I Sony World Photography Awards 2012 parlano italiano

I Sony World Photography Awards 2012 parlano italiano

di Roberto Colombo , pubblicato il

“Ogni anno i Sony World Photography Awards colgono l'essenza della fotografia a livello mondiale: sebbene non figurino tra i vincitori finali i diversi italiani giunti in finale raccontano di una situazione vivace anche nel nostro Paese”

L'incontro con i giudici: la fotografia vista dall'India

Quest'anno le sessioni dedicate all'incontro con i giudici sono risultate ricche di interessanti spunti. Grazie a un clima particolarmente informale le chiacchierate con le persone deputate alla critica degli scatti nelle diverse categorie ci ha permesso di comprendere meglio il metro di giudizio utilizzato. I giudici sono divisi in commissioni da tre persone, incaricate di comporre la shortlist dei finalisti, mentre la sessione plenaria è responsabile dell'indicazione dei vincitori delle diverse categorie.


L'incontro con il fotografo indiano Prabuddha Dasgupta

Il primo che abbiamo incontrato è stato il fotografo indiano Prabuddha Dasgupta, attivo collaboratore della versione indiana di Vogue e famoso per lo scalpore del suo libro 'Women' che nel 1996 ha fatto parlare molto di sé per aver introdotto il nudo nella fotografia indiana.

Nato fotograficamente con il bianco e nero, per questioni economiche e pratiche legate allo sviluppo delle pellicole, ci ha confessato di essere ancora molto legato a questa tecnica, tanto da dire di 'parlare' in bianco e nero, sebbene poi per i suoi lavori commerciali utilizzi generalmente anche il colore.

È passato al digitale 8 anni fa: ci ha raccontato di un passaggio sulle prime difficile, con la paura che qualcosa 'potesse andare perso', ma con la consapevolezza che il progresso debba fare il suo corso e che tale salto fosse irrinunciabile. A conti fatti è stato un passaggio positivo, ora il suo workflow è cinque volte più veloce e gli permette o di effettuare più lavori o dedicare più tempo allo studio per cercare nuove ispirazioni artistiche.

Dasgupta ritiene positiva la democratizzazione portata dall'avvento del digitale, in quanto spinge i professionisti a lavorare sempre al meglio per poter emergere dalla massa. Per quanto riguarda la crisi del mercato fotografico ritiene che per chi lavora bene i compensi nel settore della fotografia commerciale non siano variati molto, mentre è entrato in maggiore difficoltà il mercato legato alle gallerie. In ogni caso vede nella crisi anche degli aspetti positivi: per un professionista può essere l'occasione per avere maggiore tempo a disposizione per ripensare sé stessi e il proprio lavoro e trovare nuove strade.

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