Sigma 50mm f/1.4 DG HSM Art, molto più che normale

Sigma 50mm f/1.4 DG HSM Art, molto più che normale

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Sigma ha prodotto, con il 50mm f/1.4 DG HSM Art, un Normale "next gen": dimensioni superiori rispetto ai 50mm tradizionali, ma anche una qualità ottica inarrivabile per questi ultimi. Ideale per sfruttare al massimo la propria reflex di fascia alta, e decisamente più funzionale ed economico dell'unico vero rivale - lo Zeiss Otus. ”

I rivali Canon: EF 50mm f/1.2L USM & Co

Il Canon EF 50mm f/1.2L USM è stato introdotto nel 2006 per soddisfare l'esigenza di un 50mm di elevata qualità che, in casa Canon, mancava dal 2000 - cioè da quando era stato posto fuori produzione il veneratissimo ma anche costosissimo 50mm f/1.0L USM (che oggi è diventato un oggetto di culto/collezione e si può acquistare usato a partire da 4000 Euro, più del suo prezzo di listino originale). Si tratta naturalmente di un obiettivo Full Frame (EF), che su APS-C equivale a 80mm.

Lo schema ottico, semplificato rispetto al Sigma, prevede 8 elementi in 6 gruppi.
Misura 85.8x65.5mm (DxL) e pesa 590g. Non avremmo mai immaginato di dirlo di questo obiettivo ma, considerati i 50mm di nuova generazione, si può ormai considerare compatto. Il diametro filtri è comunque piuttosto elevato: 72mm.

Utilizza un motore di messa a fuoco USM ad anello, che consente la correzione manuale del punto di messa a fuoco in qualunque momento. La messa a fuoco è piuttosto silenziosa, ma non quanto il Sigma, che è praticamente inavvertibile, e non altrettanto rapida. La causa è da ricercare nello schema front-focus, che movimenta il pesante gruppo ottico anteriore. La lente frontale si sposta durante la messa a fuoco, ma i filtri (ecco la ragione del diametro elevato) sono avvitati al barilotto esterno, quindi la praticità d'uso non ne risente.


La gamma di 50mm Canon. Da sinistra: EF 50mm f/1.8 II, EF 50mm f/1.4 USM e EF 50mm f/1.2L USM.

In termini numerici, la messa a fuoco di soggetti a 1 metro, con partenza agli estremi della corsa, richiede circa 6 decimi di secondo nel migliore dei casi, 8 decimi nel peggiore. Non si tratta di cattivi risultati in assoluto per un 50mm ma, come detto a proposito del rivale, il Sigma svolge le stesse operazioni in poco più della metà del tempo.

La minima distanza di messa a fuoco è pari a 45cm, per un ingrandimento massimo 0,15x. Il diaframma è a 8 lamelle e si chiude fino a f/16. Niente stabilizzatore, ma l'obiettivo è tropicalizzato e adotta la guarnizione anti-polvere posteriore per proteggere il corpo macchina dall'ingresso di polvere. Viene fornito con paraluce e custodia morbida di trasporto.

Il corpo, costruito interamente in metallo, appare robusto e ben rifinito, come da tradizione per i Canon Serie L. La ghiera di messa a fuoco è fluida e precisa, ma presenta comunque un minimo "gioco" quando si inverte la corsa che il Sigma non mostra. La corsa è pari a circa 135°, un valore a nostro avviso ottimale, così come la resistenza alla rotazione.

Come nel caso del Sigma, sul barilotto si trovano solo la scala delle distanze di messa a fuoco, scorrevole e protetta da una finestra trasparente, e il selettore AF/MF.

La messa a fuoco è consistente e ovviamente non si osserva alcun problema con qualsiasi corpo macchina EOS.
Anche per il 50mm Canon è stato necessario procedere a una taratura della messa a fuoco per ottenere il massimo della precisione, seppur di minore entità: -5 sul corpo macchina in nostro possesso, equivalente a meno di 1 centimetro di errore (back focus).
Questo piccolo successo, peraltro dipendente dallo specifico esemplare, e la corsa più ampia della ghiera di messa a fuoco non bastano però a Canon per colmare il divario. Il Sigma si dimostra funzionalmente superiore in tutto.


L'Otus 1.4/55mm. Zeiss lo ha definito "il miglior obiettivo standard del mondo". È certamente il più costoso.

Le altre opzioni Canon sono, naturalmente, di livello inferiore. Il che non significa che siano da scartare a priori, ma solamente che, a maggior ragione, non possono impensierire questo Sigma a livello costruttivo e funzionale.

Il 50mm f/1.4 USM è il classico Canon EF: qualità costruttiva dignitosissima, ma non impeccabile - precisione e  fluidità delle ghiere (in questo caso della sola ghiera di messa a fuoco) lasciano un po' a desiderare. È più veloce e silenzioso del 50mm f/1.8 II, ma il motore micro-USM non equivale all'USM ad anello della versione L.

Ancora un gradino più in basso si trova l'EF 50mm f/1.8 II. La qualità costruttiva del suo corpo interamente in plastica (flangia compresa) non è nemmeno paragonabile al Sigma ART o al Canon Serie L. La piccola ghiera di messa a fuoco ha gioco elevato e corsa ridotta (circa 80°), ragion per cui mettere a fuoco con precisione in modalità manuale è una sfida. Manca la scala delle distanze di messa a fuoco, e il sistema autofocus basato su micro-motore è più lento rispetto al 50mm f/1.2L e molto più rumoroso. A differenza degli altri due 50mm Canon, inoltre, integra un diaframma a sole 5 lamelle.

All'estremo opposto della scala qualitativa, lo Zeiss Otus 1.4/55mm è un punto di riferimento per materiali e precisione meccanica. Il Sigma Art è però molto vicino, e non impone di rinunciare al sistema autofocus - si tenga presente, a proposito, che ottenere il particolare desiderato perfettamente nitido a f/1.4 richiede una certa manualità, e che uno schermo di messa a fuoco appropriato (ad esempio a microprismi) è vivamente consigliato.

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