Panasonic Lumix GF7, compatta con stile

Panasonic Lumix GF7, compatta con stile

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Piccola, leggera ed economica, la nuova Lumix GF7 assicura la stessa qualità fotografica dei modelli superiori. Le ridotte dimensioni hanno però un effetto negativo su autonomia di scatto ed ergonomia. ”

Impressioni d'uso

La Lumix GF7 adotta e suggerisce all'utente un approccio semplificato, concettualmente molto simile a quello di una tipica compatta. Offre naturalmente i programmi di scatto PASM, affiancati però sulla ghiera dei programmi da tre programmi predefiniti per Ritratto, Paesaggio e Sport/Azione, seguiti da una modalità Scene completa con 20 alternative tra cui scegliere (tutte corredate da esempi visivi), da una modalità Panorama ben implementata e dalla modalità Controllo creativo, evoluzione dei filtri artistici che consente di ottenere effetti speciali senza particolari nozioni di fotografia.

L'elenco dei filtri disponibili è lungo (22 in tutto); ci limitiamo a citare i più significativi, come il Cross-processing, il Bleach bypass e il recente Bagliore, tutti effetti molto "alla moda" ma che, in assenza di automatismi o strumenti specifici, richiedono una notevole perizia per essere ottenuti in post-produzione. Chi fosse interessato, potrà trovare un'immagine di esempio per ciascun filtro in questa galleria.


In caso di "emergenza", è poi sempre disponibile e ben in evidenza - quasi si trattasse di un salvagente - il pulsante iA, che trasforma la fotocamera in una punta-e-scatta sollevando il fotografo da ogni responsabilità.

Evidentemente, con una sola ghiera di comando posteriore, ottenere il pieno controllo creativo sull'immagine risulta più laborioso - non è per lavorare in M che questa macchina è stata progettata.

Molto ricco e completo il menu. L'interfaccia soffre però, complessivamente, di alcune pecche già imputate ad altri recenti modelli Panasonic: il menu rapido a doppia riga affolla il display (che sulla GF7 è l'unico strumento di composizione) e può creare confusione. Inoltre, a fronte del solo pulsante funzione personalizzabile "fisico", i 5 "virtuali" a cui si accede dalla parte destra dello schermo touch sono di dimensione estremamente ridotta e per questo poco funzionali. Il nostro consiglio è quello di sfruttare al meglio il pulsante fisico Fn1, ad esempio associandogli la scelta degli ISO, e usare i pulsanti funzione virtuali solo per parametri non direttamente legati allo scatto. 

Imparato a gestire al meglio i pochi controlli disponibili, l'efficacia della GF7 non delude. Ne immaginiamo l'utilizzo soprattutto in un contesto street/reportage e, in questi settori, il kit con il 12-32mm è perfetto: poco ingombrante e poco vistoso, assicura un'eccellente reattività e prestazioni complessive più che adeguate. Il sistema AF aggancia il soggetto sempre con molta sicurezza, oltre che rapidamente. Anche in condizioni di luce davvero precaria (veloce fino a 5 EV, vale a dire già in penombra, più lento ma sicuro nell'agganciare il soggetto fino a -1 EV, fallisce frequentemente a partire da -2 EV).

Passando a caratteriste meno strettamente fotografiche, ma certamente importanti in questo tipo di prodotto, buona l'implementazione del Wi-Fi, che si imposta molto facilmente selezionando dallo smartphone la rete creata ah hoc dalla fotocamera o tramite QR Code (non disponibile per iOS). Una volta attivata la connessione, l'App Panasonic consente il completo controllo della GF7, facilitando ancora di più la cattura di quei "selfie" a cui il costruttore ha voluto dedicare tanta attenzione.

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