Tamron SP 150-600mm f/5-6.3 Di VC USD

Tamron SP 150-600mm f/5-6.3 Di VC USD

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Versatile grazie al suo ampio zoom, compatto ed economico, questo Tamron 150-600mm rappresenta un'eccellente soluzione per la fotografia sportiva amatoriale. Le qualità ottiche sono sorprendenti considerato il prezzo su strada inferiore ai 1000 Euro. ”

Qualità d'immagine

Il Tamron SP 150-600mm f/5-6.3 Di VC USD ci ha piacevolmente stupito per la sua nitidezza al centro del fotogramma. Nitidezza che, fino alla precedente generazione di zoom super-tele, non era affatto lecito attendersi da un obiettivo 4x con focale massima 600mm.

La nitidezza maggiore si osserva senza sorprese alla focale inferiore di 150 mm; di questa focale non pubblichiamo risultati numerici perché, oltre a essere la focale meno interessante, il risultato numerico è influenzato dal test condotto a breve distanza di messa a fuoco, quindi non confrontabile con altri. Molto buono a 300mm e 450mm, questo obiettivo assicura comunque una nitidezza più che discreta fino a 600mm, anche alla massima apertura f/6.3, il che non è poco. Per tutte le focali, la massima nitidezza al centro del fotogramma si ottiene a f/8.



In alto: 300mm, f/8. In basso: 600mm, f/8- Alle sue focali intermedie, questo obiettivo è estremamente nitido al centro del fotogramma. A 600mm la nitidezza inevitabilmente si riduce, ma l'estinzione del pattern si osserva per circa 1750 LW/PH, che è ancora un dato molto buono. Il miglior diaframma, in termini di nitidezza, è f/8.

Agli angoli estremi del fotogramma Full Frame la nitidezza si riduce molto, ma oggettivamente non si può pretendere che un'ottica tanto estrema (e di questo costo) preservi una nitidezza impeccabile anche negli angoli. Interessante comunque notare che, in corrispondenza del ritaglio APS-C, la nitidezza a qualsiasi focale è ancora piuttosto buona - ottima fino a 300mm; i possessori di APS-C, oltre a beneficiare del fattore di crop, otterranno dunque immagini nitide in ogni punto del fotogramma. Agli angoli, si guadagna qualcosa in termini di nitidezza diaframmando di un ulteriore stop, cioè passando da f/8 a f/11 (se la luce lo consente). Al margine del formato APS-C, tra f/8 e f/11 non c'è praticamente alcuna differenza, pertanto sono complessivamente questi i due diaframmi migliori.


Agli angoli del fotogramma, la nitidezza si riduce molto. Il miglior risultato, praticamente costante da 300mm a 600mm e corrispondente a un dato di circa 1500 LW/PW, è quello mostrato qui sopra e si ottiene passando a f/11 o, in alcuni casi, anche a f/16.

In fatto di nitidezza, il Tamron vince agevolmente il confronto diretto con il Sigma C al centro del fotogramma. Il Sigma infatti prevale solo a 150mm e alla massima apertura, mentre le focali più lunghe (e importanti), e a tutti i diaframmi da f/8 in su, è il Tamron a prevalere. A volte in modo molto netto, come accede ad esempio a 600mm a diaframmi compresi tra f/8 e f/11.
Il Sigma C si prende però la rivincita spostandosi ai bordi - ai margini del formato APS-C i due si equivalgono, mentre ai margini del formato Full Frame è il Sigma C a preservare maggior nitidezza.
Il più pregiato Sigma S, viceversa, supera agevolmente il Tamron per nitidezza al centro, mentre ai margini dei formati APS-C e Full Frame le differenze non sono più così evidenti, fatto salvo che la versione S tende a prediligere le lunghe focali - al contrario degli altri due, cioè, i 600mm danno maggior nitidezza dei 150mm al bordo estremo del fotogramma.  


In termini più realistici, ecco cosa si può ottenere a 600mm con un soggetto a circa 10 metri di distanza e diaframma f/8. In alto (particolare già ritagliato) si notano già l'ottimo livello di dettaglio e un grande contrasto, ben preservato in questa scena con luce di taglio. In basso, crop al 100%. Fotocamera: EOS 5DS, 800 ISO.

Tornando al Tamron, buone notizie arrivano anche dalle aberrazioni cromatiche. Impercettibile quella assiale, contenuta quella laterale, che risulta di fatto irrilevante alle focali inferiori per arrivare a un livello medio-alto, ma mai drammatico, a 600mm. Di fatto, non sarà un problema.

Le distorsioni geometriche risultano anch'esse piuttosto contenute, essendo sempre inferiori a 1.5 punti percentuali. Sempre di segno positivo, cioè sempre "a cuscinetto", rimangono quasi costanti a ogni focale, raggiungendo per la cronaca il loro minimo (1.3%) a 300mm. In alcune situazioni di ripresa, cioè in presenza di evidenti motivi geometrici, la deformazione dell'immagine risulta visibile, ma come sempre questo tipo di difetto può essere corretto molto facilmente in post-produzione. Il concorrente Sigma C mostra risultati molto simili, mentre il Sigma S mostra distorsioni sostanzialmente dimezzate, pertanto difficilmente percepibili anche in presenza di chiari elementi geometrici. Il coma è assolutamente irrilevabile a occhio nudo.


EOS 5D Mark III + Tamron SP 150-600mm @ 550mm, f/7.1, 1/500sec, 1000 ISO.

La vignettatura, invece, su una Full Frame si può notare: a entrambi gli estremi della gamma focale, cioè 150 e 600mm, la caduta di luce ai bordi è quasi identica e raggiunge circa 1.3 f/stop alla massima apertura (f/5-6.3, rispettivamente). Diaframmando fino allo stop intero (f/5.6-8) il difetto già si riduce molto, arrivando nell'intorno di 0,8 f/stop, e diventa irrilevante chiudendo il diaframma di un ulteriore stop. Non si tratta quindi, evidentemente, di un vero problema, ma conferma, se vogliamo, la propensione di quest'ottica a lavorare con il soggetto al centro.
Entrambi i Sigma fanno peggio sotto questo aspetto, e stranamente è proprio la più pregiata versione Sport a far registrare i peggiori risultati.


Buona resa dello sfocato e sempre molto dettaglio (in basso, crop al 100%).

Ghost e flare, per concludere l'analisi qualitativa, sono un problema per quest'ottica, come del resto per entrambi i concorrenti Sigma e, più in generale, per qualsiasi obiettivo con schema ottico complesso e lente frontale molto ampia. Per fortuna, con un obiettivo dall'angolo di campo ridotto non è frequente essere costretti a includere uno spicchio di sole nell'inquadratura. Il paraluce, in ogni caso, non è un optional.              

Parlando di qualità d'immagine in senso lato, o per meglio dire di percentuale di buone foto ottenute,
gioca un ruolo importante anche lo stabilizzatore d'immagine, che si è dimostrato sul campo davvero molto efficace come mostrato nelle pagine precedenti. In base a prove empiriche basate sull'analisi degli scatti, siamo portati ad attribuire al Tamron VC 3.5 stop di vantaggio, che è un ottimo risultato. In particolare, migliore di quello di entrambi i prodotti Sigma, a cui siamo portati ad assegnare mezzo stop in meno. Ribadiamo che si tratta di impressioni d'uso e non di misure strumentali, ma nel confronto la pur piccola sensazione di vantaggio del Tamron è stata piuttosto chiara. 

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