Fujifilm X100F, compagna perfetta del reporter

Fujifilm X100F, compagna perfetta del reporter

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“La Fujifilm X100F è una fotocamera APS-C a ottica fissa (35mm equivalente) compatta, discreta e dalle ottime prestazioni. Per i fotografi specializzati in street/reportage, una soluzione ideale. Ecco la nostra recensione completa.”

Qualità d'immagine

Dal punto di vista qualitativo, non possiamo che ribadire le valutazioni già fatte a proposito di X-Pro2 e X-T2:  il sensore da 24 Mpixel regala immagini molto incise e di forte impatto, sia nel caso si opti per il formato RAW (che richiede minimi interventi in post-produzione) sia nel caso si scelga il JPEG in-camera; quest'ultimo, oltre a essere ottimamente lavorato dalla fotocamera, offre al fotografo che lo desideri ampi margini di personalizzazione (Tono ombre e Tono alte luci, Colore e Nitidezza sono immediatamente accessibili dal menu rapito, senza contare le ormai notissime Simulazioni film).


Sopra: f/5.6, l'immagine è estremamente incisa. Aprendo a f/4 non si nota alcun tangibile degrado.
Sotto: di seguito, la stessa immagine catturata a f/2.8 e f/2. Già a f/2.8 si nota che l'immagine si è fatta decisamente più "morbida", ma a f/2 si ottiene quasi un effetto soft-focus.

Un rapporto segnale/rumore ai vertici della categoria APS-C completa l'eccellente quadro generale. Come per altre Fujifilm di pari generazione, è possibile lavorare senza penalizzazioni 200 e 800 ISO, sapendo di poter arrivare all'occorrenza fino a 6400 ISO senza sacrificare troppo né il dettaglio né carattere dell'immagine, nonostante il rumore si faccia ovviamente evidente.


Il buon comportamento di questo sensore ad alta sensibilità è ormia noto. Sopra: 200ISO. Sotto, di seguito: 3200ISO, 6400ISO, 12.800ISO. Come si nota, ancora a 3200 ISO l'immagine è praticamente impeccabile, e nonostante un pizzico di grana mantiene di fatto inalterato il livello di dettaglio originale.

Data la natura della fotocamera, le informazioni più interessanti arrivano probabilmente dalla valutazione dell'ottica, che ha dimostrato di soffrire decisamente i diaframmi aperti. Il 23mm Fujinon è infatti estremamente nitido a partire da f/4, e mantiene una nitidezza perlomeno molto buona fino a f/16, raggiungendo il suo massimo (al centro) a f/5.6.

Ai due diaframmi più aperti, però, l'immagine si ammorbidisce decisamente (vedi crop a inizio pagina), e alla massima apertura la nitidezza ha un vero e proprio tracollo, creando immagini dall'effetto quasi "soft-focus". Conoscendone le caratteristiche, questo comportamento potrà essere utilizzato anche a fini creativi, ma certamente chi ama le immagini "sharp" farà bene a diaframmare fino a f/4.


In alto: quando si vuole colore e brillantezza, basta scegliere Simulazione film: Velvia e lasciar fare alla macchina. Già il JPEG in-camera risulta praticamente perfetto.
In basso: lautofocus fa un buon lavoro nel tenere a fuoco un soggetto decentrato, anche durante un piccolo panning.

Anche i risultati di fedeltà cromatica sono la fotocopia quasi esatta di quelli ottenuti dalla X-Pro2, e confermano l'approccio Fuji che predilige risultati saturi e di forte impatto (Simulazione pellicola: Standard).

Valutazioni analoghe valgono per l'esposimetro, che si è dimostrato coerente con quello utilizzato da altri modelli Serie X, cioè propenso a una leggera sottoesposizione (circa 1/3 di stop in media, che può arrivare a mezzo stop nei casi peggiori). Anche questo contribuisce a dare alle immagini prodotte dalle Fuji il loro aspetto caratteristico.

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