Nikon D750, il miglior compromesso formato FX

Nikon D750, il miglior compromesso formato FX

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Qualitativamente ineccepibile e piuttosto performante, pur non essendo un'ammiraglia; sofisticata ma compatta, e reperibile oggi a un prezzo interessante, è probabilmente (oggi) la miglior sintesi della tecnologia Nikon.”

Impressioni d'uso

La prima impressione, impugnando la D750, è estremamente positiva. Ottima impugnatura e solita, efficace disposizione di ghiere e pulsanti che, come da tradizione Nikon, hanno anche il pregio di restituire un piacevole feedback tattile; anche questo contribuisce a dare una sensazione di qualità complessiva del prodotto.

Abbiamo trovato però il pulsante frontale Fn un po' difficile da raggiungere, e la lampada di assistenza AF avrebbe potuto trovare sistemazione migliore (rischia di essere coperta dalla mano principale). Inoltre, piccola pecca che sconteranno soprattutto i paesaggisti, la parte inferiore che va in appoggio sul cavalletto non è in materiale antiscivolo, ed è quindi richiesto un serraggio più deciso.


A proposito di fotocamera su cavalletto, il display orientabile è davvero molto pratico in questo contesto, grazie anche all'ottima leggibilità in ogni condizione di luce (anche in esterni sotto la luce diretta del sole - basta cambiare di qualche grado l'inclinazione). Il Wi-Fi integrato potrebbe essere un'altro ottimo strumento per l'uso con cavalletto, e in parte lo è, dato che consente lo scatto remoto; purtroppo, però, non consente di modificare le impostazioni di scatto, e quindi di utilizzare la fotocamera a distanza, come consentono invece di fare altri prodotti. Troviamo allora poco sensato spendere energia extra per fare nulla più di ciò che può fare un semplice comando di scatto remoto.


Passando ad aspetti più importanti, il sistema autofocus è reattivo e accurato, e la sua gestione tramite pulsante frontale è ottimale, grazie anche alla possibilità, recentemente introdotta sui modelli Nikon, di raggruppare più punti AF. Il vantaggio in condizioni di bassa luce rispetto alla D810 è tangibile.


Ancora più soddisfacenti l'esposimetro e la funzione di bilanciamento automatico del bianco. Il primo si è dimostrato un compagno di lavoro affidabile; soffre di una certa e sistematica tendenza alla sottoesposizione (che, essendo sistematica, non disturba più di tanto), ma non si lascia ingannare facilmente da scene ad alto contrasto e, se lo si desidera, fa un ottimo lavoro nel preservare l'esposizione delle alte luci. Il bilanciamento automatico del bianco, dal canto suo, è più affidabile e consistente rispetto alla D610.

L'impressione generale è dunque quella di avere tra le mani uno strumento di lavoro su cui si può contare, è questo va a beneficio tanto del professionista o dell'amatore evoluto, quanto del principiante, che preferisce magari affidarsi maggiormente agli automatismi.
I 6,5 fps sono più che sufficienti per la grande maggioranza delle situazioni di scatto e, a patto di impostare la profondità colore del RAW a 12 bit, è possibile prolungare la raffica quanto basta per essere efficaci anche in ambito sportivo. Per una reflex "generica", è senza dubbio un buon risultato.

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