Panasonic Lumix FZ1000, bridge super-zoom con sensore MAXI

Panasonic Lumix FZ1000, bridge super-zoom con sensore MAXI

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Panasonic coniuga super-zoom e qualità con la bridge Lumix FZ1000. La ricetta è semplice: ottica pregiata e luminosa, ampio sensore da 1 pollice. Senza dimenticare la possibilità di girare video 4K e la messa a fuoco DFD che ha debuttato sulla mirrorless GH4. ”

Impressioni d'uso

I programmi di scatto sono quasi gli stessi della GH4: P, A, S, M, iA+ (Intelligent Auto), Filtri creativi con una ventina di opzioni principali, personalizzabili, 2 posizioni custom e 1 modalità Filmato, a cui si aggiunge qui la modalità Scene. Quest'ultima comprende ben 25 opzioni in tutto, tra cui alcune davvero specifiche (cielo azzurro, bagliore intenso al tramonto, dessert goloso ...) e altre persino di difficile interpretazione.

Ad esempio, "Immagine delicata di un fiore" crea un effetto soft-focus, e forse sarebbe stato più chiaro scriverlo esplicitamente; ci sfugge poi la sostanziale differenza tra "Manicaretti", dedicato al food, e "Dessert goloso" ... In ogni caso, trascurando il numero eccessivo di Scene, che creerà probabilmente un po' di confusione, è chiaro le modalità di scatto sono più che complete e che la FZ1000 si adatta quindi molto bene a una vasta tipologia di utenti, da chi scatta solo in PASM a chi usa solo programmi full-auto.    

   

Le dimensioni del corpo macchina e il suo peso ricordano da vicino quelli di reflex entry-level con installato lo zoom standard "da kit" - il classico 18-55mm f/3.5-5.6, per chiarezza. La differenza è quest'ottica equivale a 400mm e la sua apertura massima è pari a f/4 ...
Anche la quantità e disposizione di comandi, e di conseguenza l'operatività quotidiana, ricordano quelle di una piccola reflex APS-C.


Confronto tra RAW (in alto), senza correzione de-noise, e JPEG (in basso), correzione de-noise predefinita della fotocamera, a 6400 ISO.

La reattività complessiva è buona, non solo in termini di prestazioni fotografiche pure, delle quali abbiamo già parlato, ma anche in termini di ritardo di commutazione tra i due display o di velocità di aggiornamento del mirino elettronico, sempre soddisfacente.   
Entrambi i display, posteriore e EVF, possono mostrare 2 viste predefinite: minima, con sola informazione della coppia tempo/diaframma quando si preme il pulsante di scatto a mezza corsa, e standard, con alcune informazioni aggiuntive  (stile foto, flash, qualità filmato, formato immagine, formato file immagine, modalità e selezione zona AF, cadenza di scatto). Per entrambe le viste, è disponibile la variante con orizzonte artificiale.

In alternativa, il display posteriore può visualizzare il quadro riassuntivo dei parametri di scatto. Manca qui il bonus del touch screen, che renderebbe più immediata la modifica dei parametri di scatto ma, dopo aver provato a lungo il sistema di comando touch screen della GH4, possiamo dire di preferire complessivamente la soluzione non-touch della FZ1000: è vero che alcune regolazioni richiedono più tempo, e che in particolare la scelta del punto AF risulta più laboriosa (deve essere fatta qui rigorosamente in anticipo), ma in compenso non si rischiano modifiche involontarie.

BenQ Monitor