Bruce Davidson: qualche consiglio ai fotografi da uno dei giganti della fotografia

Bruce Davidson: qualche consiglio ai fotografi da uno dei giganti della fotografia

di Roberto Colombo , pubblicato il

“Al Sony World Photography Award abbiamo incontrato Bruce Davidson, insignito dell'Outstanding Contribution to Photography Award. Ripercorrendo la sua carriera, spesa con l'obiettivo puntato sui cambiamenti della società, in particolare quella statunitense, ci siamo fatti svelare i retroscena degli scatti più famosi e abbiamo chiesto consigli per i nuovi fotografi”

Bruce Davidson: il suo stile e i consigli ai fotografi

Pazienza e passione. Ecco la risposta secca con cui Bruce Davidson risponde alla domanda "Cosa consiglierebbe ai giovani fotografi?". La più grande lezione che gli è stata data dalla fotografia è proprio questa: essere paziente e appassionato. La pazienza e la passione sono due componenti fondamentali per creare una relazione intima con il soggetto, che è la chiave di molti dei lavori di Davidson.

È necessario creare una forte relazione con il soggetto, riuscire a creare empatia, fare in modo che quando arriva il momento dello scatto la situazione sia rilassata, naturale e la macchina fotografica non venga percepita come un'estranea, ma faccia parte della relazione tra i due soggetti. Gli esempi in merito nella vita di Bruce si sono sprecati: abbiamo citato il lungo periodo al seguito del circo, ma sono stati fondamentali anche i periodi in cui quotidianamente si è recato a Brooklyn e East Harlem per riuscire a creare la relazione necessaria con i soggetti.


Time of Change - 1962

Spesso è necessario trovare un aggancio per penetrare la vita quotidiana delle persone, altre volte è semplicemente il condividere a lungo lo stesso luogo di ritrovo che permette l'inizio della relazione. Il primo caso ad esempio è quello della foto che ritrae due giovani neri ballare davanti al Juke Box in un bar del South Carolina: per entrare nei posti frequentati dalla comunità di colore è stato necessario avere un accompagnatore, soprattutto viste le tensioni che percorrevano il Paese in quegli anni. Diversa è la serie di immagini che ritrae alcuni ebrei sopravvissuti ai campi di sterminio, scattate frequentando e incontrando le persone nella tavola calda loro ritrovo abituale.


Brad Pitt, Los Angeles - 1998

Ad esempio da tempo ha smesso di ritrarre persone famose, le celebrities. Oggigiorno è impossibile creare una relazione intima con i divi del cinema o della musica: attorno a loro ci sono perennemente addetti stampa, consulenti di immagine, tutte persone che non favoriscono una relazione rilassata e naturale con i soggetti. L'ultimo divo ritratto da Davidson è Brad Pitt.

In conclusione abbiamo chiesto a Bruce una lettura del momento attuale, che sicuramente vede molte più persone confrontarsi con la fotografia e avere a disposizione i mezzi per riprendere immagini. Anche in questo caso la risposta è semplice: il fatto che molte persone fotografano stimola a cercare di essere più personali. Per questo lo stesso Bruce non ha ancora smesso all'età di 78 anni il suo percorso di ricerca ed è ancora alla ricerca di stimoli per creare nuovi progetti.

In chiusura una piccola nota: è stata davvero un'esperienza emozionante trovarsi faccia a faccia con uno dei mostri sacri della fotografia internazionale ed essere accolti in modo molto amichevole e caloroso, creando fin dai primi momenti un ambiente molto intimo. Sicuramente questo talento per i rapporti interpersonali, che abbiamo sperimentato sulla nostra pelle, è parte fondamentale della fotografia di Bruce Davidson e dimostra come l'arte di fotografare non sia legata solo a inquadrature, esposizioni e mezzi tecnici, ma vada a toccare una sfera molto più ampia.

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Commenti (18)

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Commento # 1 di: Shurpaul pubblicato il 20 Maggio 2011, 10:24
24 ore e nessun commento? Can't believe It!
Commento # 2 di: RR2 pubblicato il 20 Maggio 2011, 15:28
La penultimafoto "Time of Change" è sfocata, il viso della donna non si vede bene, lampada e jukebok sono bruciati... ah pende un pochino a sinista.
Il fatto che tutti oggi possano fare buone foto non è una scusa per farle male e spacciarlo poi per uno stile personale...










[FONT="Arial Narrow"][SIZE="1"]Non devo dirlo che il messaggio è ironico, vero?[/SIZE][/FONT]
Commento # 3 di: Nikobeta pubblicato il 20 Maggio 2011, 17:24
io la trovo strepitosa!
C'è intimità, aria di sabato sera, un ceto ed epoca descritti in un frangente, occhi ormai troppo maturi e disillusi per cercare di abbracciare una giovane, ma il desiderio tutto.

