Leica M Typ 262, l'essenziale diventa minimal

Leica M Typ 262, l'essenziale diventa minimal

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Chi credeva che le Leica M Typ 240 rappresentassero già strumenti essenziali, si sbagliava: con la M Typ 262 Leica dimostra che è possibile semplificare ulteriormente. ”

Impressioni d'uso

Avendo recentemente recensito la Monocrom Typ 246, rimandiamo a quell'articolo descrizione e nostre impressioni sul sistema Leica M in generale, e sulle sue peculiarità. Assumendo che le caratteristiche salienti di questo sistema siano già note, ci concentreremo qui sul modo d'uso specifico della Typ 262, e su come questo venga influenzato dai "tagli" effettuati.

Utile ricordare che l'esposizione delle M è esclusivamente manuale oppure a priorità di diaframmi, con scelta del diaframma tramite ghiera sul corpo dell'obiettivo. Questo approccio, che molti considererebbero obsoleto, è in effetti molto efficace (tanto da essere stato riscoperto e parzialmente riproposto dalla Fujifilm X); pochi fortunati hanno avuto la possibilità di provare dal vivo una Leica M, ma chi ha provato e apprezzato una Fujifilm X-Pro1, può farsi un'idea abbastanza precisa dell'esperienza d'uso con una Leica M. In sintesi: immediatezza e reattività istantanea.


L'impatto con il mirino a telemetro (ricordiamo che la messa a fuoco è solo manuale) può però essere traumatico. Con il tempo si finisce per apprezzarlo, ma rimangono alcuni limiti intrinseci ineliminabili legati all'ingrandimento: il rapporto di 0,68x, costante per qualsiasi focale, è perfetto solo per il 50mm; in presenza di focali più lunghe, ma anche più corte, la valutazione cambia, perché con i tele la cornice di inquadratura di fa minuscola, con i grandangolari troppo ampia per i motivi già esposti parlando di corpo macchina. Questi limiti, comuni a ogni Leica M, sono stati recentemente superati dalla funzione Live View, qui assente. La Typ 262, in altri termini, non offre alcun "paracadute" per attutire lo scontro con un sistema fotografico che, nonostante il sensore digitale, è nato nel 1954.       


Valutazioni analoghe valgono per la sola lettura esposimetrica a media pesata che, nell'accezione Leica, è quasi una lettura spot - altro aspetto che richiede un periodo di adattamento. Si tratta, di nuovo, di re-imparare a fotografare in un modo diverso; un modo che, che dopo qualche tempo, si finisce indubbiamente per apprezzare, o persino amare. La lettura Leica classica è ideale, ad esempio, per esporre per le alte luci. Così, una volta acquisito l'automatismo "messa a fuoco + blocco AE", si finisce davvero col chiedersi se le letture super sofisticate delle reflex moderne costituiscano un reale vantaggio per il fotografo ... Certo è che chi non si abitua a questa modalità, con la Typ 262 non ha alternative.

Per questo, non possiamo consigliare l'acquisto della M Typ 262 "sulla carta" a chi non conosce già il sistema M. Del resto, viste le cifre in gioco, non si tratta certo di un acquisto d'impulso.
Una buona soluzione per chi è incuriosito da questo prodotto, ma non ha precedenti esperienze, è senza dubbio la Leica Akademie, che da modo di utilizzare questi corpi macchina sul campo per un paio di giorni.

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