Fujifilm X-T1, l'evoluzione della Serie X

Fujifilm X-T1, l'evoluzione della Serie X

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Fujifilm crea un'altra pietra miliare con la nuova X-T1. La qualità fotografica è quella, elevatissima, della Serie X. Il mirino elettronico è il più ampio mai visto su una mirrorless. Per chi può fare a meno del mirino ottico, un eccellente soluzione (quasi) a tutto tondo.”

Il corpo macchina

La X-T1 si presenta con un corpo macchina zeppo di ghiere che ricorda molto da vicino le reflex meccaniche anni '70. Lungi dall'essere una critica, troviamo che questo approccio sia, per molti aspetti, tutt'ora il più funzionale: tra gli altri, offre il vantaggio di avere sempre sott'occhio tutte le impostazioni essenziali, anche a fotocamera spenta, e di poter fare alcune impostazioni "a tatto", senza nemmeno staccare gli occhi dal mirino.

La X-T1, però, è una moderna mirrorless digitale; replicare la modalità operativa di una reflex meccanica porta ad alcune piccole incongruenze che possono infastidire. Un primo esempio è dato dalla ghiera della sensibilità ISO, che si trova a sinistra del mirino e mette a disposizione tutte le sensibilità native (200-6400 ISO) oltre alle sensibilità in estensione L (100 ISO), H1 e H2. La X-T1, però, arriva a 51.200 ISO in estensione, quindi bisogna scegliere all'interno del menu se H1 e H2 devono corrispondere, ad esempio, a 12.800 ISO e 25.600 ISO oppure a 25.600 ISO e 51.200 ISO; in ogni caso, un valore di sensibilità rimarrà escluso.


Un secondo esempio, più sostanziale, è dato dalla ghiera dei diaframmi, che si trova sul corpo dell'obiettivo. Eccellente se l'obiettivo è a focale fissa come il 35mm, laddove la ghiera dei diaframmi può essere meccanica - finecorsa "fisico" alla massima e minima apertura, click a sottolineare il movimento di 1/3 di stop ... fantastico. Ma in presenza di obiettivi ad apertura variabile? Beh, in questo caso la ghiera dei diaframmi diventa elettronica, e non ricorda più tanto le reflex meccaniche. Questo senza contare che nel corredo Fujifilm esistono anche obiettivi privi di ghiera dei diaframmi. L'esperienza d'uso risulta quindi a volte incoerente.

Spostandosi verso destra si trova il mirino elettronico, vanto di questo modello. Eccezionalmente ampio per una mirrorless (è, in effetti, il più grande oggi disponibile sul mercato), offre regolazione diottrica e la sua funzione può essere gestita in modo efficace tramite il vicino pulsante Viewfinder. Sopra il mirino troviamo la slitta a contatto caldo, quindi, spostandosi ancora verso destra, si trova la ghiera dei tempi con valori tra 1/4000 e 1 sec oltre alle pose T (per la selezione di un tempo da 2 a 30 sec) e B.


Seguono il pulsante di scatto, con leva di accensione concentrica, la ghiera di compensazione esposimetrica da ±3 EV, e due pulsanti che ci ricordano di essere di fronte a una digitale: il pulsante Fn personalizzabile e il pulsante di registrazione video.

Le due ghiere principali, vale a dire tempi e ISO, oltre a essere dotate di blocco anti-rotazione accidentale sono, in effetti, doppie ghiere. Sotto alla ghiera ISO si trova una ghiera concentrica che imposta l'avanzamento (bracketing, scatto continuo Hi e Lo, scatto singolo, esposizione multipla, filtro avanzato, che richiama velocemente uno tra la decina degli effetti disponibili, e infine panorama).

