La fotografia fatta semplice: l'inquadratura

La fotografia fatta semplice: l'inquadratura

di Alessandro Bordin , pubblicato il

“Breve guida per iniziare ad affrontare la fotografia, ancora prima dello scatto, con un approccio ragionato. In questa guida ci occuperemo dei fondamenti dell'inquadratura, al fine di sensibilizzare l'utenza alle prime armi a problemi che riguardano il giusto posizionamento dei soggetti e dell'apparecchio fotografico stesso”

Verticale o orizzontale?

Muovendo i primi passi verso uno scatto più ricercato, è lecito andare alla ricerca di alcuni consigli per meglio ritrarre la realtà che sta di fronte a noi. Non smetteremo mai di ripetere che le regole della fotografia sono in realtà consigli, in quanto vi sono numerosi esempi di foto scattate senza una apparente logica compositiva ma che sono in grado di comunicare molto; esistono però delle linee guida che ci permettono di meglio rincorrere quell'armonia di base citata in precedenza.

La prima decisione da prendere, trovandoci di fronte a un soggetto che riteniamo degno di una fotografia, è capire fin da subito se meglio si presta ad essere ritratto in orizzontale o in verticale. Come è logico supporre, molto dipende dal soggetto. Una singola persona in piedi o il campanile di una chiesa, così come monumenti che si sviluppano molto in altezza, suggeriscono anche instintivamente di orientare l'apparecchio fotografico in verticale, mentre i paesaggi, quasi sempre, sono tendenzialmente fotografati con l'orientamento orizzontale.

Quella orizzontale è anche quella più naturale a causa della disposizione dei nostri occhi, che ci fa percepire la realtà in una inquadratura sviluppata più in larghezza che in altezza. In base a differenti studi, a una fotografia orizzontale viene spesso associata una certa libertà dello sguardo di spaziare nella scena nel suo complesso, mentre per quelle verticali si tende a cercare una prospettiva o comunque un certo dinamismo. Vediamo un paio di esempi.

Per questa immagine è stata scelta un'inquadratura orizzontale, in quanto in grado di descrivere meglio la scena e contestualizzare tutti gli elementi, sia paesaggistici che di arredamento urbano. La scelta di un'inquadratura verticale non avrebbe garantito la stessa resa in termini di percezione della scena.

La stessa scena, in verticale, costringe a lasciare fuori dall'inquadratura alcuni elementi. Tendenzialmente, in ogni caso, il paesaggio è di solito ritratto in orizzontale, scegliendo l'orientamento verticale per altri soggetti, a meno che non si ricerchi un particolare (in questo caso la panchina) o altri elementi da far assurgere al ruolo di protagonista a scapito della visione globale.

In questo scatto, che ritrae la cattedrale di Colonia, la scelta è ricaduta sull'inquadratura verticale. Una scelta non solo obbligata (in orizzontale, a meno di non avere lenti ultra-grandangolari, difficile far rientrare tutto il soggetto nell'inquadratura): lo sviluppo verticale della cattedrale ben si presta ad essere inquadrata in questo modo, che ne esalta lo slancio verso l'alto.

É importante quindi capire fin da subito quale sarà l'orientamento migliore per il proprio scatto, o quantomeno porsi il problema. In caso di situazioni dubbie il digitale ci viene incontro: fatele entrambe! Sceglierete in un secondo momento quale sarà quella che vi appaga maggiormente. 

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