 100%.

Pagina 3 - Conclusioni e galleria fotografica

In sintesi abbiamo preso la Lumix LX5 dal tavolo di quelle messe a disposizione da Panasonic per un breve shooting curiosi ma anche un po' scettici. La macchina ci ha subito ben disposto al vedere la scritta 'RAW' nei formati utilizzabili, con anche la possibilità di associare il file grezzo a JPEG di diverse qualità. Le prime prove a tutta apertura per valutare la profondità di campo e la resa dello sfocato ci hanno altrettanto fatto apprezzare la piccola Panasonic, gemella dell'illustre Leica D-Lux 5.

GALLERY: Panasonic Lumix LX5: la compatta che punta in alto
(per vedere la gallery, guardare la versione completa dell'articolo)

La macchina non è adatta a tutte le tasche e a tutti i palati: il prezzo di acquisto parte da circa €400,00 e caratteristiche come ottica luminosa e corretta, ma con poca escursione, sensore leggermente più grosso della media, ma con 'soli' 10 megapixel, la rendono appetibile solo a chi ha ben presente le proprie esigenze e cerca la qualità anche in una macchina fotografica da taschino.