Nikon D3100: sotto il vestito molto

Nikon D3100: sotto il vestito molto

di Roberto Colombo , pubblicato il 21 Marzo 2011

“Parafrasando il famoso film di Carlo Vanzina il titolo di questa recensione sintetizza il nostro giudizio su Nikon D3100: sotto un apparente vestito da entry level si nascondono caratteristiche molto interessanti”

Bilanciamento del bianco

Il bilanciamento del bianco automatico operato da Nikon D3100 è risultato soddisfacente in praticamente tutte le situazioni sperimentate sul campo. L'utente che si affida al solo JPEG (chi scatta in RAW può correggere in postproduzione questo parametro in piena libertà) può impostare su Auto l'opzione e ottenere gran parte degli scatti con un profilo corretto, dovendo ricorrere ai preset oppure alla regolazione manuale solo nei casi più difficili.

  

Tramonti, interni, ora blu, notturni cittandini sono sempre stati interpretati correttamente dalla macchina, in particolare ci ha strappato un giudizio positivo il comportamento della Nikon D3100 negli scatti notturni sotto le luci di Barcellona, dove è sempre stata in grado di restituire immagini fedeli alla realtà: qui sopra qualche esempio di scatti che avrebbero potuto mettere in difficoltà il sistema.

 
Bilanciamento del bianco automatico (a sinistra) e preset Incandescenza (a destra)

Come quasi sempre accade sono le luci al tungsteno quelle che mettono in maggiore difficoltà il sistema di bilanciamento del bianco automatico: in questo caso vediamo come di fronte al ColorChecker Gretag Macbeth illuminato con lampade a 3200°K il sistema non riesca a restituire un risultato simile a quello percepito dall'occhio umano. Preciso è invece il preset Incandescenza, in grado di restistuire un bianco ben bilanciato: i valori RGB misurati sul quadrato bianco dell'immagine (182, 192, 199) testimoniano come non ci sia la netta predominanza di una delle componenti. In ogni caso ogni preset è regolabile da menu sugli assi verde-magenta, blu-ambra per cui è sempre possibile con un po' di pazienza arrivare al bilanciamento corretto. Manca nei preset la possibilità di impostare la temperatura colore in Kelvin, ma troviamo invece la premisurazione del bianco, quasi sempre in grado (scattando una foto a un riferimento bianco) di impostare il profilo corretto.

 
Lo scatto in laboratorio (sinistra) a confronto con la ricostruzione della mira nello spazio sRGB

Qui sopra abbiamo messo a confronto la foto del ColorChecker, ripresa con il bilanciamento del bianco impostato su Incandescenza, con la ricostruzione della mira Gretag Macbeth operata da BabelColor nello spazio colore sRGB (quello con cui abbiamo scattato anche la foto): la ricostruzione converte nello spazio colore sRGB le coordinate dei colori che compongono la carta ColorChecker e ne offre una rappresentazione grafica facilmente confrontabile. La mira ColorChecker è stata creata con colori fondamentali, scala di grigi e colori tipici delle scene più diffuse (come cielo, incarnato, fogliame e via dicendo) per avere un metamerismo simile alle situazioni reali e rappresenta un buon campione per mettere alla prova in ambiente controllato il comportamento della macchina

Abbiamo inserito la ricostruzione virtuale della mira sotto forma di piccoli quadrati nella foto ripresa in laboratorio, a cui abbiamo applicato un filtro Noise->Median->15px per uniformare il colore di ogni quadrato e ottenere quindi una campitura di colore uniforme che fosse la media tra i diversi pixel di quella zona. La riproduzione dei colori è abbastanza fedele, solo i toni del giallo vedono una differenza abbastanza marcata, segnale che, nonostante il preset lavori molto bene, l'illuminante con tonalità calda mette un po' in difficoltà il sistema.