EOS M6, mirrorless Canon nella sua forma migliore

EOS M6, mirrorless Canon nella sua forma migliore

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Sensore Dual Pixel CMOS ed elevate prestazioni in un corpo semplificato ma non troppo, che incarna alla perfezione lo spirito mirrorless senza scontentare chi desidera più controllo sull'immagine. ”

Corpo macchina

Il corpo macchina delle EOS M si sta facendo via via più sofisticato ed efficace. Ripensando alla prima M, praticamente priva di ghiere di controllo (i programmi PASM erano selezionabili solo tramite touchscreen!), i passi avanti sono stati sostanziali. La M3 ha introdotto la classica ghiera dei programmi, una ghiera di compensazione esposimetrica e una ghiera posteriore verticale che fungeva anche da PAD direzionale. La M6 aggiunge un'ulteriore ghiera di comando posteriore (orizzontale, concentrica alla ghiera di compensazione), che "chiude il cerchio" delle possibilità creative.
La struttura del corpo macchina, e le sue dimensioni, sono rimaste praticamente invariate rispetto alla M3 (112x68.2x44.5mm contro 111x68x44mm); anche la M6 continua dunque a somigliare più a una compatta PowerShot G che a una reflex, nonostante al suo interno l'elettronica sia la stesse delle recenti EOS a 2 e 3 cifre.

1 – Un accenno di impugnatura rende la M6 ragionevolmente confortevole nonostante le ridotte dimensioni.
2 – La ghiera di comando principale è concentrica al pulsante di scatto. A fianco, il pulsante programmabile M.Fn, la cui presenza ricorda i corpi reflex.
3 – Il corpo macchina prevede sia la slitta a contatto caldo sia un piccolo flash pop-up NG5.  

1 - La ghiera dei programmi offre le classiche modalità PASM e molte modalità automatiche creative. Tra queste, il cosiddetto Assistente creativo, che consente ai meno esperti di intervenire su sfocatura dello sfondo, luminosità, contrasto, saturazione, tono, e di introdurre effetti monocromatici spostando un cursore sul display touch. Presenti anche Scene, una modalità HDR diretta, la modalità Auto Ibrida (che crea un video-diario registrando automaticamente i 4 secondi antecedenti lo scatto) e due posizioni Custom.  
2 – La ghiera di compensazione esposimetrica raddoppia. Alla sua base si trova ora un'ulteriore ghiera di comando, la cui funzione è assegnabile separatamente per i programmi P-A-S, per il programma M e per la ripresa video manuale.  

1 – Il display posteriore da 3" (1.040.000 punti di risoluzione) è touchscreen e basculante – può essere orientato di circa 45° verso il basso e di 180° verso l'alto, in posizione idonea per l'autoscatto (che può essere effettuato anche con un tocco sul display); è stato però eliminato il peculiare meccanismo scorrevole che consentiva di far sporgere maggiormente il display dal corpo macchina in "posizione sefie".
2 – Il mirino EVF è solo opzionale per questo modello.
3 – Leggera rivisitazione dei pulsanti posteriori. Ora pulsante di scelta del punto AF e blocco esposimetrico sono a destra dell'appoggio per il pollice, anziché sopra il PAD come accadeva per la M3. Anche la logica del precedente modello era oggettivamente valida, ma a titolo personale preferiamo la nuova disposizione, che rende più sicura l'individuazione del blocco esposimetrico a fronte di una penalizzazione del pulsante video.

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