Oltre il CMOS: ecco il super-sensore QIS da un miliardo di pixel

Oltre il CMOS: ecco il super-sensore QIS da un miliardo di pixel

di Alessandro Bordin , pubblicato il

“Un sensore in grado di catturare il signolo fotone di luce, con un miliardo di elementi sensibili e dalle dimensioni non dissimili dagli attuali CMOS utilizzati nelle fotocamere. Fantascienza? Sì e no, perché ci sta lavorando proprio il padre della tecnologia CMOS”

Dall'argento al silicio

Tornando in periodi più vicini a noi si è consolidato, per oltre un centinaio di anni, l'utilizzo di macchine fotografiche che sfruttavano come elemento sensibile le pellicole, dalle più rudimentali a quelle più evolute, con forme e rapporti base altezza differenti. Ad accomunarle tutte gli alogenuri d'argento, responsabili in gran parte del fissaggio dell'immagine sulla pellicola stessa.

A rimescolare le carte, o più che altro a ribaltare l'intero tavolo, è arrivata la rivoluzione digitale. Il primo prototipo di macchina fotografica digitale è stato realizzato da Steven J. Sasson (in foto), un giovane ingegnere assunto da Kodak: era l'anno 1975 e consisteva in uno "scatolotto" con obiettivo preso da una vecchia videocamera, sensore CCD Fairchild da 0,01 Mpixel (100x100 pixel), archiviazione su audiocassetta e sistema separato per la visualizzazione attraverso televisore. Un progetto sottovalutato e scartato da Kodak, che capirà troppo tardi di aver commesso un grave errore.

Infatti è ben oltre gli anni 2000 che la fotografia digitale è diventata davvero di massa, a disposizione anche (e soprattutto, in termini di immagini prodotte) dei possessori di smartphone. Attualmente sono miliardi i sensori in circolazione su altrettanti apparecchi in grado di scattare fotografie, realizzati con tecnologia CMOS. Uno dei padri e degli sviluppatori di questa tecnologia è Eric Fossum, fisico e ingegnere statunitense, nonché docente presso la Thayer School of Engineering di Dartmouth, New Hampshire.

La corsa ai megapixel e alla qualità sempre più elevata è semplice evoluzione tecnologica (i CMOS inizialmente erano sensori economici e producevano immagini di bassa qualità rispetto ai CCD), ma la tecnologia alla base del tutto è in gran parte merito suo. Ecco perché, quando Eric Fossom parla, il mondo che ruota intorno alla tecnologia legata all'immagine si ferma e ascolta con molta attenzione.

E quello che ha detto in questi giorni suona come rivoluzionario.

Insieme al dottorando Jiaju Ma, Mr. Fossum ha affermato di essere al lavoro sul dopo-CMOS, per la precisione su un nuovo sensore QIS, acronimo di Quanta Image Sensor. A mettere fermento nel settore è quel miliardo di pixel che Fossum promette, a parità di dimensioni con un normale sensore CMOS, ma soprattutto una sensibilità alla luce senza precedenti, tale da poter registrare il singolo fotone.

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