Se io fossi stato lì con la mia Canon 5D e lente pro stabilizzata, avrei certamente ottenuto uno scatto più conforme ai dettami. Probabilmente piatto ed insignificante.

Una cosa è scattare una foto, l'altra è fare una foto che ci fà scattare, in avanti come questa.

Mi inchino a Davidson.
Commento # 4 di: RR2 pubblicato il 20 Maggio 2011, 17:53
Originariamente inviato da: Nikobeta
... occhi ormai troppo maturi e disillusi per cercare di abbracciare una giovane, ma il desiderio tutto. ...


Ma stiam guardando la stessa foto? Io ci vedo 6 persone: 3 sono più o meno di spalle, l'uomo al bancone, quello girato verso Davidson, per me ha gli occhi chiusi e pure quelli della donna che balla sono o chiusi o appena appena aperti, l'unica con gli occhi ben aperti è la donna in fondo al locale che sembra guardare il fotografo come per dire "Cosa avrai da fotografare???"

Continuando con la provocazione del mio primo messaggio, perchè ad una foto d'autore si perdona tutto alle nostre no? E se non ti avessero detto che era di Davidson l'avresti giudicata allo stesso modo? Sicuro?
Tutti, io per primo eh, quando guardiamo foto come quelle di Davidson o Capa o Adams rimaniamo stupiti e meravigliati dalle loro opere, 5 secondi dopo però siamo a farci le paranoie più assurde se l'obiettivo vignetta un po' o se la foto pende di 0,45 pixel a destra. Ma l'emozione o almeno la sua ricerca, nei nostri scatti che fine fa?
Commento # 5 di: Shurpaul pubblicato il 21 Maggio 2011, 01:37
RR2, lui era li ed io e te no. Il mondo nel frattempo è cambiato e noi ce lo siamo persi
Commento # 6 di: RR2 pubblicato il 23 Maggio 2011, 10:35
Originariamente inviato da: Shurpaul
RR2, lui era li ed io e te no. Il mondo nel frattempo è cambiato e noi ce lo siamo persi


Si, io mi sarò perso il '62 (son nato 13 anni dopo) del South Carolina, ma lui si è perso il '62 del South Trentino A.A. E si sta perdendo il nostro 2011...
Come dici? Non è la stessa cosa? Sicuro? No perchè altimenti mi stai dicendo che ci son vite di serie A e altre di serie B.
Commento # 7 di: Shurpaul pubblicato il 24 Maggio 2011, 09:52
Originariamente inviato da: RR2
Si, io mi sarò perso il '62 (son nato 13 anni dopo) del South Carolina, ma lui si è perso il '62 del South Trentino A.A. E si sta perdendo il nostro 2011...
Come dici? Non è la stessa cosa? Sicuro? No perchè altimenti mi stai dicendo che ci son vite di serie A e altre di serie B.


Non è la vita che conta, ma quello che accade in un dato posto in un certo periodo di tempo. E' piu' interessante (parlo esclusivamente dal punto di vista fotografico) l'Aquila o Fukushima di dove abito io.
La cosa più grave che sia mai capitata in 20 anni è la nascita dei gattini della vicina di casa.
Poi nulla toglie che puoi fare, da bravo fotografo, un servizio sui gattini della vicina... però oggettivamente a livello mondiale credo che le foto di un reattore esploso e di quello che ci sta intorno, siano sicuramente più interessanti dei gattini, poichè meno inflazionati.
Commento # 8 di: Raghnar-The coWolf- pubblicato il 24 Maggio 2011, 10:02
Originariamente inviato da: RR2
Tutti, io per primo eh, quando guardiamo foto come quelle di Davidson o Capa o Adams rimaniamo stupiti e meravigliati dalle loro opere, 5 secondi dopo però siamo a farci le paranoie più assurde se l'obiettivo vignetta un po' o se la foto pende di 0,45 pixel a destra. Ma l'emozione o almeno la sua ricerca, nei nostri scatti che fine fa?


Questo è il motivo per cui ho smesso di postare le mie foto sui forum da tempo immemore: un po' per mancanza di tempo, un po' perchè solo quelle più piatte venivano apprezzate, quelle dove la ricerca e il significato era più pesante venivano snobbate con tecnicismi da due soldi... tecnicismi che a un Fisico non vanno certo insegnati, e per questo motivo non interessano affatto.

