Leica M Typ 262, l'essenziale diventa minimal

Leica M Typ 262, l'essenziale diventa minimal

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Chi credeva che le Leica M Typ 240 rappresentassero già strumenti essenziali, si sbagliava: con la M Typ 262 Leica dimostra che è possibile semplificare ulteriormente. ”

Qualità d'immagine

Nel corso di questa recensione non è stato possibile effettuare misure di risoluzione a causa dell'obiettivo fornito, incompatibile con i nostri strumenti. Presenteremo pertanto un'analisi qualitativa delle immagini scattate in quest'occasione, unita a misure effettuate con la M Typ 240 (che, come detto, adotta stesso sensore e processore d'immagine) e il 50mm f/1.4.


Risultati dei test eseguiti sulla M Typ 240 (stessa elettronica) con 50mm f/1.4.

Il livello di dettaglio garantito dal sensore da 24 Mpixel privo di filtro ottico passa basso può essere considerato oggi nella media (circa 3000 LW/PH con il 50mm f/1.4). Esistono reflex e mirrorless più performanti, ma concordiamo con Leica nel dire che 24Mpixel rappresentano oggi il miglior compromesso per un sensore 35mm: tanti particolari senza i contro (anche pratici) dei troppi Mpixel. Al livello di dettaglio garantito dalla risoluzione si unisce l'elevato contrasto tipico di questo sistema, assicurato anche dagli obiettivi. Il risultato è un'immagine nitida, di forte impatto. 


Incidenza dell'effetto moiré in assenza di correzioni in post-produzione.

L'assenza di filtro ottico passa basso provoca però, in alcune circostanze specifiche, visibili figure di interferenza (effetto moiré); i particolari ripetitivi e ravvicinati del target di risoluzione qui pubblicato possono essere considerati il caso pessimo.
L'elevato rapporto S/N (oltre 41 dB @ 200ISO, oltre 27dB @ 6400 ISO) porta ad avere una buona risposta ad alti ISO, nonostante l'approccio conservativo di Leica limiti la sensibilità a 6400 ISO massimi. La grana non fa la sua comparsa e il dettaglio non viene apprezzabilmente compromesso fino a 1600 ISO inclusi (si tenga conto che alle immagini pubblicate non è stato applicato alcun filtro de-noise).   


Resa del JPEG on-camera. Si nota un tono caldo che peggiora l'accuratezza cromatica.

Partendo dal RAW, con un corretto bilanciamento del bianco si ottiene un buona accuratezza cromatica, con una risposta praticamente piatta e costante tra 200 e 6400 ISO (saturazione sempre nell'intorno del 115% con impostazioni standard). Il JPEG, invece, può essere risultare penalizzato da un bilanciamento automatico del bianco imperfetto in presenza di luce artificiale.

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