Fujifilm X-T1, l'evoluzione della Serie X

Fujifilm X-T1, l'evoluzione della Serie X

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Fujifilm crea un'altra pietra miliare con la nuova X-T1. La qualità fotografica è quella, elevatissima, della Serie X. Il mirino elettronico è il più ampio mai visto su una mirrorless. Per chi può fare a meno del mirino ottico, un eccellente soluzione (quasi) a tutto tondo.”

Dettagli tecnici e prestazioni

L'aspetto tecnico più rilevante della X-T1, come di tutte le mirrorless Fujifilm, continua a essere il sensore APS-C X-Trans che, grazie al suo pattern RGB "irregolare",  soffre in misura minore dell'effetto moiré e può quindi permettersi di eliminare il filtro ottico passa-basso, garantendo elevata nitidezza e dettaglio pur con una risoluzione relativamente modesta. La X-T1 adotta ovviamente la seconda e (finora) ultima generazione di questo sensore, che conta gli stessi 16,3 Mpixel effettivi del primo modello ma integra un modulo AF a rilevazione di fase.

La commutazione tra l'AF a rilevazione di fase e il classico AF a rilevazione di contrasto (49 aree in una griglia 7x7) è automatica, e viene gestita dalla fotocamera in funzione delle condizioni di scatto.


Fujifilm dichiara che il suo sistema di messa a fuoco è il più veloce al mondo, ed è in grado di agganciare il soggetto in soli 0,08 secondi in presenza di obiettivo XF14mmF2.8 R. Le nostre misure, effettuate con il 18-55mm e con il 35mm, hanno restituito dati leggermente diversi da quanto indicato dal costruttore, ma soprattutto molto diversi tra loro, a evidenziare una normale ma evidente disuniformità prestazionale tra diversi obiettivi XF.

Con il 18-55m, il migliore dei tre a nostra disposizione, abbiamo ottenuto tempi di messa a fuoco tra 0,12 e 0,15 secondi in funzione dell'area selezionata e della corsa di messa a fuoco. Siamo arrivati anche a 0,10 secondi utilizzando il singolo punto centrale con prefocus (cioè con obiettivo già in posizione corretta), il che conferma sostanzialmente i dati di Fujifilm, ma questo non fa della X-T1 la fotocamera più veloce sul mercato. La Panasonic GH4 fa meglio e, pur essendo le prestazioni della X-T1 molto buone in assoluto, in alcune situazioni il divario si avverte.


Utilizzando il 35mm, il meno performante dei tre quanto a velocità, il quadro peggiora drasticamente: per ottenere la messa a fuoco bisogna attendere sempre oltre mezzo secondo, nel caso di messa a fuoco multi area (senza prefocus) si passa da 0,15 a 0,8 secondi, e nei casi peggiori si supera di poco il secondo. In questo caso, la percezione è di un sistema AF molto pigro.

Il 18-135mm si trova in una posizione intermedia tra i due - nemmeno lui si può definire fulmineo. Non l'abbiamo poi avuto a disposizione per questo test, ma lo abbiamo usato in precedenza e possiamo dire, pur senza numeri a supporto, che anche l'XF60mmF2.4 R Macro non da sensazione di velocità fulminea. Nel complesso, dunque, troviamo che la velocità di messa a fuoco del sistema X non sia complessivamente il suo punto di forza. Naturalmente siamo pronti a cambiare opinione qualora il nuovo 50-140mm e il futuro supertele atteso nel 2015 dovessero rivelarsi veloci.  

Buone invece le prestazioni in basse luci: anche senza luce ausiliaria AF, la fotocamera aggancia correttamente e regolarmente il soggetto, con minimi ritardi, fino a 0 EV.


Le diverse modalità operative del mirino. In senso orario: Normal, Full, Verticale e Dual (Digital Split Image).

La X-T1 gestisce poi molto bene la messa a fuoco manuale, grazie alle funzioni Focus Peaking e Digital Split Image, che in alcune modalità del display offre una doppia visione con particolare b/n ingrandito sul punto di messa a fuoco. Ottimo per la macrofotografia.
Il tempo di accensione da noi rilevato è pari a 1,25 sec, ma chi va di fretta faccia attenzione alla pressione anticipata: se si preme il pulsante in anticipo, la fotocamera non scatta.

