Fujifilm X-T10: compatta e abbordabile, ma di alto livello

Fujifilm X-T10: compatta e abbordabile, ma di alto livello

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“La X-T10 è l'ultima nata tra le mirrorless Fujifilm. Rinuncia alla tropicalizzazione, e sacrifica un poco durata della raffica e mirino, per offrire un prezzo decisamente più contenuto rispetto alla sorella maggiore X-T1. ”

Corpo macchina

La X-T10 è ispirata alla sorella maggiore X-T1 e, come lei, presenta due tratti distintivi: il mirino elettronico centrale, simile a quello di una reflex (mentre il mirino laterale di altre mirrorless Fujifilm si rifà alle fotocamere a telemetro) e l'abbondanza di comandi fisici.

L'approccio più semplificato della X-T10 rispetto alla X-T1 è sintetizzato dalla ghiere a singola funzione. La ghiera di sinistra, che nella X-T1 regolava avanzamento e sensibilità ISO (con quest'ultima che era in effetti la funzione primaria), qui regola solo la modalità di avanzamento, nella solita accezione Fujifilm per cui, oltre a impostare scatto singolo o continuo, veloce o lento, bracketing e scatto multiplo, è possibile anche accedere immediatamente alle modalità di scatto avanzate (filtri creativi) e panorama.


A destra del mirino, la ghiera dei tempi ha solo questa funzione, mentre nella X-T1 una ghiera secondaria consentiva di impostare la modalità di lettura esposimetrica. A indicare ancora meglio il diverso indirizzo di questo corpo macchina, una piccola leva a lato della ghiera dei tempi consente di attivare istantaneamente una modalità di scatto full-auto. Non manca, ancora più a destra, la ghiera di compensazione esposimetrica.

Il dorso si apre con i due pulsanti Cestino e Play a sinistra del mirino, seguiti dal pulsante per la scelta della modalità mirino e da due pulsanti per blocco esposimetrico e AF, separati da una delle due ghiere di comando (l'altra si trova nella parte anteriore del corpo macchina, con il selettore della modalità AF).


La parte inferiore del dorso, classica, include il pulsante Quick menu, che come sempre richiama il menu di impostazione rapida, il solito PAD a 4 pulsanti con pulsante centrale, un pulsante Disp che controlla le informazioni mostrate a schermo e un pulsante personalizzabile Fn.

Il display da 3", basculante, offre una risoluzione leggermente inferiore a quella della X-T1 (920.000 punti contro 1.040.000), ma sinceramente non si nota la differenza. Una certa differenza la si nota, invece, nel mirino, anch'esso ridimensionato rispetto alla X-T1.

In particolare, la risoluzione è la stessa (2.36 milioni di punti) ma l'area utile è inferiore, 0,39" contro 0,5"; di conseguenza, l'ingrandimento è inferiore (0.62x contro 0.77x) e anche l'eye point, cioè la distanza utile di osservazione, è inferiore (da 23 a 17.5mm). In pratica, se il mirino della X-T1 è equivalente a quello di una reflex Full Frame professionale, quello della X-T10 somiglia più a quello di una tipica reflex APS-C.


A differenza della X-T1, la X-T10 integra un piccolo flash NG 5. Le connessioni di I/O prevedono micro USB 2.0 e mini HDMI tipo D, oltre a un jack da 2.5mm che funge da ingresso microfono e comando di scatto remoto. Manca qui una porta PC sync per la gestione di flash esterni, mentre non manca la connessione Wi-Fi.

La batteria al litio NP-W126 ha un'autonomia di 350 scatti secondo lo standard CIPA, che però possono ridursi se nel menu di gestione si attiva la funzione "Prestazioni elevate", che riduce i tempi di accensione e messa a fuoco (OFF corrisponderà, in questo caso, a uno stato di SLEEP). Come per la maggioranza delle mirrorless attuali, quindi, anche per la X-T10 è consigliabile dotarsi di una batteria di riserva.

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