Sony Alpha A99: la Full Frame SLT alla prova

Sony Alpha A99: la Full Frame SLT alla prova

di Roberto Colombo , pubblicato il

“Sony Alpha A99 porta la tecnologia SLT a specchio traslucido sulla ammiraglia full frame da 24 megapixel di Sony. La mettiamo a nudo nella nostra recensione: inaspettati punti di forza e qualche incertezza laddove invece dovrebbe primeggiare”

Il confronto con le altre Full Frame: un autofocus mai al buio


Lo specchio Translucent Mirror

La carta su cui Sony si gioca tutto è la tecnologia SLT Translucent Mirrror: al posto del sistema a specchio ribaltabile, tratto fondante delle fotocamere reflex, i prodotti Sony da un po' di tempo adottano uno specchio fisso semitrasparente in grado di lasciare passare buona parte del flusso luminoso in direzione del sensore, ma anche di indirizzarne una parte in modo costante verso il sensore autofocus. Questo permette di avere il sistema autofocus sempre attivo, sia durante le raffiche, sia durante la registrazione dei video, frangenti nei quali le reflex vedono il proprio sistema autofocus a rilevazione di fase finire al buio. Con Alpha A99 Sony ha fatto un ulteriore passo avanti sul fronte dell'autofocus, 'rubando' un pezzo di tecnologia alle sue ultime mirrorless, che hanno introdotto sensori a rilevazione di fase sulla superficie del CMOS. In Sony Alpha A99 sono ben 102 i punti a rilevazione di fase sul sensore, che si accoppiano a 19 punti (di cui 11 a croce) del modulo autofocus 'classico' che riceve luce dallo specchio.


Il modulo di messa a fuoco tradizionale a 19 punti

I punti di messa a fuoco, per chi arriva dal segmento APS-C, caratterizzato da un fotogramma più piccolo, possono sembrare molto concentrati al centro dell'inquadratura: questo è vero in relazione alla grandezza del fotogramma, ma in valore assoluto il campo coperto è equivalente a quello dei moduli autofocus più estesi su APS-C. Testimonianza ne è il fatto che quando si passa alla modalità Raffica Telezoom, che permette di scattare a 10fps, ma a risoluzione ridotta a 4,6 megapixel, effettuando un crop 2,4x del fotogramma, l'inquadratura è completamente coperta dai sensori autofocus. Sul fronte dell'autofocus è interessante in confronto con le concorrenti full frame. Canon EOS 6D offre solo 11 punti di messa a fuoco, di cui solamente quello centrale a croce, ma la casa biancorossa ha lavorato molto sulla sensibilità con il punto centrale capace di lavorare a sensibilità di -3EV, un particolare che nella nostra recensione ci ha convinto. Nikon ha investito molto sull'autofocus, dotato la sua Nikon D600 di un modulo da 39 punti, di cui 9 a croce e di cui 7 in grado di lavorare anche con obiettivi f/8, ad esempio i teleobiettivi con duplicatore di focale. Nella recensione di Nikon D600 il modulo è risultato convincente sotto il profilo della copertura, ma non eccelso sul fronte delle prestazioni quando utilizzato sulla massima estensione, facendoci optare per un uso limitato al punto o alla zona centrale nelle principali situazioni d'uso.


Lo specchio può essere sollevato per operazioni di manutenzione, ma durante lo scatto è fisso

Sony punta quindi ad attirare gli appassionati del pieno formato con un autofocus da ammiraglia sportiva al prezzo da reflex full frame prosumer: in questo senso il confronto con le proposte Canon EOS 5D Mark III e Nikon D800 fa spiccare meno la proposta Sony, che rimane comunque, anche grazie all'assistenza dei 102 punti a rilevazione di fase sul sensore, orientato anche alla fotografia sportiva e alla caccia fotografica. Inoltre l'autofocus è sempre attivo e performante al meglio anche durante la registrazione dei filmati: come già detto nella recensione di Alpha A77, le Sony sono le uniche 'reflex' (tra virgolette) con le quali è realmente possibile utilizzare l'autofocus al pieno delle sue possibilità durante la ripresa video senza tentennamenti, messa a fuoco per tentativi e fastidiosi rumori. Inoltre dal menu della macchina è possibile in modo molto semplice (di default uno dei pulsanti è demandato a questa funzione) selezionare il range di funzionamento dell'autofocus, per evitare ad esempio viaggi a vuoto all'infinito o alla distanza minima, quando si sa già che un soggetto si muoverà a una certa distanza da noi. Un particolare su cui Sony Alpha A99 si allinea alle concorrenti della stessa fascia di prezzo è l'otturatore che arriva a 1/8000 di secondo, uno stop più veloce di quanto offerto da EOS 6D e D600.

Un punto di differenziazione evidente con le altre Full Frame è l'integrazione di un display orientabile (3" 1.228k punti) : il particolare meccanismo, dotato di più snodi permette di trovare sempre l'angolazione corretta, anche durante la ripresa dei filmati: visto che la macchina lavora in perenne Live View (grazie allo specchio traslucido) scattare da mirino o display è perfettamente equivalente ed è un vantaggio avere un monitor orientabile. Sony ha fatto la stessa scelta filosofica di Canon, decidendo di non utilizzare un flash pop-up sulla sua full frame, Nikon invece opta per questa strada solo sulle grosse professionali, come Nikon D4, dotando le prosumer di flash pop-up. Restando in ambito flash in molti gradiranno (come avvenuto con l'ammiraglia mirrorless Sony NEX-7) l'integrazione di una slitta di tipo universale, che permette di utilizzare, almeno in modalità hot-shoe, buona parte dei flash in commercio: per chi arrivasse dal mondo Minolta/Sony è comunque compreso in confezione l'adattatore per la slitta precedentemente utilizzata da buona parte dei prodotti Sony e da Minolta.

Sempre guardando alle ultime proposte Canon e Nikon possiamo dire che Sony Alpha A99 si posiziona in mezzo: se Canon ha dotato EOS 6D di GPS e Wi-Fi e Nikon lascia questo tipo di feature agli optional esterni, Sony ha integrato in Alpha A99 il GPS ma non il Wi-Fi. A livello di tati scorciatoia, Sony Alpha A99 ne mette a disposizione parecchi e del tutto personalizzabili, permettendo a ogni fotografo di cucirsi addosso la propria fotocamera. Molto interessante il multi-controller con ghiera e pulsante centrale integrato nella parte frontale: si tratta di una scorciatoia molto veloce per poter regolare una gran parte delle principali funzioni, dalla modlaità di messa a fuoco a quella di lettura della luce e molto altro. Inoltre durante i video può essere utilizzata per variare in modo silenzioso i livelli audio (con VU meter display) o l'apertura di diaframma.

BenQ Monitor