Fujifilm X-T1, l'evoluzione della Serie X

Fujifilm X-T1, l'evoluzione della Serie X

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Fujifilm crea un'altra pietra miliare con la nuova X-T1. La qualità fotografica è quella, elevatissima, della Serie X. Il mirino elettronico è il più ampio mai visto su una mirrorless. Per chi può fare a meno del mirino ottico, un eccellente soluzione (quasi) a tutto tondo.”

Impressioni d'uso

La X-T1 non è la più compatta delle mirrorless sul mercato (circa 129x90x47mm, 440g) ma il suo corpo macchina è indubbiamente snello, specie se paragonato alle reflex a cui si ispira. Risulta ottimamente bilanciato con ottiche altrettanto compatte come il 18-55mm o il 35mm, con cui, per inciso, l'X-T1 crea un duo fantastico, che fa subito venire voglia di reportage (e per gli appassionati del genere, c'è anche l'XF23mmF1.4 R). Con obiettivi più ingombranti, però, l'insieme risulta sbilanciato: si nota già con il 18-135mm, e la cosa non è certo destinata a migliorare con ottiche più lunghe.

Buona l'impugnatura, non enorme ma sufficientemente sagomata da rendere la presa sulla X-T1 sicura e confortevole anche dopo prolungate sessioni di scatto. Certamente la migliore tra le Fujifilm X.


X-T1 + XF18-135mm - f/5.6, 1/30s, 3200 ISO. JPEG in-camera, impostazioni predefinite. Immagine "pulita" e perfettamente utilizzabile senza bisogno di elaborazioni, nonostante la sensibilità elevata. Buon lavoro dello stabilizzatore, che ha consentito uno scatto ragionevolmente fermo a mano libera con 1/30s.

Il suo modo d'uso, comune nella gamma X, è ormai noto e non serve spendere più di tante parole: sono disponibili i 4 programmi PASM, da impostare sfruttando la posizione Auto (A) sulla ghiera dei tempi e su quella dei diaframmi (un selettore per gli zoom ad apertura variabile); selezionando per entrambe la posizione A si ottiene l'automatismo completo, corrispondente al programma P, mentre impostando una o entrambe le ghiere in una posizione specifica si lavora in priorità di tempi, di diaframmi o in manuale.

Niente Scene predefiniti né programmi di scatto full-auto che prendono il totale controllo della fotocamera, ma questo non significa che la X-T1 non nasconda un'evoluta anima "elettronica" capace di offrire a chi lo desidera importanti aiuti allo scatto o funzionalità creative.

Offre una funzione di scatto multiplo e panoramico ottimamente implementate, una serie di 8 filtri creativi, uno dei quali immediatamente richiamabile tramite la ghiera di avanzamento, la già citata funzione time-lapse, il riconoscimento facciale, un evoluto RAW converter in camera e un'ampia scelta di funzioni bracketing, che può essere fatto oltre che sull'esposizione, su bilanciamento del bianco, gamma dinamica, sensibilità ISO e Simulazione film.    


X-T1 + XF18-135mm - f/5.6, 1/500s, 800 ISO. JPEG in-camera, impostazioni predefinite. La resa dello sfocato del 18-135mm a 110 mm.

Per chi non conoscesse questa funzione, Simulazione film è una raccolta di filtri "alternativi" che affondano le radici nella storia di Fujifilm, proponendosi di riproporre il "mood" di alcune pellicole che hanno fatto la fortuna del marchio: Provia (standard), Velvia (colori vivaci), Astia (morbida), PRO Neg standard e ad elevato contrasto, bianco/nero e bianco/nero con filtri giallo, rosso e verde, e infine il filtro Seppia.

Insomma, le opzioni di scatto creativo non mancano ma, a differenza di molti altri modelli, con la X-T1, come con altre Fujifilm X, si ha sempre la piacevole sensazione di avere il completo controllo sull'immagine.

Per chi vuole personalizzare nel dettaglio il JPEG in camera, poi, che dire delle impostazioni per filtri antirumore, dei controlli tonali separati per alte luci e ombre, dei controlli colore e nitidezza immediatamente accessibili dal quick menu? La X-T1 è davvero una fotocamera al servizio del fotografo - la migliore della serie serie X, a nostro avviso - e questo è anche, a nostro parere, il suo più grande pregio.


X-T1 + XF18-135mm - f/5.6, 1/420s, 200 ISO. JPEG in-camera, impostazioni predefinite. Ottimo controllo delle aberrazioni cromatiche, di fatto impercettibili anche in condizioni difficili come questa.

Ma parlare dell'ergonomia e dell'efficacia sul campo della X-T1 significa, soprattutto, parlare del nuovo mirino. Ebbene su questo fronte le buone notizie non mancano, ma non manca nemmeno qualche nota stonata. In estrema sintesi, questo mirino è uno dei migliori oggi disponibile, ma non è ancora perfetto.

Procediamo con ordine, iniziando col dire che è davvero enorme! La prima impressione, data in parte anche dalla peculiare forma dell'oculare, è quella di avere per le mani una Nikon FX - un complimento non da poco. In realtà, guardando le specifiche, si nota che l'ingrandimento della X-T1 è ancora superiore: 0,77x, contro lo 0,70x tipico delle reflex full-frame tra cui la D800. Davvero eccezionale.

Trattandosi di un mirino elettronico, offre poi tutti i vantaggi tipici di questo tipo di strumento, che Fujifilm ha sfruttato a fondo. Disponibili due modalità di riempimento dello schermo (normal/full), l'orientamento verticale automatico (le informazioni di scatto rimangono orizzontali, quindi più facilmente leggibili) e la modalità Dual che, quando si lavora in manual focus, mostra contemporaneamente l'immagine totale e il particolare ingrandito sul punto AF. Date le dimensioni complessive del mirino, c'è spazio anche per due immagini affiancate!  

La leggibilità dell'OLED da 1024x768 pixel è eccellente e, fino a che si scattano immagini singole, anche sulla sua reattività non si può muovere alcun appunto. Fujifilm ha ragione a chiamarlo "Real Time Viewfinder". Quando si utilizza lo scatto continuo ad alta velocità, però, la faccenda cambia. La visione non è più davvero in tempo reale (lag di 5 ms), ma si sperimenta un lag superiore, di 15-20ms, che risulta facilmente avvertibile. Questo in molti contesti non pregiudica la funzionalità della fotocamera, ma quando si insegue un soggetto in movimento veloce, la penalizzazione rispetto a un mirino ottico è tangibile.

A questo bisogna aggiungere che le capacità di inseguimento del sistema AF sono anch'esse buone, ma non impeccabili. La fotocamera non è così reattiva, anche a causa delle performance non eccelse del 18-135mm (che è comunque migliore del 55-200mm); così nella raffica media, 1/3 delle immagini è leggermente fuori fuoco. In definitiva, ci sentiamo di consigliare senza riserve la X-T1 per il reportage, il paesaggio, lo still-life e altri generi ancora, ma per la fotografia sportiva non è il prodotto ideale.

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