Tra le tecnologie esclusive di Fujifilm, da citare la LMO (Lens Modulation Optimizer), che ottimizza l'elaborazione dell'immagine in funzione dell'otica utilizzata e delle sue impostazioni, correggendo aberrazioni e ottimizzando la nitidezza in tutti i punti dell'immagine. Questo è uno dei vantaggi del sistema "chiuso" Fujifilm, in cui il costruttore ha pieno controllo su ogni componente. La tecnologia LMO richiede un aggiornamento firmware per gli obiettivi più datati, reperibile a questo indirizzo.

Abbiamo già detto in apertura della tropicalizzazione, ottenuta tramite 80 guarnizioni che consentono alla X-T1 di resistere a polvere, pioggia e di lavorare fino a -10°C. L'impugnatura verticale VG-XT1 è anch'essa tropicalizzata, mentre per quanto riguarda le ottiche, sono tropicalizzate quelle con suffisso WR. Al momento, sono disponibili l'XF18-135mmF3.5-5.6 R OIS WR, l'XF50-140mmF2.8 R OIS WR, ed è atteso a breve l'XF15-55F2.8 R OIS WR.


Fujifilm X-T1 con impugnatura verticale.

Per quanto riguarda le altre caratteristiche tecniche principali, la X-T1 offre una gamma ISO nativa tra 200 e 6400 ISO, con la possibilità di estensione fino a 100-51.200 ISO, il che è notevole per un sensore APS-C, ma in estensione ISO non è purtroppo possibile registrare in formato RAW.

L'esposimetro è a 256 zone, e supporta come sempre le modalità di lettura media, spot e "multi". Il tempo di posa va da 30 sec a 1/4000 sec (1/4 sec - 1/4000 sec in P), con tempo syncro flash di 1/180 sec.  

La cadenza di scatto dichiarata è pari a 8 fps massimi per 47 JPEG consecutivi (CH), oppure 3fps fino a esaurimento scheda. In base ai nostri test, la X-T1 fa persino meglio di così: la cadenza di scatto massima è in effetti leggermente superiore agli 8 fps, raggiungendo gli 8,35-8,5 in funzione del formato selezionato. Il numero massimo di scatti consecutivi da noi rilevato passa da 21-22 in formato RAW+JPEG e RAW ai 38 del formato JPEG, meno di quanto dichiarato ma molti in assoluto.

All'esaurimento del buffer, la cadenza di scatto in RAW o RAW+JPEG crolla a 1,65 e 1,30 fps, rispettivamente, ma in formato JPEG rimane a 5 onorevolissimi fps (almeno se, come nel nostro caso, si utilizza una veloce SD da 95 MB/s).    

La X-T1 consente l'esposizione multipla e il time-lapse con intervallo tra 1 sec e 24 ore, fino a 999 scatti, ed è la prima fotocamera compatibile con il nuovo standard SD UHS-II.

Infine, la X-T1 integra il Wi-Fi e consente un completo controllo remoto da cellulare tramite l'App Fujifilm Camera Remote.

Obiettivi


La X-T1 utilizza l'attacco X-Mount, per il quale sono disponibili ottiche Fujifilm e Zeiss Touit, ormai in buona quantità (una quindicina di pezzi da Fujifilm, tre da Zeiss). Tra le Fujifilm, gli ultimi/imminenti arrivi più interessanti sono il 56mmF1.2 R APD e i due tropicalizzati, vale a dire l'XF50-140mmF2.8 R OIS WR (già disponibile) e l'ormai imminente XF16-55F2.8 R OIS WR. Oltre alla resistenza agli agenti atmosferici, questi due pezzi svolgono il ruolo dei classicissimi zoom "pro" 24-70 e 70-200mm F2.8 dei corredi reflex e rappresentano pertanto un passo significativo nell'espansione della gamma XF.

Da segnalare, in arrivo entro il 2014, anche l'XF90mmF2 R e l'XF16mm F1.4 R.
Zeiss mette a disposizione oggi i Touit 2.8/50mm macro, 1.8/32mm e 2.8/12mm.
Grazie al tiraggio contenuto, sono disponibili per il sistema X-Mount numerosi adattatori, tra cui quello "ufficiale" M-Mount che consente di accedere alle ottiche Leica, Voigtlander, Zeiss e Ricoh costruite per il sistema Leica M.

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