Nikon D600: la full frame 'entry level' alla prova

Nikon D600: la full frame 'entry level' alla prova

di Roberto Colombo , pubblicato il

“Abbiamo messo alla prova Nikon D600, la reflex Full Frame che Nikon posiziona in cima alla sua gamma consumer: nella nostra recensione analizziamo il comportamento della macchina, dell'autofocus e soprattutto del sensore formato pieno 35mm da 24,3 megapixel”

Impressioni d'uso

Avvicinarsi a Nikon D600 effettivamente incute meno timore reverenziale rispetto a quello creato dalla sorellona Nikon D800 e ancora di più da prodotti come Nikon D4: da questo punto di vista Nikon posiziona giustamente D600 in cima alla lista delle sue reflex consumer. L'impostazione dei tasti e le forme sono simili a quelle di Nikon D7000: salvo la già citata inversione dei comandi zoom + e - il passaggio tra le due fotocamere è totalmente indolore. Sebbene sia una full frame non manca sulla ghiera dei modi (dotata di pulsante di blocco) la modalità Auto ed è simile a D7000 anche la ghiera concentrica per la selezione del modo di scatto.

A livello di ergonomia è leggermente più grande, ma rimane comunque abbastanza compatta e anche al collo risulta trasportabile senza problemi. L'impugnatura è ben sagomata e la presa è salda. I pulsanti sono quasi tutti facilmente raggiungibili, a eccezione dei due posti sul frontale a portata delle dita della mano destra, del pulsante di avvio della registrazione video, di dimensioni forse troppo ridotte nonostante il buon posizionamento, e del pulsante per l'accesso alla regolazione ISO, che costringe a un movimento poco naturale del pollice essendo posto molto in basso nella fila verticale a sinistra del display.

Si trova così in basso anche perché i tasti sono ora 5 con uno dedicato all'accesso veloce ai Picture Style. D'alltra parte poi è però ben studiato il sistema di regolazione della sensibilità, con la ghiera posteriore a regolare la sensibilità e quella anteriore ad attivare o meno la modalità Auto ISO, senza richiedere il passaggio dal menu. Comodo invece il selettore della modalità di messa a fuoco posto di fianco al barilotto a portata delle dita della mano sinistra: il commutatore AF/MF ha al centro un pulsante con il quale accedere al tipo di autofocus desiderato. Il menu ha la classica impostazione Nikon, sebbene sia molto ricco di parametri e opzioni non disorienta chi arriva dal altri corpi della casa giallo nera. Comoda la possibilità, tramite la pressione del tasto 'Info' di accedere alla modifica diretta dei parametri di scatto visualizzati nella schermata riassuntiva sul monitor.



Il mirino rettangolare e la visuale al suo interno

La differenza più evidente con la sorellina APS-C Nikon D7000 la si vede quando si guarda nel mirino: a quel punto il fatto di trovarsi di fronte a una full frame è chiaro. Il sistema autofocus a 39 punti è certamente molto flessibile: il modulo offre messa a fuoco singola, continua, Dynamic AF e 3D tracking. Quando impostato in lettura su tutta l'area non sempre va a bersaglio in condizioni di scarsa illuminazione e scarso contrasto, mentre opera meglio se concentrato sui punti centrali. In questo settore la differenza con Nikon D800, che ha sensibilità autofocus fino a -2EV contro -1EV di D600, è evidente e dovrebbe esserlo ancora di più nei confronti di Canon EOS 6D che dichiara sensibilità fino a -3EV. Inoltre il modulo autofocus sembra un adattamento della versione per APS-C di D7000 e copre un'area per lo più concentrata al centro del fotogramma.



In condizioni di luce sufficiente la messa a fuoco è efficace - Immagine con particolare riportato al 100% - ISO 1600

Sempre nei confronti di Nikon D800, il modulo di lettura esposimetrica e di intepretazione della scena RGB TTL conta, come su D7000, 2.016 pixel attivi, contro 91.000 della sorellona. Generalmente ha dimostrato di comportarsi comunque molto bene, senza essere all'altezza di D800 forse solo nelle situazioni più complicate: un esempio può l'interno non illuminato di un'automobile in scatti in controluce coi finestrini sullo sfondo. Nei casi di lettura non precisissima l'ampio margine di recupero permesso dai file RAW è comunque una freccia nella faretra di Nikon D600.


Uno scatto in forte controluce che ha ingannato l'esposimetro e il margine di recupero della macchina mettendo alla frusta il recupero di ombre e luci sul file RAW

La raffica di 5,5 frame al secondo con autofocus attivo è certamente un buon risultato per una full frame, considerando anche che D7000, con un sensore più piccolo fa segnare 6fps: in condizioni di buona luce la macchina ha dimostrato di portare a termine bene il suo lavoro nel mantenere a fuoco un soggetto in movimento.


Particolare al 100% tratto dall'ultima immagine della raffica

La batteria è la stessa della prosumer APS-C Nikon D7000, ma ha dimostrato di non temere il confronto con la full frame e ha dimostrato autonomia nella media del segmento. Nel passaggio da una reflex in formato DX a una FX molti utenti sulle prime faticano ad abituarsi al diverso 'rinculo' del movimento di ritorno dello specchio, di dimensioni e peso maggiori di quello delle APS-C: su Nikon D600 la differenza c'è ma non è così percepibile. Anche in questo caso il passaggio dalla categoria inferiore risulta fin da subito indolore. Inoltre nella modalità di scatto 'Q' - Quiet - quella in cui il ritorno dello specchio è ritardato fino a che il fotografo non toglie pressione dal pulsante di scatto è molto più silenziosa delle sorelle D800 e D4.

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