Canon DPP 4.0: aggiornamento importante, ma  non per tutti

Canon DPP 4.0: aggiornamento importante, ma non per tutti

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Canon ha reso disponibile una nuova major release del suo RAW converter Digital Photo Professional (DPP). L'interfaccia ha fatto passi da gigante, le prestazioni sono migliorate, e qualche nuovo strumento (HSL e bilanciamento fine del bianco) rappresenta la classica ciliegina sulla torta. Purtroppo, al momento, sono supportate solo le Full Frame più recenti.”

Nuove ottiche e HSL

Va da sé, le ottiche EF sono ampiamente supportate, con anche combinazioni tra ottiche e moltiplicatori di focale per i modelli che li supportano. Abbiamo notato con piacere la presenza di profili per importanti ottiche che, nelle versioni 3.x, erano state trascurate, come il 135mm f/2; l'attenzione non è stata comunque rivolta solo alle ottiche più pregiate: per fare un paio di esempi, sono ora disponibili i profili del 50mm f/2.5 Compact Macro e dell'85mm f/1.8. Assente invece, probabilmente perché i modelli attualmente supportati da DPP 4 sono tutti Full Frame, qualsiasi obiettivo EF-S.
Come sempre, senza sorprese, in presenza di ottiche di terze parti non è possibile fare correzioni.


DPP 4 supporta diverse nuovi obiettivi non presenti nelle versioni 3.xx. Mancano all'appello, al momento, gli obiettivi EF-S (DPP 4 è al momento compatibile solo con modelli Full Frame).

Troviamo, a seguire, la regolazione della curva di contrasto e la scheda HSL, principale novità a livello di strumenti offerti da DPP 4, che come noto consente di variare tinta, saturazione e luminosità di 8 colori base (utile ad esempio per rendere il cielo di un blu più saturo, per sottolineare un particolare aumentandone la saturazione o per creare immagini in bianco/nero selettivo).


Il pannello HSL, principale novità della versione 4 a livello di strumenti, consente di giocare con il colore o di produrre, se lo si desidera, un bianco/nero più bilanciato rispetto al semplice azzeramento di saturazione.

L'ultima scheda consente solo di definire lo spazio colore entro cui l'immagine andrà a vivere, mentre il Timbro clone fa ciò che tutti conosciamo, cioè elimina eventuali elementi di disturbo clonando una parte dell'immagine sull'altra.

Fatti questi ultimi ritocchi non rimane che finalizzare l'immagine con un ritaglio ed esportare. Anche gli strumenti di ritaglio sono gli stessi della versione precedente - in questo settore non ci si può inventare poi molto - ma beneficiano anch'essi della maggiore integrazione, così come i comandi di esportazione (Salva) e stampa. Da lodare, infine, la migliore integrazione con EOS Utility, che consente lo scatto remoto all'interno dell'applicazione di sviluppo.

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