Sony NEX-5: prestazioni e semplicità d'uso

Sony NEX-5: prestazioni e semplicità d'uso

di Roberto Colombo , pubblicato il

“Sony è entrata nel settore delle mirrorless con un prodotto dagli obiettivi ben precisi: fornire a chi vuole fare un salto di qualità dal mondo delle compatte una macchina fotografica piccola, leggera e molto più semplice di una reflex”

Sony NEX-5: quando scende la sera

Dal crepuscolo in poi, ma anche nelle grigie giornate di Inghilterra e Scozia e negli interni, la piccola Sony NEX-5 sa tirare fuori armi a prima vista insospettabili. Le capacità di raffica a 7fps dell'accoppiata sensore CMOS più processore BIONZ e la gestione avanzata delle immagini permettono alla piccola CSC di scattare in ambienti bui con inaspettati risultati positivi, senza dover nemmeno scomodare il valore di sensibilità più elevato, pari a 12800. Per la cronaca quest'ultimo rappresenta solo un numerino da scrivere sulla scatola per favorire le strategie di marketing, mentre nella realtà risulta davvero poco utilizzabile, anche in casi di emergenza, come testimoniano le foto qui sotto.

 

La scena è simile, il locale è lo stesso, il metodo di scatto utilizzato è invece profondamente diverso. La prima immagine è quella che classicamente si ottiene alzando al massimo il livello della sensibilità: sgranata, piatta, poco contrastata, zeppa di pixel con falsi colori, esposta al micromosso. La seconda invece è quella che la macchina ottiene in automatico impostando la modalità crepuscolo che scatta in rapida successione 6 fotografie con tempi di esposizione ridotti e poi le fonde a formare un'unica immagine. La macchina utilizza la sensibilità di 6400 ISO, ma riducendo il tempo di esposizione a piccole frazioni di secondo (il tempo di scatto di una foto normale diviso per sei) riesce a contenere molto bene l'insorgenza del rumore e del mosso.

 

 

Come è possibile vedere dal confronto delle immagini qui sopra, la resa è molto buona anche in confronto a sensibilità nominali parecchio più basse, come ad esempio i molto più contenuti 1600 ISO di sinistra. Le immagini ottenute con la modalità crepuscolo con raffica e stacking automatico delle foto sono nella gran parte dei casi migliori di quelle ottenibili dallo scatto singolo, probabilmente anche per una gestione ottimizzata del rapporto tra luci ed ombre, un po' come avviene nella modalità HDR. Tornando al confronto tra le prime due immagini è evidente come quella ottenuta con la modalità automatica basata sulla raffica sia meglio contrastata, più satura e brillante, sia meno esposta al micromosso e al mosso, sia caratterizzata da una grana più fine e meno fastidiosa: l'unico neo di questa modalità è forse la tendenza a restituire immagini un po' morbide.

Questo difetto è però ben poca cosa se si considera che in questa modalità la macchina permette anche al fotografo meno esperto di portare a casa scatti che altrimenti sarebbero davvero complicati. Facciamo notare come gli scatti nella modalità crepuscolo che vi abbiamo proposto siano ottenuti a mano libera, senza l'ausilio di appoggi e (cosa che sulle prime ci ha davvero stupito) senza prestare nemmeno troppa attenzione alla posizione, all'impugnatura e a tutti quei piccoli trucchi solitamente utilizzati dai fotografi per minimizzare mosso e micromosso. Anche da quelle raffiche in cui al fotografo sembra di non aver tenuto l'inquadratura perfettamente ferma e centrata la piccola Sony riesce a tirare fuori immagini davvero buone.

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