Olympus OM-D E-M1: eccola all'opera con il firmware 2.0

Olympus OM-D E-M1: eccola all'opera con il firmware 2.0

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Compatta, evoluta e robusta: ecco la Olympus OM-D E-M1, resa più appetibile che mai dal rilascio del firmware 2.0. ”

Impressioni d'uso

La E-M1 offre un'ampia scelta di programmi di scatto, adatti a qualsiasi tipo di utenza. Si parte dai classici programmi PASM, efficaci grazie anche alla doppia ghiera. In P, A ed S, la ghiera posteriore comanda il parametro libero e la ghiera frontale la compensazione esposimetrica, mentre in manuale le due ghiere controllano, rispettivamente, tempi e diaframmi.

Segue il programma iAuto, che si adatta alla scena inquadrata lasciando però al fotografo la possibilità di intervenire sull'immagine in modo creativo, sebbene semplificato. Anziché di tempi, diaframmi e bilanciamento del bianco, in questo caso si parla di saturazione, di toni caldi e freddi, di luminosità, sfocatura dello sfondo e di effetto movimento. Queste impostazioni si effettuano da un menu a scomparsa sul lato destro del fotogramma, che è comodo "estrarre" e usare col pollice, anche se la scelta del doppio tocco per selezionare mal si adatta alle piccole dimensioni delle aree sensibili - meglio selezionare con singolo tocco e confermare con il pulsante centrale del PAD. Disponibile in questa sede anche una guida elettronica con suggerimenti di scatto per varie situazioni (bambini, fiori ecc).


Confronto tra lettura spot standard a destra (esponendo per il rosso intenso, la parte bianca interna risulta sovraesposta), e l'esposizione Spot Hilight, a sinistra (esposizione corretta per alte luci).

Troviamo poi il programma Art, caratteristico delle Olympus OM-D. I filtri sono 12 in tutto nella versione 1.x del firmware  (Pop art, Soft focus, Colori chiari, Toni leggeri, Grana pellicola, Foro Stenopeico, Diorama, Cross process, Gentle Sepia, Toni drammatici, Key line e Acquerello) mentre con la versione 2.0 si sono aggiunti Vintage and Partial color. Tutti i filtri sono personalizzabili: è infatti sempre possibile regolare l'intensità degli effetti e, in alcuni casi, combinare effetti diversi. Ad esempio, l'effetto Grana pellicola può essere regolato su due livelli di intensità, è possibile aggiungere uin bordo bianco o una cornice e, dato che si tratta di un effetto bianco/nero, è possibile aggiungere un filtro (giallo, arancio, rosso o verde) ed effettuare un viraggio sepia, blu, porpora o verde; se si sceglie un filtro bianco/nero, una piccola guida istantanea mostra l'anteprima dell'effetto su un campione RGB.

Molto interessante la possibilità di effettuare un bracketing sui filtri: un solo scatto salverà tutte le principali varianti d'immagine, occupando tipicamente circa 90 MB (valore indicativo - la compressione JPEG dipende dal tipo di scena inquadrata).
In genere non siamo grandi sostenitori dei filtri creativi, che spesso tendono a omologare le immagini svilendo la creatività del fotografo, ma nelle Olympus questa funzione è particolarmente ben implementata e risulta quindi più un ausilio che un limite alla creatività.

Seguono il programma Scene, con 24 opzioni disponibili, e un programma "Photo Story" che combina più immagini tra loro creando un vero e proprio impaginato (ovviamente personalizzabile), pronto all'uso. Anche in questo caso, la modalità è particolarmente ben implementata e piacevole da utilizzare, e la presenza del dispaly touch rende la selezione immediata e intuitiva.

[HWUVIDEO="1664"]Olympus manda in pensione la post-produzione video?[/HWUVIDEO]

Disponibile, infine, una modalità video, che offre anch'essa tutte le modalità colore e tutti gli Art filter disponibili per le immagini statiche, oltre a a un paio di "effetti speciali" come eco / multi-eco (immagine/i fantasma) e dissolvenza. La potenza di questa soluzione sta nella possibilità di creare foto e filmati con lo stesso "mood", cioè con un linguaggio cromatico coerente tra loro, senza nemmeno un minuto speso in post-produzione.

Tutto questo, e le enormi possibilità di personalizzazione dei comandi di cui abbiamo già parlato, rendono la E-M1 una fotocamera estremamente versatile. La versatilità ha però un rovescio della medaglia nella complessità: la E-M1 richiede tempo prima di essere padroneggiata fino in fondo. Per chi cerca una creatività più immediata e senza fatica, restando in casa Olympus, esistono le PEN.   

