Sony Alpha A77 Mark II: ecco dal vivo la nuova SLT APS-C

Sony Alpha A77 Mark II: ecco dal vivo la nuova SLT APS-C

di Roberto Colombo , pubblicato il

“Sony rinnova la top di gamma tra le simil-reflex APS-C: Alpha A77 Mark 2 si preseta come la solida evoluzione del modello precedente. Eccola dal vivo”

Sony Alpha A77 Mark II: velocità è la parola d'ordine

Sony Alpha A77 Mark II rappresenta la solida evoluzione del primo modello: nessuno stravolgimento, ma un consolidamento delle caratteristiche, nella direzione indicata dagli utenti che l'hanno utilizzata e dalle recensioni - compresa la nostra - che l'hanno analizzata. Sony - dai primi minuti che abbiamo passato con la macchina - sembra aver lavorato nella direzione che auspicavamo nella nostra recensione e autofcus e qualità dell'immagine sono due aspetti dove il colosso giapponese sembra aver profuso con frutto i suoi sforzi. Il sensore resta un CMOS Exmor in formato APS-C da 24,3 megapixel, ma il nuovo processore BIONZ X ne estrae immagini di qualità superiore rispetto al passato.

La reattività della macchina è veramente elevata e complice un pulsante di scatto molto sensibile a volte quasi l'otturatore parte prima ancora che il pensiero di azionarlo si palesi nella mente. Per quanto riguarda il comparto autofocus Sony ha concentrato i suoi sforzi sul modulo AF dedicato che riceve un terzo della luce dallo specchio traslucido SLT. Il modulo ora offre ben 79 punti di messa a fuoco con una copertura del 40% del fotogramma. Sony ha lavorato molto sugli algoritmi che lo governano per migliorarne le prestazioni, soprattutto durate le fasi di inseguimento del soggetto. Le possibilità di personalizzazione sono molte, così come le modalità d'uso, studiate per adattarsi al meglio anche alla più difficile caccia fotografica. Tra le opzioni quella di riconoscere e mettere a fuoco l'occhio dei soggetti - anche se non perfettamente frontali -, la possibilità di limitare dal menu della macchina l'intervallo di distanze su cui far operare la messa a fuoco, la regolazione su 5 livelli della velocità e sensibilità del tracking. La raffica massima con autofocus attivo si attesta a 12 frame al secondo, fino a 60 immagini.

Il mirino, naturalmente, è elettronico: Sony utilizza nuovamente il gà ottimo mirino OLED XGA da 2,36 milioni di pixel che ha già ben figurato su altri prodotti della casa. Le novità riguardano il display snodato, che è orientabile in tutte le direzioni (anche frontalmente) e che utilizza un pannello da 1.228k punti con tecnologia White Magic, per risultare luminoso e leggibile anche in pieno sole. La ghiera dei modi offre 3 memorie personalizzabili richiamabili in modo immediato e gli 11 pulsanti sparsi per il corpo della macchina risultano tutti personalizzabili. Non manca un display LCD sulla spalla per una visualizzazione rapida di tutte le impostazioni di scatto, mentre la macchina è protetta da umidità e polvere tramite una fitta rete di guarnizioni. Il telaio della fotocamera è costruito in magnesio e l'otturatore garantito per 150.000 scatti.

Sony Alpha A77 II è anche una fotocamera connessa, grazie alla presenza del modulo Wi-Fi, utile non solo per scaricare le foto in modalità wireless, ma anche per il controllo remoto senza fili tramite smartphone e tablet. La connession con questi ultimi è facilitata dall'integrazione della tecnologia NFC. Sony ha lavorato anche sui video, migliorando la resa delle immagini e i controlli. Si fanno notare i livelli dell'audio visualizzabili a display, il reticolo zebra e la possibilità di avere un flusso video non compresso sull'uscita HDMI.

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