Tutti i nuovi Zeiss Milvus alla prova: l'occhio del nibbio

Tutti i nuovi Zeiss Milvus alla prova: l'occhio del nibbio

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Zeiss ha recentemente creato una nuova famiglia di "prime" ad alte prestazioni per reflex 35mm: Milvus. Comprende un grandangolare 21mm da paesaggio, un 35mm da reportage, due obiettivi da ritratto 50mm e 85mm, e due "macro", 50mm e 100mm: Li abbiamo messi tutti alla prova, su un banco impegnativo come la EOS 5Ds.”

Conclusioni

Zeiss ha dato ennesima prova del suo know-how creando una famiglia di obiettivi senza compromessi, caratterizzati da prestazioni ottiche ai massimi livelli (eccezionale, in particolare, la nitidezza) e qualità costruttiva insuperabile.

Ciascuno di questi obiettivi è una gioia da utilizzare. Ciascuno di loro è tanto piacevole quanto efficace tra le mani, anche perché ognuno è stato ottimizzati in ogni dettaglio (a partire dalla corsa di messa a fuoco, sempre perfetta) da un costruttore che evidentemente conosce molto bene le esigenze dei fotografi.
Analizzando le prestazioni dal punto di vista ottico, emerge chiaramente la stessa competenza, la stessa ottimizzazione, che rende questi obiettivi ancora migliori di quanto appaia da dati e tabelle. Le prestazioni massime si ottengono laddove serve, per ciascun modello. Non mancano, a questo proposito, alcune scelte "coraggiose" ma impeccabili, come quella di creare un 85mm sferico per il ritratto.

Alcuni inevitabili difetti ottici emergono, soprattutto nel caso degli obiettivi più estremi per luminosità massima (ci riferiamo all'aberrazione cromatica assiale dei due f/1.4) o focale.
La vignettatura, molto elevata per ogni componente di questa famiglia, può infastidire, e ci saremmo aspettati meno distorsione dal 50mm f/1.4. Mettendo tutto sul piatto della bilancia, però, non si può far altro che ammirare il lavoro svolto dal costruttore.

I prezzi rilevati online al momento della prova sono sì elevati, ma non quanto ci saremmo aspettati conoscendo i precedenti listini Zeiss. Gli Otus sono molto lontani, eppure la qualità costruttiva è la stessa, e le prestazioni prestazioni ottiche molto simili (soprattutto nel caso dell'1.4/85). Nel complesso, dunque, crediamo si possa a buona ragione parlare di buon rapporto qualità/prezzo.
La mancanza di messa a fuoco automatica indurrà molti fotografi a rinunciare, soprattutto al crescere della focale dell'obiettivo di proprio interesse, ma quanti sapranno superare questo ostacolo verranno ricompensati ogni volta che scaricheranno sul PC un nuovo set di foto.  

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Commenti (4)

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Commento # 1 di: AleLinuxBSD pubblicato il 15 Marzo 2016, 08:09
Penso che al di là del problema della vignettatura, per quanto facilmente correggibile in fase di fotoritocco ma che non trovo sufficientemente giustificata in ottiche di un certo prezzo, pure il bokeh dovrebbe avere alcuni miglioramenti anche se nell'articolo questo aspetto non è stato evidenziato.
Commento # 2 di: roccia1234 pubblicato il 15 Marzo 2016, 08:49
Mah, dimostrano il tipico andazzo delle ottiche "da digitale".
Sempre più risolute da spaccare il capello in quattro (al centro), ma sempre meno corrette (vignettatura, distorsione)...

E sì che queste dovrebbero essere ottiche di altissima gamma... e fisse per giunta.

A giudicare dalle immagini, il nikon 20-35@20mm (che ho e uso anche su pellicola) distorce e vignetta di meno di questo 21 milvus, ad esempio, che tra l'altro non mi pare abbia chissà quali prestazioni ottiche, specie ai bordi, nonostante il peso abnorme e il prezzo elevatissimo.
E pure il 35 non mi pare che "brilli" particolarmente...

Poi oh... spero abbiano altre cose che vanno oltre i meri numeri perchè, ad esempio, dopo aver letto questa recensione, personalmente preferirei di gran lunga il 20 f/2.8 AF-D di nikon rispetto a questo 21 zeiss... oppure, bestione per bestione, il 20 1.4 sigma art.

Nel complesso una serie con alti e bassi. Da zeiss mi aspettavo ben altro.
Penso che i sigma art (ma non solo) bagnino tranquillamente il naso ai pari focale milvus. Ad una frazione del prezzo.
Commento # 3 di: AlexSwitch pubblicato il 15 Marzo 2016, 09:38
Credo che Zeiss con questa serie " Milvus " abbia voluto creare un segmento intermedio tra la serie " Classic ", di diretta discendenza dalla pellicola, e quello di fascia altissima " Otus ", nato in piena era digitale.

Sui prezzi... Bhè Zeiss è un po' come Apple, perdonatemi l'accostamento, la loro qualità e il marchio se li fanno pagare....
Commento # 4 di: roccia1234 pubblicato il 16 Marzo 2016, 09:40
Originariamente inviato da: AlexSwitch
Credo che Zeiss con questa serie " Milvus " abbia voluto creare un segmento intermedio tra la serie " Classic ", di diretta discendenza dalla pellicola, e quello di fascia altissima " Otus ", nato in piena era digitale.

Sui prezzi... Bhè Zeiss è un po' come Apple, perdonatemi l'accostamento, la loro qualità e il marchio se li fanno pagare....


Eh si, il marchio se lo fanno pagare, eccome.

Però, da quel che vedo, ad esempio quel 21 2.8 non è tutto 'sto miracolo che vale la pena pagare 1700€.

E la vignettatura?
A parte il 50 f/2 e il 35 f/2 sono TUTTI abbondantemente sopra i 3 stop, alcuni addirittura 4 stop.
85 1.4 da 1800€ ha 4 stop. 4. Roba che anche su un ultragrandangolare è da considerarsi elevata.

E anche il 50/2 (1225€) e il 35/2 (1150€) con oltre 2 stop non scherzano mica. Il 50 1.8 nikon da 100€ nuovo arriva a 1,2 stop (e distorsione praticamente assente).

Sinceramente, da quel prezzo e da zeiss mi sarei aspettato molto di più, visto anche cosa stanno tirando fuori concorrenti ben meno rinomati.
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