Fujifilm X30: alla prova la compatta professionale

Fujifilm X30: alla prova la compatta professionale

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Luminosa ottica non intercambiabile unita a un corpo da mirrorless di fascia alta. Questa, in sintesi, la Fujifilm X30, "compatta" sui generis di terza generazione di casa Fuji. ”

Qualità d'immagine

La buona ottica e l'assenza del filtro ottico passa-basso portano la Fujifilm X30 a esibire una nitidezza e un livello di dettaglio superiore a quanto i soli 12 Mpixel di risoluzione lascerebbero intendere.

Il massimo delle prestazioni quest'ottica le offre a f/2.8, apertura alla quale la X30 fa registrare, al centro, circa 2300 LW/PH. Ancora a f/8, comunque, nello stesso punto si contano quasi 2200 LW/PH, punteggio pienamente confermato dall'analisi visiva dei target.

Il degrado qualitativo ai bordi del fotogramma è particolarmente ridotto, sia per l'ottima "tenuta" in termini di dettaglio sia per comparsa davvero minima di aberrazioni cromatiche (0,329 agli angoli per il RAW non corretto - di fatto invisibile a occhio nudo).
La bontà del risultato è sottolineata da un confronto "improprio" con la Sony A7S che, col suo sensore sempre da 12 Mpixel, anche se in formato 35mm, testata con una buona ottica come lo Zeiss Sonnar FE 1.8/55, ha fatto registrare punteggi di risoluzione massima del tutto analoghi.

Purtroppo per Fujifilm, esistono oggi compatte ancora più performanti. Restando in casa Sony, il sensore da 1" e 20 Mpixel di risoluzione utilizzato da RX100 III e Canon G7 X consente a entrambe queste rivali di fare meglio, anche se il modello Canon perde di più ai bordi dell'immagine.


RAW, 200 ISO.

Molto valido il JPEG in-camera, che già con le impostazioni predefinite mostra un ottimo equilibrio e che, come su ogni Fujifilm, può essere facilmente e ampiamente personalizzato attraverso il Quick menu (immediatamente raggiungibili i controlli tonali per alte luci e ombre, nonché i controlli di saturazione e nitidezza); se utilizzati proficuamente, questi controlli consentono di ottenere dei JPEG in-camera non solo di ottima qualità, ma anche aderente allo stile del fotografo.


RAW, 3200 ISO.

Non essendo disponibile il formato RAW a 6400 ISO ci è stato impossibile misurare il rumore ad alta sensibilità, ma i risultati sui JPEG mostrano un quadro ampiamente atteso: leggermente peggio delle compatte-rivali con sensore da 1 pollice. In pratica, il dettaglio si mantiene su ottimi livelli fino a 800 ISO, dove si osserva un primo degrado qualitativo ma di entità non drammatica.

A partire da 1600 ISO, la "grana" si fa più evidente e come sempre, che si scelga di lasciala emergere o di ridurla al massimo grazie ai filtri di de-noise, pulizia o nitidezza ne risentiranno, compromettendo un po' la qualità d'immagine.
Buono infine il comportamento cromatico: errori contenuti su esposizione e bilanciamento del bianco portano a una buona accuratezza generale.

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