SWPA 2011: le foto più belle hanno una storia da raccontare

SWPA 2011: le foto più belle hanno una storia da raccontare

di Roberto Colombo , pubblicato il

“La premiazione dei Sony World Photography Awards ci permette di gettare uno sguardo tra i migliori scatti del 2010/2011. Non basta una bella inquadratura, una foto deve saper raccontare una storia e lo può fare anche dal sensore di un cellulare”

L'iris d'or e gli Award dedicati ai professionisti

Molte, forse fin troppe, erano invece le categorie del concorso dedicate ai professionisti: in questo caso non sono state giudicate le foto singole, ma sono stati esaminati progetti completi, composti da più scatti. In questo caso quindi non è stata premiata solo la capacità di fermare un istante d'effetto, ma anche e soprattutto la capacità di inserire le immagini all'interno di un progetto coerente e di sostanza, in grado di comunicare qualcosa di significativo.

Le categorie come abbiamo detto sono molte, trovate tutta la carrellata di foto dei vincitori delle singole sezioni nella pagina del sito della World Photo Organisation: alcune sono facilmente individuabili e comprensibili, altre sono molto più concettuali e non sempre il nostro giudizio (e quello degli altri giornalisti presenti all'evento) ha concordato con quello dei giudici. Le foto vincitrici delle diverse categorie sono visibili al seguente indirizzo.


Saja Seus, vincitrice dell'Award nella categoria Lifestyle

All'interno dei vincitori delle singole categorie viene scelto il fotografo meritevole dell'Iris d'Or, il premio più prestigioso dell'evento da una giuria di 12 esperti: il riconoscimento permette al fotografo, oltre a conferirgli un premio in denaro pari a 25.000 dollari e una reflex digitale Sony con relativa attrezzatura, di diventare membro della World Photographic Academy, andando ad affiancare i precedenti vincitori del titolo Iris D’Or: David Zimmerman, Vanessa Winship e Tommaso Ausili.


© Javier Arcenillas - courtesy Sony World Photography Awards 2011

Appena finita la serie di premiazione di tutti gli Award e appena prima dell'annuncio del vincitore dell'Iris d'Or in molti avrebbero scommesso sul fotografo spagnolo Javier Arcenillas premiato ben due volte nella sezione Fotogiornalismo e Documentari nelle categorie Attualità e Vita Contemporanea. In particolare ha molto colpito noi e il pubblico il reportage vincitore del premio attualità dal titolo Sicarios, scattato a stretto contatto con i killer professionisti del Centro America e caratterizzato da immagini molto crude riprese durante l'attività di alcuni dei sicari oppure documentando i cadaveri appena crivellati di colpi.

A sopresa, ma con grande merito riconosciuto in modo unanime, ha invece vinto il fotografo argentino Alejandro Chaskielberg: il suo progetto documenta la vita di una comunità di isolani insediatasi sul delta del fiume Paranà. Oltre alle immagini sono molto interessanti i retroscena del progetto "High Tide": Chaskielberg ha scelto di vivere insieme alla popolazione locale per due anni, in due trance diverse, per documentarne la vita quotidiana. Il fiume è il secondo per lunghezza dell'America Latina: nasce in Brasile e poi attraversa il continente fino al confine tra Uruguay e Argentina dove, nel tratto finale unendosi al Río Uruguay, forma il Río de la Plata.


© Alejandro Chaskielberg _ courtesy of Sony World Photography Awards 2011

Il fotografo è stato premiato non solo per il contenuto del servizio, ma anche per la raffinatissima tecnica che ha applicato. Quelli che sembrano dei semplici scatti immediati sono invece degli scatti preparati a lungo e ripresi in notturna con la sola luce lunare con esposizioni di 5/10 minuti. Ogni scenario è stato attentamente costruito per comunicare al meglio la realtà dei soggetti ripresi, utilizzando torce o fuochi come luci aggiuntive per mettere in risalto i protagonisti. Per questo lavoro Alejandro ha utilizzato una macchina fotografica a pellicola grande formato, sfruttando il digitale per la fase di costruzione dello scatto, un po' come una volta si utilizzava la Polaroid.


© Alejandro Chaskielberg _ courtesy of Sony World Photography Awards 2011

Ad esempio una delle foto di maggiore effetto è quella dell'immigrato paraguayano (ve ne sono molti tra i braccianti della zona) che trasporta un pesante tronco sulle spalle. Per permettere al giovane di mantenere la posizione per il tempo necessario alla lunga esposizione alla luce lunare, Alejandro ha costruito una struttura di sostegno, sapientemente nascosta. Potete ammirare tutto il lavoro direttamente sul sito del fotografo, al seguente indirizzo, selezionando 'High Tide - La Creciente' dalla sezione Portfolios.

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