Canon EOS M3, mirrorless atto secondo

Canon EOS M3, mirrorless atto secondo

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Canon aggiorna (sostanzialmente) la sua mirrorless. Ora è più efficace, veloce nella messa a fuoco ed economica, ma soffre ancora di un parco ottiche limitato. ”

Il corpo macchina

Canon ha corretto sensibilmente il tiro anche per quanto riguarda l'aspetto e le funzionalità del corpo macchina. La prima M era di fatto priva di ghiere di controllo; presente solo una piccola ghiera concentrica al pulsante di scatto per la selezione del programma di scatto (opzioni disponibili: Auto+, Auto, e Filmato ...), la ghiera posteriore verticale che fungeva da PAD, e un touchscreen - vero protagonista - a sostituire gran parte dei comandi fisici.

Indicativo il fatto che i programmi PASM erano sì disponibili, ma non immediatamente accessibili! Potevano in effetti essere selezionati solo tramite touchscreen, dopo aver selezionato il programma Auto.


La M3 ha, fortunatamente a nostro avviso, un approccio più tradizionale, che prevede la classica ghiera dei programmi, una ghiera di compensazione esposimetrica, una ghiera di comando principale concentrica al pulsante di scatto e una seconda ghiera posteriore, che come sempre funge anche da PAD direzionale.

L'impugnatura è più pronunciata (o, per meglio dire, ora è presente una vera e propria impugnatura) e anche l'ergonomia risulta, nel complesso, più convenzionale, sebbene le dimensioni siano rimaste molto contenute (111x68x44mm) ed esteticamente la fotocamera somigli più a una recente compatta PowerShot G che a una reflex.


A differenza del primo modello, la M3 integra un flash pop-up nella parte superiore sinistra (NG 5).
Altra grande differenza con il primo modello è il display posteriore che, fisso nella M, è ora basculante. Si tratta di un 3 pollici Clear View II da 1.040.000 punti (lo stesso della EOS 750D), sempre ovviamente touchscreen. Può essere inclinato da -45° a +180° e, grazie a un peculiare meccanismo scorrevole, quando è inclinato a 180° sporge dal corpo macchina quanto basta per un'auto-inquadratura.

Purtroppo, il display posteriore continua a essere l'unico strumento di composizione offerto. A chi ama i mirini, consigliamo di valutare subito l'acquisto in un apposito kit comprendente 18-55mm e mirino elettronico EVF-DC1, proposto a circa 885 Euro - acquistare separatamente il mirino sarebbe (al momento in cui scriviamo) decisamente sconveniente.


Seguendo il recente trend EOS, la M3 è dotata di Wi-Fi con supporto NFC.

Le memory card sono come di consueto SD, con compatibilità assicurata fino allo standard UHS-I, mentre le interfacce "via cavo" prevedono mini USB, uscita HDMI tipo C, ingresso jack 3.5mm per microfono esterno.

La batteria LP-E17, che sulla EOS 750D garantisce almeno 400 scatti, qui ne assicura solo 250; un piccolo passo avanti rispetto alla EOS M, ma ancora insufficiente.

Obiettivi


Profilo della EOS M3 con pancake 22mm (a sinistra) e con zoom standard 18-55mm (a destra).

La EOS M3 utilizza la baionetta specifica EF-M M-Mount Canon EF, per la quale sono disponibili oggi gli zoom EF-M 11-22mm f/4-5.6 IS STM, EF-M 18-55mm f/3.5-5.6 IS STM, EF-M 55-200mm f/4.5-6.3 IS STM, e infine il pancake EF-M 22mm f/2 STM. Un corredo che non si può definire né ampio né qualitativamente eccellente, data la mancanza di prime luminosi, ma soprattutto un corredo che si è espanso pochissimo dal suo debutto (il 18-55mm e il 22mm sono stati presentati contemporaneamente al corpo macchina EOS M). Questo ponte indubbiamente qualche interrogativo sulla volontà, da parte di Canon, di supportare attivamente questo sistema.
Il fattore di moltiplicazione, come per altre APS-C del marchio, è pari a 1,6x.

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