Aperture 3: la fotografia secondo Apple - Prova pratica

Aperture 3: la fotografia secondo Apple - Prova pratica

di Andrea Bai , Roberto Colombo , pubblicato il

“Puntata conclusiva della trattazione in tre puntate riguardante il nuovo applicativo di Apple per la fotografia digitale. In questa parte concluderemo la carrellata delle novità e presenteremo una prova pratica dello sviluppo in camera bianca, messo a confronto con altre soluzioni concorrenti”

Rumore: per favore, si contenga!

Gli scatti ad alta sensibilità e in condizioni di scarsa illuminazione sono un altro degli ambiti dove l'utilizzo del RAW ha una marcia in più e dove i software di sviluppo ed elaborazione si danno intensa battaglia. Qui la sfida è rappresentata dalla regolazione fine dell'esposizione, dall'apertura massima delle ombre, dal recupero dei particolari esposti a illuminazione piena, dalla profondità dei neri, ma soprattutto dal contenimento del rumore.

In questo ambito c'è da fare una premessa e una precisazione: il livello di "accettabilità" del rumore vede una soglia molto soggettiva, anche in considerazione dell'effettivo utilizzo della foto scattata. Un ingrandimento di particolari al 100% è ben diverso (e per l'utenza più comune molto meno frequente) dalla stampa di piccoli formati e i livelli di rumore accettabili nei due casi differiscono grandemente. Inoltre è ancora più soggettiva la preferenza tra immagini con forte grana ma caratterizzate da nitidezza e microcontrasto, rispetto a immagini più pulite, ma morbide e meno dettagliate.

In questo caso non c'è un giusto o uno sbagliato, ognuno è libero di preferire l'uno o l'altro approccio e preferire quello di una certa marca di macchine fotografiche o software di elaborazione. Addirittura la preferenza può cambiare anche a seconda dei risultati ottenibili con i diversi software, fino a preferire una grana visibile, ma simile a quella delle vecchie pellicole in un caso, oppure un'immagine morbida, ma particolarmente vivace dal punto di vista dei colori.

In fase di lavoro di fino sul contenimento del rumore si nota subito una mancanza evidente in Aperture: pur avendo almeno due selettori che vanno a lavorare sul contenimento del rumore, manca la divisione in luminanza e crominanza, fondamentale, a nostro modo di vedere, per spremere il massimo dagli scatti. In particolare nel caso si voglia ottenere il massimo della nitidezza con un forte compromesso dal punto di vista dell'apparizione di grana, ma senza cedere il passo ai falsi colori, forse la porzione più fastidiosa del rumore elettronico.

Questa immagine di un'esibizione serale ripresa a 800 ISO di sensibilità è un ottimo banco di prova per i software, permettendo di dare un giudizio in base a tutti i parametri citati in apertura di pagina. Quando si va ad agire sui comandi di contenimento del rumore e, in accoppiata, a contrasto, mascheratura e nitidezza i risultati possono essere al limite dell'irreale, fino a sfociare in immagini più simili a dipinti della corrente dei Puntinisti rispetto al concetto di fotografia che solitamente abbiamo in mente. In particolare Digital Photo Professional di Canon ha dimostrato questa tendenza, evidente ogni qualvolta si provi a spingere al massimo nitidezza e microcontrasto.


JPEG originale


Aperture


Digital Photo Professional


Adobe Lightroom


Adobe Photoshop

Nel lavoro su questo scatto i programmi Adobe hanno dimostrato avere una marcia in più, in particolare in Lightroom, scendendo a compromessi con la grana e la profondità dei neri, abbiamo potuto aprire molto le ombre, mantendo alto il dettaglio. Aperture comunque si posiziona meglio rispetto al software offerto in bundle da Canon, che sconta soprattutto le limitate possibilità di regolazione (troppo pochi passi) di alcuni parametri. La regolazione "continua" messa a disposizione invece dai software di Adobe e Apple offre in questi frangenti una marcia in più.


Aperture


Digital Photo Professional


Adobe Photoshop

Sempre sul tema apertura ombre/insorgenza rumore vi proponiamo un paio di scatti: si tratta di foto prese letteralmente al volo (parcheggiando la macchina sul ciglio della strada, abbassando il finestrino e provando a non bloccare tutto il traffico) con una Canon EOS 30D. Nel riportare i particolari al 100% di questo nibbio in volo aggiungiamo una piccola riflessione sull'opportunità di scattare in RAW: nel momento in cui si fissa un JPEG lo si fa con gli algoritmi presenti in quel preciso momento storico in macchina o nei software di elaborazione e tutto ciò che si perde nella compressione è irrimediabilmente irrecuperabile.


Aperture


Digital Photo Professional


Adobe Photoshop

Uno scatto vecchio anche di anni, se invece conservato in RAW, grazie all'evoluzione delle tecnologie può tornare a nuova vita diverso tempo dopo la ripresa, svelando particolari che magari l'elaborazione in macchina o i software di elaborazione utilizzati non erano riusciti a interpretare e rendere visibili.

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