Ora sto lavorando a una serie che spero di mettere in mostra quando l'avrò completata (se l'avrò completata), questo non per tirarmela (perchè una mostra piccina picciò vale come il due di picche quando comanda bastoni, ovvero meno della foto del mese su qualche sito medio-famoso insomma) semplicemente perchè ritengo quello un luogo più consono del web, dove la gente viene apposta per chiedersi che cavolo sto cercando di dirgli, e non dove centinaia di persone mettono in mostra la mercanzia e letteralmente "fanno a gara" a destare ammirazione, ovviamente il perfezionismo la fa da padrone a questo punto e anche scatti come questi sarebbero bollati come inutili (prova fatta da qualcuno su canonclub, se non ricordo male, postando una foto "minore" di hcb sentendosi dire di ogni sul mosso o l'inclinazione o le ombre...etc...).

Essendo i contrasti spinti sono convinto che qui mi farebbero soltanto notare le ombre clippate e i bianchi bruciati, nessuno si domanderebbe perchè, nonostante la gestione della luce permessa da 3 flash, nonostante la conoscenza tecnica che a un certo punto si dovrebbe dare per assodata, nonostante le fotocamere che recuperano 3 stop da una parte e 4 dall'altra, ho DECISO di clippare ombre e bruciare bianchi.

Bisogna diventare padroni della tecnica, per scordarsela, forse è vero.
Commento # 9 di: RR2 pubblicato il 25 Maggio 2011, 09:21
Originariamente inviato da: Shurpaul
Non è la vita che conta, ma quello che accade in un dato posto in un certo periodo di tempo. E' piu' interessante (parlo esclusivamente dal punto di vista fotografico) l'Aquila o Fukushima di dove abito io.
La cosa più grave che sia mai capitata in 20 anni è la nascita dei gattini della vicina di casa.
Poi nulla toglie che puoi fare, da bravo fotografo, un servizio sui gattini della vicina...


[Filosoficamente OT] Come non è la vita che conta? La dai per così scontata? Scommettiamo che se ti nasceva un figlio mentre l'Aquila o il Giappone tremavano, non te ne importava un piffero dei terremoti? Ad un pastore nomade della Mongolia pensi importi di Fukushima? Ne avrà sentito parlare? Hai notato che hai etichettato come "grave" anche la nascita di alcuni gattini? Sicuro che si facciano buone foto solo sulle sfighe? [Fine OT]

Ti ripropongo il mio dubbio: quella foto è bella perchè lo è o perchè l'ha scattata Davidson?
Per escludere il fattore "quelle foto descrivono un'epoca" ti faccio un altro esempio: Ansel Adams. Tempo fa, poi non so come è finita, un collezionista compra per pochi spiccioli dei negativi di paesaggi che sostiene siano di Adams se fosse vero varrebbero milioni... E' la foto che vale o l'autore?
Se dei "grandi" siamo capaci di leggere le emozioni nei loro scatti e ammettiamo che le loro foto non siano tecnicamente perfette, perchè ci freniamo a vicenda, commentando le nostre foto, non sul significato, ma sul mezzo pixel che le fa pendere a sinistra?
Sia chiaro son così anche io eh, però mi piacerebbe cambiare.
Commento # 10 di: Shurpaul pubblicato il 25 Maggio 2011, 09:29
Originariamente inviato da: RR2
[Filosoficamente OT] Come non è la vita che conta? La dai per così scontata? Scommettiamo che se ti nasceva un figlio mentre l'Aquila o il Giappone tremavano, non te ne importava un piffero dei terremoti? Ad un pastore nomade della Mongolia pensi importi di Fukushima? Ne avrà sentito parlare? Hai notato che hai etichettato come "grave" anche la nascita di alcuni gattini? Sicuro che si facciano buone foto solo sulle sfighe? [Fine OT]

Ti ripropongo il mio dubbio: quella foto è bella perchè lo è o perchè l'ha scattata Davidson?
Per escludere il fattore "quelle foto descrivono un'epoca" ti faccio un altro esempio: Ansel Adams. Tempo fa, poi non so come è finita, un collezionista compra per pochi spiccioli dei negativi di paesaggi che sostiene siano di Adams se fosse vero varrebbero milioni... E' la foto che vale o l'autore?
Se dei "grandi" siamo capaci di leggere le emozioni nei loro scatti e ammettiamo che le loro foto non siano tecnicamente perfette, perchè ci freniamo a vicenda, commentando le nostre foto, non sul significato, ma sul mezzo pixel che le fa pendere a sinistra?
Sia chiaro son così anche io eh, però mi piacerebbe cambiare.


In questo caso vale l'autore, ma perchè si è già fatto un nome. La stessa foto fatta da me o te varrebbe poco meno del prezzo della pellicola. Tu arriva a farti un nome e vedrai che anche le foto dei tuoi gattini varranno qualcosa, il problema è che per arrivare li dovrai mangiarne di pane prima, creando qualcosa di eccezionale e di unico. E li sta la difficoltà, non tanto nel creare foto perfette
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