Samsung Galaxy NX: Android è dentro la mirrorless

Samsung Galaxy NX: Android è dentro la mirrorless

di Roberto Colombo , pubblicato il

“Ottiche intercambiabili e sistema operativo Android Jelly Bean con connettività Wi-Fi, 3G e 4G LTE: ecco i mattoni fondanti del DNA di Samsung Galaxy NX”

Impressioni d'uso

Essendo un prodotto molto particolare, Samsung Galaxy NX vede pregi e difetti nelle sue peculiarità. L'interfaccia basata sul touchscreen in molti frangenti è molto comoda, mettendo a portata di dito buona parte delle impostazioni, ed è molto familiare per chi arriva dal mondo degli smartphone, ma potrebbe essere poco digeribile dal classico pubblico fotografico, abituato a molti tasti sul corpo macchina. I comandi fisici sono ridotti all'osso: il pulsante di accensione, quello di scatto, quello di avvio diretto della registrazione video. Troviamo poi la ghiera di regolazione, che è cliccabile e permette di passare in modo veloce tra tempi, diaframmi e sensibilità ISO. Ai comandi si aggiunge il pulsante iFunction sulle ottiche che lo prevedono: posizionato su barilotto degli obiettivi permette di passare da una funzione all'altra della ghiera in modo molto comodo. A livello grafico nell'app fotografica è possibile scegliere tra due interfacce, standard e professionale, con la seconda dotata di molte più opzioni di regolazione.

Il supporto di Android è molto interessante, ma per alcuni potrebbe in alcuni momenti risultare fuorviante: basta cliccare l'icona sbagliata e ci si ritrova fuori dall'app della fotocamera e di fronte all'home screen del sistema operativo. Per fortuna Samsung ha previsto la possibilità di tornare alla fotocamera semplicemente premendo il pulsante di scatto. Questo riduce al minimo gli scatti persi perché si era usciti dall'app. Un difetto insito nel fatto che l'apparecchio è ibrido tra smartphone e fotocamera è l'avvio 'a freddo': quando la fotocamera è completamente spenta sono necessari più di dieci secondi per arrivare alla piena operatività dal momento di pressione del pulsante di accensione: come avviene per i cellulari è quindi consigliabile mandare l'apparecchio in standby piuttosto che spegnerlo del tutto.


La resa a 3200 ISO

La qualità delle immagini strappa un giudizio altalenante: è sicuramente buona se si affronta la questione guardandola sotto il profilo dello smartphone, mentre forse non è in grado di soddisfare i palati più fini a livello fotografico. Samsung ha scelto uno stile simile a quello che utilizza sui cellulari, con una elaborazione delle immagini molto netta da parte del processo e indirizzata a ottenere un'apparente nitidezza con ampio uso della maschera di contrasto, soprattutto sui bordi, e intervento abbastanza forte degli algoritmi di riduzione del rumore nelle zone a colore omogeneo. Sviluppando i file RAW è possibile arrivare a risultati più in linea con le aspettative dei fotografi, accettando l'emergere di una leggera grana anche ai bassi ISO.

Anche agli alti ISO il comportamento segue questo schema: le immagini fino a 6400 ISO sono pienamente utilizzabili, con l'aspetto molto 'digitale' di cui abbiamo appena parlato, come ci si aspetta d'altra parte da un moderno sensore in formato APS-C. A livello di gamma dinamica il sensore strappa un giudizio di sufficienza: nel segmento APS-C abbiamo visto proposte molto più performanti sotto questo profilo. Inoltre nelle ombre più scure il sistema tende a una certa posterizzazione, che ne rende difficile il recupero in post produzione.

Come spesso avviene in ambito reflex e mirrorless, l'ottica fornita in kit, in questo caso un 18-55mm f/3.5-5.6 OIS, offre delle prestazioni che non tengono il passo con quelle del sensore APS-C: anche chiudendo il diaframma le prestazioni ai bordi in termini di nitidezza vanno in fretta sotto la sufficienza. La gamma delle ottiche Samsung comunque, pur non essendo troppo estesa, copre le focali di maggiore interesse, tra 16mm e 200mm, anche con obiettivi da ritratto e Macro.

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