Nikon D5, recensione completa della nuova ammiraglia reflex dalle specifiche stellari

Nikon D5, recensione completa della nuova ammiraglia reflex dalle specifiche stellari

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Specifiche da capogiro, ma anche molta concretezza e solide performance per la nuova Nikon D5, che migliora la precedente top di gamma sotto ogni singolo aspetto: risoluzione, velocità, autofocus, prestazioni video e LiveView. Ecco la nostra recensione completa, con scatti i laboratorio, nelle principali situazioni d'uso reale e con in più anche il parere di una fotografa professionista”

Qualità d'immagine

La D5 mostra un netto incremento di dettaglio rispetto alla precedente ammiraglia, grazie al sensore da circa 20 Mpixel - i punteggi MTF, poco meno di 2800 LW/PH al centro dell'immagine, sono del tutto confrontabili con quelli dei sensori da 24 Mpixel, come ad esempio la D750 (che ha fatto registrare, nelle stesse condizioni, circa 3100 LW/PH). Più dettaglio, quindi, e maggiori possibilità di ritaglio anche per il modello sportivo, che sempre più può essere considerata una fotocamera a tutto tondo.
Il livello di sharpening a nostro avviso ottimale in LR (e con cui sono stati sviluppati i target di risoluzione visibili in queste pagine) è: Nitidezza = 50, R = 1,8.


Il JPEG in-camera, in condizioni standard, viene sviluppato in modo leggermente aggressivo, e le immagini risultano per questo molto incise e di grande impatto. 2671 LW/PH al centro, con un oversharpening del 7%, e 2304 LW/PH ai bordi, con undersharpening del 4,70%, raccontano di un motore di conversione che sa trovare un eccellente equilibrio all'interno dell'immagine, producendo immagini estremamente piacevoli.

 PICTURE CONTROL SATURAZIONE W.Bal dC94 dC94 (med) dE94 (med)
SATURO

134.0%

0.6 5.48 11.1
STANDARD 116.6% 0.6 3.41 9.29
NEUTRO 107.2% 0.8

2.64

7.19
UNIFORME 97.3% 0.6 2.40 6.11

Anche dal punto di vista cromatico valgono considerazioni analoghe. La modalità Standard, così come prodotta dalla fotocamera, è già piuttosto "sopra le righe", con una saturazione misurata del 116% circa. Volendo utilizzare il preset Saturo si arriva al 134%, mentre più contenuta è la modalità Neutra, che pure esibisce un 107% di saturazione. Solo con il preset Uniforme si scende sotto il 100% (97% circa). Registrata quindi una certa propensione della D5 a produrre immagini (JPEG) di forte impatto, le possibilità di personalizzazione sono tante e tali che, con la massima semplicità, chiunque può adattare la risposta cromatica della macchina alle sue esigenze. In tutti i casi, la D5 mantiene un buon punto di bianco, grazie anche ai già citati AWB personalizzabili che hanno prodotto, nelle nostre condizioni di prova, uno scarto di circa 200K ciascuno sulle patch neutre del colorcheck (3850K, 4050K e 4200K, rispettivamente, per i tre AWB sulla patch n°21).


Immagine scattata a 102.400 ISO, in notturna. Forte controluce, data la serie di spot che inondano il palco da sinistra. Insomma, non ci siamo fatti mancare nulla. Eppure, con un pizzico di normale post-produzione (Denoise = 50), l'immagine "regge" tranquillamente una pubblicazione web.

La risposta agli alti ISO è straordinaria, non miracolosa. Chi davvero si aspetta di poter scattare, di notte, a 3 milioni di ISO, rimarrà ovviamente deluso. In termini numerici, abbiamo registrato un rapporto S/N pari a 42,4 dB @ 100ISO e 29,3 dB @ 6400 ISO, da confrontare con i 27,9 dB ottenuti dalla D750 nelle stesse condizioni: considerato che la grandezza è logaritmica, e che la D750 è una fotocamera già estremamente valida in termini di qualità del segnale, il divario è notevole.


100 ISO.


1600 ISO - la differenza con la sensibilità base è impercettibile.


6400 ISO - si nota un pizzico di rumore sul canale luminnanza, ma la resa rimane pressoché perfetta.


12800 ISO - Si nota il primo degrado nelle nostre condizioni di prova.


51200 ISO - Il degrado qualitativo si fa vistoso; cambiano saturazione e risposta cromatica.

In termini pratici, la D5 scatta a 1600 ISO come a 100, e regala una risposta pressoché piatta fino a 6400 ISO compresi - questo significa non solo poco rumore e modesta riduzione di dettaglio, ma anche nessun impatto sulla saturazione né sulla risposta cromatica in generale. Un primo degrado qualitativo si inizia a percepire a 12.800 ISO, ma è solo a 51.200 ISO che, nelle nostra (gravose) condizioni di prova il degrado diventa davvero notevole e quindi facilmente percepibile. Sul campo, in alcune situazioni-limite, è possibile arrivare a 102.400 ISO con una qualità sufficiente per la pubblicazione web.   

L'errore di esposizione rilevato, è contenuto e pressoché costante, nell'intorno dei -0,33 EV. Impeccabile nella grande maggioranza delle occasioni il punto di bianco impostato automaticamente dalla fotocamera.

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