Mattia Vacca: il mio segreto? Lavorare 'in punta di piedi'

Mattia Vacca: il mio segreto? Lavorare 'in punta di piedi'

di Roberto Colombo , pubblicato il

“Abbiamo incontrato Mattia Vacca, fresco vincitore di categoria al Renaissance Prize 2012 e giunto secondo di categoria ai Sony World Photography Awards: nell'intervista ci svela come ha iniziato e quale stile adotta per i suoi lavori”

L'attrezzatura del professionista

Sul fronte attrezzatura: cosa usi nell'attività di tutti i giorni e cosa hai usato per il tuo servizio in Sardegna?

la mia macchina di tutti i giorni è una Nikon D700. Quando ho realizzato il lavoro in Sardegna avevo ancora una Nikon D200. Possiedo più di 20 macchine fotografiche, diciamo però che quelle che uso con una certa costanza sono l'Hasselblad 500cm, le tre Nikon, La Holga (e l' iPhone con l'app Hipstamatic).

A questo proposito, il formato quadrato è una scelta dettata dall'attrezzatura o è una scelta stilistica che ha dettato la decisione di optare per un certo tipo di attrezzatura?

Il formato quadrato è quello che sento mio, mi viene molto naturale comporre la foto con questo formato. Credo che derivi dall'uso dell' Hasselblad: oggi scatto in digitale con una Nikon FX full frame e penso già in fase di scatto al taglio quadrato che darò poi in fase di postproduzione. Mi piacerebbe acquistare un dorso digitale per la mia Hasselblad: credo di riuscire ad esprimermi al meglio col formato quadrato.

Progetti attuali?

Al momento sto ultimando un lavoro su un carnevale alpino molto particolare che si svolge in provincia di Como,  ho iniziato a gennaio e ho scattato fino alla scorsa settimana, ora sono in fase di editing. Nel frattempo sto chiudendo i reportage che ho realizzato alla fine del 2011 in Kosovo, Bosnia e nella Cina rurale. Inoltre sto creando nuovi contatti per proseguire il mio lavoro sull'estrema destra "Fascists". Di sicuro tornerò in Sardegna a caccia di altre storie.

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