Leica M Monochrom Typ 246, bianconero atto secondo

Leica M Monochrom Typ 246, bianconero atto secondo

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Leica rinnova la sua Monochrom, aggiornando la precedente versione basata sul sensore CCD della M9 all'attuale sensore CMOS delle M e M-P Typ 240. ”

Corpo macchina

Le Leica M, e la Monochrom non fa eccezione, sono fotocamere a telemetro (M sta per Messsucher, la parola tedesca che identifica un mirino dotato di telemetro). Prive di specchio e pentaprisma, al pari delle moderne mirrorless, risultano compatte e caratterizzate da un ridotto tiraggio (distanza tra flangia obiettivo e piano d'immagine); questo consente di progettare anche ottiche di dimensioni contenute, così, nonostante il formato 35mm del sensore, l'intero sistema risulta estremamente discreto.

Il corpo macchina misura solo (circa) 139x80x42mm, ma non è leggerissimo: interamente in metallo, più precisamente lega di magnesio pressofuso con calotta superiore e fondello in ottone, ferma l'ago della bilancia a 680g, batteria inclusa. Aggiungendo un obiettivo come il Summilux-M 1:1,4/50mm ASPH, 335g, il peso complessivo si aggira nell'intorno del chilogrammo.

Il risvolto positivo è una robustezza invidiabile, che ha sempre contraddistinto le Leica M diventando nel corso degli anni quasi leggendaria, e su cui il costruttore continua a puntare. Ad esempio, oggi un punto debole di un corpo macchina digitale potrebbe essere senza dubbio il display, ma Leica sostiene che il suo vetro zaffiro sia a prova di graffi e "praticamente indistruttibile".  
Purtroppo, però, il corpo macchina non è realmente tropicalizzato, e manca una guarnizione all'interfaccia baionetta/obiettivo che preserverebbe il sensore da polvere e umidità.

La struttura, da cui scende il modo d'uso, è rimasta sostanzialmente invariata fin dalla M3 (1954) ed è volutamente essenziale. La filosofia Leica è infatti quella di offrire al fotografo solo ciò che è davvero indispensabile, nonché uno strumento che ponga meno "barriere" possibili tra fotografo e soggetto.

Ciò nonostante, le novità in questo modello non mancano, soprattutto secondo gli standard Leica. Per iniziare, la parte frontale mostra un nuovo pulsante che si aggiunge a quello di sblocco obiettivo, deputato soprattutto alla messa a fuoco Live View. Ebbene si, grazie al sensore CMOS anche la Monochrom beneficia ora di questa funzione, così il pulsante frontale serve ad attivare l'ingrandimento del punto centrale (5x o 10x) e, a seconda delle impostazioni, eventualmente il focus peaking.

Se non si opta per la compensazione diretta di esposizione, questo pulsante serve anche (in combinazione con la ghiera posteriore) ad attivare la compensazione esposimetrica. Purtroppo, nonostante l'ausilio alla messa a fuoco possa essere anche automatico, attivato dalla rotazione della ghiera di messa a fuoco, e la compensazione tramite pulsante sia talmente scomoda da obbligare di fatto alla compensazione diretta, la funzione di questo pulsante non può essere personalizzata.

Sul lato opposto del frontale troviamo il selettore del campo di inquadratura, altra novità recente del mondo Leica. In pratica, ruotando questa levetta vengono mostrate all'interno del mirino le cornici luminose per le lunghezze focali 35/135mm, 50/75mm e 28/90mm. In questo modo, quale che sia l'obiettivo montato, è possibile verificare il campo inquadrato che si avrebbe con un'altra focale prima di sostituire effettivamente l'obiettivo - una novità questa che riporta in effetti alla tradizione, temporaneamente abbandonata con l'introduzione delle cornici elettroniche della M Typ 240.

Una grossa novità si trova anche nella parte superiore: è il pulsante "M", che avvia la ripresa video - altra cortesia del nuovo sensore. Seguono pulsante di scatto con ghiera di accensione e selezione avanzamento concentrica (Off - Scatto singolo - Scatto continuo - Autoscatto) e l'immancabile ghiera dei tempi. La slitta a contatto caldo è ora completata da un connettore per l'utilizzo del mirino elettronico Visoflex.

Il dorso è cambiato rispetto alla prima Monochrom, ed è ora più simile a quello delle M Typ 240. Forma dei pulsanti a parte, che sono passati dalla forma circolare a quella rettangolare, ora sul dorso si trova un classico PAD con pulsante centrale e la ghiera concentrica del precedente modello si è spostata in prossimità dell'appoggio per il pollice. Inoltre, il display è cresciuto in dimensioni e risoluzione ed è ora un 3" da 921.600 punti.

Memory card (SD) e vano batteria sono entrambi protetti dal fondello. Rimuoverlo è un'operazione veloce, ma che non è possibile fare con la macchina poggiata su un cavalletto. La batteria è una generosa 1800 mAh; Leica non ne dichiara la durata ma,  in base alla nostra esperienza, una carica garantisce mediamente circa 800 scatti.  Di fatto, l'autonomia non è mai un problema, anche perché la fotocamera incoraggia per sua natura uno scatto meditato e riflessivo piuttosto che uno scatto "a raffica".

BenQ Monitor