Tamron SP 15-30mm f/2.8 Di VC USD

Tamron SP 15-30mm f/2.8 Di VC USD

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Tamron ha compiuto, con l'SP 15-30mm f/2.8 Di VC USD, un piccolo capolavoro. Prestazioni ottiche insospettabili per uno zoom grandangolare tanto estremo, elevata qualità costruttiva, dotazione al top e prezzo contenuto ne fanno un must per i "seri" paesaggisti. ”

Metodologia di prova

Gli obiettivi in prova vengono testati innanzitutto per nitidezza. Nel caso di ottiche zoom vengono testate le lunghezze focali principali, e in ogni caso tutti i diaframmi disponibili utilizzando i corpi macchina più adatti allo scopo - in questo caso, la full-frame EOS 5Ds. I risultati vengono sottoposti a un primo esame visivo quindi elaborati con il software Imatest 4 per la determinazione dei valori numerici.
Lo stesso software viene utilizzato anche per determinare aberrazioni cromatiche, distorsioni e vignettatura (caduta di luce ai bordi dell'immagine).

L'effetto vignetta tende ad aumentare al diminuire della focale e del numero f/. Per questo, in caso di zoom l'obiettivo viene testato alla minima focale e, per qualsiasi ottica, al massimo valore di apertura consentito (nel caso di comparativa, allo stop intero più ampio comune a tutti gli obiettivi). 

Le distorsioni vengono testate ad apertura intermedia. Nel caso di ottiche zoom, ai due estremi del range focale - quello grandangolare, dove tipicamente si osserva il massimo della distorsione a barilotto, e quello tele, dove tipicamente si osserva il massimo della distorsione a cuscinetto.


Con una risoluzione massima misurata sulla EOS 5Ds che sfiora le 4000 LW/PH, il Tamron SP 15-30mm è poco distante da un'ottima ottica fissa come il Canon EF 100mm Macro F/2.8L (4100 LW/PH nelle stesse condizioni).

Al fine di valutare le reali doti dell'ottica, il test viene effettuato a partire dal file RAW, senza abilitare alcun meccanismo di correzione all'interno del software di sviluppo o di analisi. Se funzionali a definire meglio il comportamento dell'ottica, eventuali risultati con correzioni attivate verranno descritti nel testo.

Il potere risolutivo dell'ottica viene espresso in termini di LW/PH, mostrati dai relativi grafici. Maggiore è il valore, maggiore sarà la capacità dell'ottica di discriminare dettagli minuti. Interessante confrontare il valore massimo con la cosiddetta frequenza di Nyquist del sensore utilizzato, cioè la massima risoluzione che il sensore può discriminare - per la EOS 5Ds, tale valore è pari a circa 5500 LW/PH.

Il potere risolutivo, unito al contrasto, determina la nitidezza percepita dell'immagine, a cui ci riferiamo costantemente all'interno delle recensioni.


Il dato realtivo all'aberrazione cromatica lateralale espresso in pixel, in questo caso molto molto alto, è influenzato dall'elevata risoluzione del sensore. Un confronto tra ottiche testate su fotocamere diverse deve essere fatto sulla base del dato percentuale.

L'aberrazione cromatica laterale, che consiste in una separazione dei colori provocata dal diverso ingrandimento a cui sono sottoposte le diverse componenti spettrali dell'immagine per effetto della diffrazione, viene espressa in termini di pixel, misurando la distanza lungo l'asse X tra le due componenti RGB più distanti.

Tale misura in pixel è un buon indice della visibilità del difetto, e quindi della qualità complessiva dell'insieme ottica-fotocamera, ma tende a penalizzare le ottiche testate con sensori di risoluzione elevata. Per questo, quando necessario (come in questo caso) aggiungiamo anche lo stesso dato espresso come percentuale sulla distanza dal centro (100*CA[pixel]/distanza dal centro [pixel]), che consente un confronto tra ottiche testate su corpi macchina diversi.

In termini di pixel, un valore inferiore a 0,5 è considerato insignificante, tra 0,5 e 1 pixel siamo di fronte a un'aberrazione moderata, tra 1 e 1,5 pixel l'aberrazione diventa visibile all'interno dell'immagine, e oltre 1,5 pixel il difetto è da considerarsi grave.
In termini di percentuale, un valore inferiore a 0,05% è considerato insignificante, tra 0,05 e 0,075% siamo di fronte a un'aberrazione moderata, tra 0,075% e 0,15% l'aberrazione è di entità media, e oltre lo 0,15% il difetto è da considerarsi grave.

La vignettatura viene espressa graficamente in termini di f/stop, ed è pertanto un dato di immediata interpretazione tenendo conto che ad ogni stop corrisponde un dimezzamento della quantità di luce.

La distorsione, espressa numericamente in termini percentuali, è anch'essa di immediata interpretazione. Si tenga presente che numeri negativi indicano distorsione a barilotto, numeri positivi distorsione a cuscinetto.

Il giudizio finale si basa sui risultati di queste di prove e sull'impressione d'uso ricavata nel mondo reale, e influenzata da fattori quali maneggevolezza, qualità percepita, regolarità e fluidità delle ghiere di zoom e messa a fuoco, resistenza a fenomeni di ghost e flare e, quando presente, efficacia dello stabilizzatore ottico.

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