Fujifilm X-A2, ecco la nuova mirrorless X entry-level

Fujifilm X-A2, ecco la nuova mirrorless X entry-level

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Fujifilm rinnova la sua mirrorless entry-level con la X-A2. Schermo orientabile, nuovo obiettivo, nuove funzioni elettroniche e più autonomia, ma il sensore non è un X-Trans. ”

Qualità d'immagine

Abbiamo testato la X-A2 con l'XF35mmF1.4 R e con i due zoom standard 'XF18-55mmF2.8-4 R LM OIS e XC16-50F3.5-5.6 OIS II, con il duplice scopo di confrontare il sensore della X-A2 con quello di pari risoluzione, ma X-Trans, della X-T1, e di confrontare il nuovo zoom con un analogo prodotto di riconosciuta qualità e sensibilmente più costoso.

Il confronto con la X-T1, già mostrato nelle pagina Dettagli tecnici, evidenzia che, a livello di puro dettaglio, il sensore classico della X-A2 è inferiore ma non molto distante da quello X-Trans della X-T1. In particolare, al centro del fotogramma assicura punteggi superiori alla media delle mirrorless, eguagliati dalla sola Olympus E-M1 da noi testata con ottica M-Zuiko PRO. La presenza del filtro ottico passa basso è però evidente in termini di nitidezza, pertanto la differenza visiva tra i due modelli è superiore a quanto raccontano i numeri (2939 LW/PH per la X-A2 contro 3053 LW/PH per la X-T1).


Confronto tra RAW (in alto) e JPEG in-camera ottenuto con impostazioni standard (in basso).

Più in generale, la X-A2 assicura un ottimo RAW, ricco di dettaglio, dall'esposizione pressoché perfetta e con ridotti errori cromatici una volta ottimizzato il bilanciamento del bianco. Il JPEG viene invece trattato, a nostro avviso, in modo troppo "aggressivo", tanto da arrivare in alcuni casi a un oversharpening nientemeno che del 51% con le impostazioni standard. Forse lo scopo è dare alle immagini lo stesso "look&feel" di quelle prodotte dai sensori X-Trans, e in effetti i JPEG risultano indubbiamente di grande impatto, ma a volte un po' artificiali. Per fortuna, uno dei pregi delle Fujifilm X è proprio quello di consentire una facile ed efficace personalizzazione dei parametri di sviluppo in-camera, pertanto anche i puristi riusciranno ad ottenere facilmente ciò che desiderano. La saturazione non è mai eccessiva (+16.70%), e gli errori cromatici crescono di poco rispetto al RAW, principalmente proprio a causa della leggera sovra-saturazione.


RAW, 200 ISO.


RAW, 400 ISO.


RAW, 800 ISO.


RAW, 1600 ISO.


RAW, 3200 ISO.


RAW, 6400 ISO.

Il rumore ad alti ISO è leggermente superiore a quello delle altre Fujifilm con sensore da 16 Mpixel, ma non di molto, pertanto il giudizio sulle immagini non cambia sostanzialmente: fino a 1600 ISO compresi, l'impatto qualitativo è davvero minimo. A 3200 ISO il rumore si fa più evidente, ma tanto il JPEG standard quanto il RAW senza filtri de-noise mantengono pressoché intatto il livello di dettaglio originale. A 6400 ISO, infine, le sorti dei due formati si separano: per il RAW il degrado è ancora relativamente contenuto, seppure con una "grana" chiaramente visibile; il JPEG risulta invece più "impastato" a causa dell'intervento invasivo dei filtri de-noise, e per questo meno soddisfacente.


JPEG, 6400 ISO.

Sorprende positivamente, infine, il confronto tra il l'XF18-55mm e l'XC16-50mm. Apertura massima e qualità costruttiva non sono ovviamente le stesse, e lo si percepisce al primo tocco, ma ci saremmo aspettati anche una certa differenza in termini qualitativi che invece, alla prova dei fatti, si è dimostrata contenuta. La nitidezza al centro è infatti praticamente identica, e ai bordi l'XC perde poco di più rispetto all'XF (2256 LW/PH contro 1998 LW/PH). L'aberrazione cromatica, trascurabile per entrambi al centro del fotogramma, nel caso dell'XF rimane sotto la soglia di visibilità anche ai bordi, nel caso dell'XC arriva appena sopra (0,67 pixel @ 35mm, con 0,5 che può essere considerato il minimo visibile). Il JPEG corregge comunque efficacemente l'errore.
La differenza tra i due insomma esiste, ma considerato il prezzo dimezzato dell'XC, riteniamo tale differenza è più che accettabile.           

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