Sotto la ghiera dei tempi, si trova invece una ghiera per la selezione della modalità di lettura esposimetrica.
Entrambe queste ghiere "secondarie" non sono dotate di blocco e possono facilmente essere ruotate accidentalmente quando si utilizza la ghiera soprastante. Questo non è un grosso problema per quanto riguarda l'avanzamento, dato che nel caso ci si accorge subito dell'errore, ma ci è capitato di passare inavvertitamente alla lettura spot e di renderci conto dell'errore solo dopo diversi scatti.


Il dorso si apre con una serie di controlli nella parte alta. A sinistra del mirino, i due pulsanti Cestino e Play per la revisione delle immagini scattate, poi un pulsante di blocco esposimetrico, una delle due ghiere di comando (l'altra si trova nella parte anteriore, a ridosso del pulsante di scatto), e il pulsante blocco AF.

Più in basso, a destra del display da 3 pollici orientabile (1.04 milioni di punti), troviamo i due pulsanti Focus assist, che ingrandisce l'area AF, e Quick menu, che come sempre da accesso al menu di impostazione rapida. Chiudono il classico PAD a 4 pulsanti con pulsante centrale, che consente di navigare tra i menu e offre scorciatoie per l'accesso diretto ad alcune funzioni fotografiche a scelta dell'utente, e un ultimo pulsante Disp che controlla le informazioni mostrate a schermo.

Non è finita! La parte frontale ospita altri controlli: oltre alla già citata prima ghiera di comando, troviamo un ulteriore pulsante funzione personalizzabile e il selettore delle modalità AF (Singola, continua, manuale), e la presa syncro flash.
A proposito, la fotocamera non integra un flash, ma ne viene fornito uno esterno, estremamente compatto, Numero Guida 8.    


Le connessioni I/O si trovano a sinistra (mini HDMI, micro USB e presa microfono jack 2,5mm), mentre a destra si trova il vano per memory card SD e sul fondo il vano batteria separato. Questa ha una durata dichiarata di 350 scatti senza flash, che è nella media delle mirrorless, ma se nel menu Gestione energia si attiva la funzione "Prestazioni elevate", che riduce i tempi di accensione, anche la durata della batteria sarà ridotta perché in questo caso l'OFF corrisponderà in effetti a uno stato di SLEEP, con consumo di batteria. Se si desidera lasciare attiva questa funzione, ed è consigliabile perché velocizza anche la messa a fuoco, l'autonomia può essere un fattore limitante e consigliamo, nel caso, di dotarsi di una seconda batteria di riserva.

La funzionalità del corpo macchina è complessivamente molto buona, ma non mancano particolari irritanti.
Si apprezzano la buona impugnatura, la presenza e disposizione dei pulsanti con funzione fotografica predefinita, che offrono tutto e solo il necessario, l'elevata personalizzabilità del corpo (ai 6 pulsanti personalizzabili, compresi quelli del PAD, può essere assegnata pressoché qualunque funzione), l'ottimo menu principale, chiaro e completo, e l'ancor più valido menu rapido; grazie a quest'ultimo, tutti i principali parametri di scatto sono disponibili in una sola schermata e possono essere modificati velocemente selezionando il parametro con PAD e scorrendo le opzioni con la ghiera di comando posteriore. Semplice ed efficace.


Gli aspetti irritanti sono la già citata "morbidezza" delle ghiere secondarie e, soprattutto, un'inspiegabile difficile operatività dei pulsanti del PAD, che sono semplicemente troppo incassati. Capiamo l'esigenza di evitare pressioni accidentali, ma in questo caso i pulsanti devono essere utilizzati davvero in punta di dita...   
Stando a quanto emerso in rete il difetto era presente sul primo lotto di produzione delle X-T1, al quale anche il nostro esemplare sembra appartenere, dal secondo lotto in poi il problema della poca operabilità dei tasti pare essere stato superato.

Altri difetti secondari sono dati dal foro per fissaggio al cavalletto non in asse con l'obiettivo e dall'interfaccia di connessione all'impugnatura esterna, protetta da uno sportellino in gomma non fissato al corpo, che quindi può essere perso facilmente.   

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