EOS-1D X Mark II, Canon cala l'asso: la nostra recensione completa

EOS-1D X Mark II, Canon cala l'asso: la nostra recensione completa

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Nuovo sensore Dual Pixel, più risoluzione e ancora più velocità per la nuova ammiraglia EOS, indubbiamente destinata a diventare lo strumento di lavoro di molti fotografi sportivi (e non solo). In queste pagine la nostra recensione completa e dattagliata”

Autofocus

Il sistema autofocus della EOS 1-D X Mark II è stato costruito sulle solide basi del modello precedente.I punti AF sono 61 in totale, tutti attivi fino a f/8. Ventuno di questi, disposti nelle 3 colonne centrali, sono a croce fino a f/8; altri 20, distribuiti in 4 colonne laterali, sono a croce in presenza di ottiche f/4 o più luminose; gli ultimi 20 punti, infine, distribuiti in altre 4 colonne (2 delle quali al margine esterno, le altre 2 a ridosso dei punti centrali) sono solo verticali e rilevano pertanto linee orizzontali.

Cinque punti, disposti verticalmente lungo la colonna centrale, sono a doppia croce e ad alta sensibilità f/2.8; in presenza di ottiche f/2.8 o più luminose, offrono cioè maggiore precisione (e la differenza è visibile lavorando a f/1.4 o simili).

Il punto centrale è dichiarato essere utilizzabile fino a -3EV - un passo avanti di uno stop rispetto al modello precedente, ma non sufficiente ad eguagliare il dato di targa della Nikon D4 (-4 EV), anche se sul campo la differenza tra due modelli risulta impercettibile.
Una curiosità: secondo indiscrezioni, la maggior sensibilità del sistema AF sembra sia stata ottenuta grazie a una semplice copertura antiriflesso sul sensore autofocus.

Diverse le possibilità di selezione del/dei punto AF. Le modalità manuali comprendono: punto singolo, punto singolo spot, espansione area AF da 1+4, espansione area AF da 1+8 punti; in questi ultimi due casi, 4 o 8 punti circostanti intervengono a supporto del punto AF guidato dal fotografo.

Le modalità con selezione automatica prevedono invece: zona AF da 9 punti (è possibile selezionare manuale la posizione della zona), zona AF ampia (centro, destra, sinistra), selezione automatica (tutti i 61 punti attivi contemporaneamente).

Inutile sprecare parole sulla modalità singola (One Shot) - è impeccabile, e aggancia con sicurezza pressoché qualsiasi soggetto anche nelle peggiori condizioni possibili (basso contrasto, luce diretta in-camera). Questo, però, vale oggi per tutti i modelli professionali. 


Il sistema AF della 1D X Mark II in azione durante un match di pallavolo (espansione area AF).

La vera partita si gioca in modalità continua (Ai Servo), ed è qui che la straordinaria efficacia di questo sistema autofocus viene espressa pienamente. Efficacia che, in buona parte, è dovuta alle possibilità di personalizzazione offerte, che consentono al fotografo di adattare la risposta della fotocamera al soggetto sulla base di tre parametri fondamentali: Sensibilità inseguimento, Accelerazione/decelerazione e Attivazione auto punto AF. La miglior testimonianza della bontà di questo approccio è l'emulazione - recentemente, concorrenti importanti (con la D5, Nikon ha aggiunto un analogo secondo parametro di accelerazione) e aspiranti tali (la Fujifilm X-T2 mostra un impianto molto simile) si sono inequivocabilmente ispirati alla 1D X.    

È però opportuno distinguere due casi: quello in cui il fotografo mantiene il controllo sui punti AF selezionati (punto singolo, espansione area AF) e quello in cui si affida alle capacità di inseguimento dei soggetti della funzione iTR. Nel primo caso, la risposta della fotocamera è semplicemente perfetta.

Cinque preset (oltre a un sesto di validità generale), detti Case, dettano le linee guida per l'impostazione ottimale dei parametri di inseguimento in varie circostanze; partendo da queste ottime basi, ogni fotografo può, con un minimo di pratica, adattare la fotocamera alle sue specifiche esigenze di scatto e al suo stile.


Trentesima immagine di una raffica, il comportamento del sistema AF è impeccabile. Foto di Alessandro Tiraboschi.

Guarda l'intera raffica nella gallery:

L'inseguimento del soggetto, viceversa, è rimasto il compito più difficile per le reflex attuali. Non sempre impeccabile, rappresenta comunque, al pari di quello della rivale D5, lo stato dell'arte. Riteniamo i due concorrenti sullo stesso livello, anche se la risposta non è identica. La Nikon D5 manca del terzo dei parametri sopra citati, che determina la propensione della fotocamera a cambiare il punto AF. Il risultato è il modello Nikon tende a rimanere più ancorato ai punti originali, il che è efficace se il soggetto non si muove "troppo"; in questo modo, inoltre, il comportamento della fotocamera risulta di più immediata comprensione. La Canon, dal canto suo, è più flessibile, ma richiede al fotografo una conoscenza più approfondita dei meccanismi sopracitati.  

Indubbiamente le capacità di inseguimento della Mark II sono migliorate rispetto al primo modello, e in questa nostra impressione siamo stati confortati anche dal "pro" Alessandro Tiraboschi (vedi Il parere del fotografo) che ha utilizzato a lungo entrambi i modelli, seguendo da vicino lo sviluppo della Mark II a partire da marzo 2016. I benefici maggiori si notano in presenza di soggetti che modificano repentinamente la loro velocità oppure che non seguono una traiettorie costanti.

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