Sony RX100 III, qualità in poco spazio

Sony RX100 III, qualità in poco spazio

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“La terza versione della compatta di qualità Sony conferma le doti dei modelli precedenti e ne elimina i difetti, grazie soprattutto a una nuova ottica. Aggiunto anche un piccolo mirino elettronico.”

Il corpo macchina

Come i modelli precedenti, anche la RX100 III si presenta con design molto pulito. Lo spessore è cresciuto col tempo di qualche millimetro, probabilmente a causa del display orientabile, ma nonostante questo, e nonostante l'ottica sporgente, la RX100 III trova comodamente posto in qualsiasi tasca. 

La parte superiore mostra la prima importante novità, che è anche una caratteristica distintiva di questo modello: il mirino elettronico a scomparsa. Come un flash, il mirino della RX100 III emerge a richiesta, quando si desidera lavorare con un'impugnatura più stabile a braccia raccolte oppure quando il display posteriore risulta poco leggibile, e scompare discretamente quando la sua presenza non è più richiesta.

Si attiva con un piccolo interruttore meccanico a lato della fotocamera, che funge anche da accensione (estraendo il mirino, la RX100 III si accende cioè automaticamente); dopo il sollevamento, bisogna anche provvedere ad estrarre la parte posteriore dello schermo, ma l'operazione è immediata e la struttura sembra sufficientemente robusta da resistere per tutta la vita della fotocamera. Incredibile come, in così poco spazio, Sony sia riuscita a inserire anche una levetta superiore per la regolazione diottrica dell'oculare, preziosa per i miopi.


Lo schermo è un OLED da 1.44 milioni di punti (800x600 pixel), che offre un rapporto di ingrandimento 0,59x, vale a dire piuttosto piccolo (una reflex entry-level arriva tipicamente almeno a  0,8x). Nonostante la buona leggibilità, non è quindi da considerarsi uno strumento di lavoro da utilizzare costantemente, ma una valida "opzione B" da sfruttare in condizioni particolari.   

A lato del mirino troviamo il piccolo flash, anch'esso a scomparsa, i pulsanti di accensione e di scatto, con ghiera dello zoom concentrica, e la ghiera dei programmi di scatto. Questa offre i consueti programmi PASM, due modalità automatiche (iAuto e iAuto+), una modalità Panorama, una dedicata ai filmati, una personalizzata e infine una modalità Scene con una dozzina di opzioni disponibili, oltre alla "Alti ISO" che consente alla fotocamera di andare uno stop oltre i 12.800 ISO standard.

Il dorso è quasi completamente occupato dal display (LCD 3" formato 4:3, 1.23 milioni di punti RGBW equivalenti a 640x480 pixel), che lascia poco spazio, sulla destra, per la classica ghiera multifunzione con pulsante centrale contornata da altri 4 pulsanti; questi ultimi consentono l'accesso al menu, l'accesso alle impostazioni rapide (pulsante Fn) e la riproduzione, con l'ultimo pulsante personalizzabile dedicato di default alla guida.


Sony è riuscita a ricavare, nella parte superiore del dorso, un appoggio per il pollice, minimo ma efficace, a ridosso del quale si trova il pulsante separato di registrazione video.

La ghiera offre scorciatoie per modalità di avanzamento, modalità flash, visualizzazione del display e, in funzione del programma in uso, compensazione esposimetrica o accesso agli effetti immagine (programmi iAuto). 

Sul lato destro si trovano la porta mini USB multifunzione che funge anche da ricarica batteria e una porta mini HDMI. La soluzione di utilizzare la fotocamera come caricabatterie, collegando direttamente il trasformatore, è classica di Sony ma continua a non convincerci, dato che impedisce di scattare mentre nella stanza d'albergo si carica una seconda batteria per il giorno successivo.
Il vano batteria / memory card è sul fondo, e ospita un doppio lettore compatibile con SD e MS e una batteria che offre un'autonomia di 320 scatti, leggermente inferiore a quella del primo modello.

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