Ovviamente una parte essenziale dell'esperienza d'uso di questa macchina coinvolge il mirino elettronico, verso il quale avevamo molte aspettative. In effetti, dobbiamo dire che molte delle aspettative sono state soddisfatte: senza giri di parole, il mirino della E-M1 è, almeno per reattività, il migliore mai provato finora. È anche ampio, il che certo non guasta, ma quello che lo distingue è proprio il ridotto ritardo che si sperimenta nello scatto continuo: in modalità Hi Speed non si ha oscuramento e il ritardo di aggiornamento durante il movimento rapido della fotocamera o del soggetto, pur se visibile, è abbastanza contenuto da non essere un vero ostacolo allo scatto. In modalità Low Speed, si sperimenta un oscuramento del tutto analogo a quello di una reflex di pari cadenza, il che d'altra parte riduce la sensazione di ritardo del display, assicurando un'esperiernza analoga a quella di un mirino ottico. Insomma, il mirino della E-M1 non equivale in tutto e per tutto a un mirini ottico, ma è più vicino che mai.   


Un esempio d'uso della modalità Photo Story con uso combinato di Art Filter. Risultato ottenuto in-camera, senza alcuna elaborazione successiva.

Il sistema AF, già buono e molto reattivo sulla E-M5 (che utilizzava un Af a sola rilevazione di contrasto), è ulteriormente migliorato grazie alla rilevazione di fase, che gli ha donato migliori capacità di inseguimento del soggetto. Delle prestazioni assolute abbiamo detto nelle pagine precedenti, qui vogliamo invece dare la sensazione durante l'uso, che è estremamente positiva. In modalitò AF singolo, ogni soggetto viene agganciato rapidamente e con sicurezza fino a 0,5 EV (luce di assistenza AF disabilitata - 0 EV corrisponde alla coppia 1 sec,  f/1 @ 100 ISO). Tra mirino, velocità del sistema AF e cadenza di scatto, la sensazione è quindi quella di avere tra le mani una macchina estremamente reattiva.

Anche l'inseguimento del soggetto (AF Tracking) è decisamente efficace: quando il soggetto viene agganciato correttamente, la macchina lo insegue bene anche nel caso di movimenti "difficili" come lo zig-zag casuale di un bambino che gioca; ovviamente nessun problema con soggetti più semplici quali un'auto che si muove lungo traiettorie regolari. Non sempre, però, il soggetto viene agganciato correttamente. Testando la E-M1 fianco a fianco alla EOS 1D-X (che dispone di quello che è oggi, probabilmente, il miglior sistema AF disponibile), ci si rende conto di come la reflex sia più sicura nell'agganciare il soggetto, il che si traduce ovviamente in una maggiore pencentuale di scatti riusciti.

Da rivedere, a nostro avviso, gli algoritmi della modalità AF continua, che è molto (troppo) propensa al focus hunting al cambio di inquadratura. In questo caso, il divario con la reflex è ancora piuttosto elevato.


Altro esempio della modalità Photo Story: diversi scatti consecutivi vengono uniti in-camera. Sempre possibile scartare eventali scatti intermedi non soddisfacenti.

Ottimamente implementata, invece, la funzione di messa a fuoco manuale, che prevede ingrandimento e/o focus peaking. Ottima, in particolare, la modalità AF singolo + MF, che unisce il meglio delle due soluzioni consentendo il ritocco manuale della messa a fuoco dopo la veloce messa a fuoco automatica. In definitiva, si può ripetere quanto già detto per il mirino: siamo più vicini che mai a una reflex professionale, tanto che, nella maggioranza dei casi, nemmeno un professionista potrebbe notare la differenza. In alcune circostanze, però, il divario con una buona reflex emerge ancora, e in alcune di queste circostanze la differenza è netta.

Lo stabilizzatore ha confermato tutta sua efficacia, consentendoci di ottenere scatti nitidi a mano libera di soggetti vicini ripresi alla focale di 80mm equivalenti con tempi fino a 1/15 sec. Davvero niente male per delle "quasi macro".

Abbiamo apprezza molto anche il nuovo obiettivo 12-40mm f/2.8 PRO, zoom standard versatile e reattivo che, oltre a esibire buone doti ottiche come vedremo in seguito, appare robusto e ben costruito - ghiere fluide e di ottima "consistenza", scorrimenti precisi ... e il vantaggio della tropicalizzazione. Inoltre, con quest'ottica più che con altre si può apprezzare appieno il divario di ingombri tra il sistema MQT e il 35mm. Questo zoom equivale in effetti agli zoom professionali per reflex ad apertura 2.8 costante (il classico 24-70mm che si trova in molti corredi), ma occupa meno spazio del classico (e tipicamente pessimo) 18-55mm f/3.5-5.6 fornito in kit.
Tirando le somme, Olympus ha saputo prendere un ottimo prodotto come la E-M5, ridurne i difetti ergonomici grazie a un'impugnatura più generosa e a qualche millimetro extra ben distribuito, ed esaltarne i pregi migliorando ulteriormente mirino, reattività complessiva, prestazioni ed efficacia del sistema AF.   

Quanto a efficacia operativa, quindi, la E-M1 è un punto di riferimento tra le mirrorless, a nostro avviso la migliore oggi disponibile. Questo non significa che sia adatta a tutti: come già accennato, l'abbondanza di controlli fisici e di funzioni creative, unita alle amplissime possibilità di personalizzazione, ne fanno uno strumento piuttosto complesso da padroneggiare. Consigliabile per fotografi non alle primissime armi.

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