Sony Alpha A7 e A7R: 'Viva la Resolución!'

Sony Alpha A7 e A7R: 'Viva la Resolución!'

di Roberto Colombo , pubblicato il

“Sony Alpha A7 e A7R sono due mirrorless dotate di sensore Full Frame 35mm da 24 e 36 megapixel. Con la loro risoluzione e le dimensioni compatte puntano a portare scompiglio nel mercato fotografico: ecco il nostro primo contatto”

Sony Alpha A7: 24 megapixel e rilevazione di fase

Sono davvero molti i punti in comune tra le due macchine, compreso l'utilizzo del nuovo processore Bionz X: Sony in questi anni ha sempre aggiornato il suo processore, senza però cambiarne la denominazione; ora, per ragioni principalmente di marketing e di chiarezza nei confronti degli utenti, ha deciso di diversificare il nome della nuova generazione, che promette di essere tre volte più veloce rispetto a quella precedente, oltre che offrire una riduzione del rumore specifica per ogni zona dell'immagine, ottimizzando gli algoritmi di denoising a seconda delle caratteristiche delle differenti aree della foto. Grazie al lavoro svolto dal processore le due macchine possono muoversi tra 100 e 25600 ISO, oltre a offrire alcune modalità avanzate di scatto che fanno uso della raffica, come le foto al crepuscolo o di notte senza treppiede e la riduzione del rumore su più fotogrammi. Come abbiamo già avuto modo di segnalare in recensioni di altri prodotti Sony, la prima funzione in particolare può risultare molto utile in situazioni difficili.

Sono tre in sintesi i particolari per cui Sony Alpha A7 e Alpha A7R si differenziano tra loro: uno è relativo alla costruzione, mentre i due principali risiedono sul sensore. Sony Alpha A7 utilizza lo stesso sensore full frame della SLT top di gamma Sony Alpha A99, caratterizzato dalla presenza di 117 punti a rilevazione di fase sulla superficie del CMOS. In questo modo alla messa a fuoco a rilevazione di contrasto, tipica delle mirrorless, si aggiunge quella a rilevazione di fase, tipica delle reflex, tecnologia che da qualche mese a questa parte è entrata a far parte del bagaglio di alcuni modelli mirrorless. In particolare la tecnologia è la stessa vista sulla simil-reflex SLT Alpha A99: in quel caso lavorava in abbinamento al modulo a rilevazione di fase di tipo classico che riceve parte del flusso luminoso grazie alla presenza dello specchio traslucido, mentre in questo caso va ad accoppiarsi al sistema a rilevazione del contrasto sul sensore.


Sony Alpha A7 - ISO 500 - 1/500 sec. - f/5.6

Sul campo la messa a fuoco ha dimostrato di essere affidabile, anche se sono mancate occasioni per metterla veramente a dura prova. Quello che abbiamo notato è che in condizioni standard la differenza con Sony Alpha A7R, priva del sistema a rilevazione di fase, non sono poi così evidenti. Le eventuali differenze saranno da valutare in una recensione maggiormente approfondita, anche in frangenti (come l'inseguimento) dove per caratteristiche di base la tecnologia a rilevazione di fase dovrebbe farsi valere maggiormente.


Sony Alpha A7 - ISO 1250 - 1/500 sec. - f/5.6 - JPEG memorizzato dalla macchina sulla scheda di memoria


Sony Alpha A7 - ISO 1250 - 1/500 sec. - f/5.6 - File RAW sviluppato con Image Data Converter

Sul fronte della qualità dell'immagine finalmente vediamo all'opera il sensore Sony privo dell'impedimento (passateci il termine) dello specchio semitrasparente SLT. I risultati come abbiamo già avuto modo di dire spesso parlando di prodotti Sony sono ambivalenti: i JPEG che si ottengono con le impostazioni di default della macchina mancano di quella resa che ci aspetterebbe da una full frame da 24 megapixel, ma passando allo sviluppo RAW, già possibile con il software Image Data Converter fornito in confezione con le fotocamere Sony che offrono il supporto dei file .ARW si assiste subito a un netto cambio di passo. Molto netto.


Sony Alpha A7 - ISO 2000 - 1/60 sec. - f/6.3 - JPEG


Sony Alpha A7 - ISO 2000 - 1/60 sec. - f/6.3 - RAW Sviluppato con IDC

Lasciando da parte i limiti a livello di interfaccia del software di sviluppo (livelli di regolazione non sempre abbastanza omogenei e morbidi, lentezza nell'applicazione delle modifiche, interfaccia grafica migliorabile), i risultati ottenibili dallo sviluppo dei file RAW sono impressionanti. La risoluzione dichiarata c'è tutta, anche alzando la sensibilità ai valori espressi in migliaia di ISO. I file sono ricchi di dettaglio e i particolari più fini, spesso troppo 'spalmati' dall'algoritmo di riduzione del rumore interno alla macchina regolato su 'normale', pagando un leggero dazio sul fronte della grana, tornano ad apparire sullo schermo con una resa molto buona anche in condizioni difficili.


Sony Alpha A7 - ISO 200 - 1/160 sec. - f/8 - A confronto il JPEG prodotto dalla macchina (a sinistra) e il file elaborato in Adobe Photoshop con lo strumento 'Ombre e Luci' (a destra)

La gamma dinamica è molto buona: in questo caso generalmente il sistema di ottimizzazione della gamma dinamica interno alla macchina svolge un lavoro ottimo, mantenendo visibili i dettagli nelle alte luci ed estraendo molti particolari dalle ombre: passando al RAW si può ottenere qualcosa di meglio, ma non sempre il tempo speso vale la differenza di risultato. Anche nei JPEG la gamma dinamica è buona e un programma come Adobe Photoshop riesce a recuperare particolari sia dalle ombre, sia dalle luci.

La risoluzione del sensore è tale da cominciare a mettere in crisi un'ottica di livello medio come il nuovo zoom stabilizzato FE 28-70 mm F3,5-5,6 creato da Sony per accompagnare in kit Sony Alpha A7: come vedremo nella prossima pagina i limiti di questo obiettivo emergono in maniera lampante se montato sulla sorella a più alta risoluzione Sony Alpha A7R.

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